ROMAGNA MIA…

Vini ad Arte, una buona rassegna enologica, ma anche unopportunit da sviluppare. Chiss perch i tempi enologici in Romagna sono cos lenti e macchinosi. E pi ci penso e pi non riesco a spiegarmelo. Eppure da queste parti ci sono numerosi uomini e imprenditori di talento che in altri settori sono stati perfino capaci di andare oltre il convenzionale, di proporre idee nuove, di scoprire, di innovare. Nel vino invece tutto legato a pochi personaggi che ormai da tempo tirano la carretta senza potersi nemmeno permettere una boccata di ossigeno. Nessuno che ti da il cambio e pochi uomini che si dannano lanima per un risultato nemmeno cos apprezzato (visto che la Romagna non gode certo di unimmagine cos efficace). Un risultato che invece vale la pena apprezzare quello, certamente positivo, ottenuto dall associazione Convito di Romagna e dal suo prezioso presidente (Cristina Geminiani, vera donna del vino, tra le pi capaci del nostro Paese), che per il secondo anno consecutivo hanno dato vita alla manifestazione Vini ad Arte (27-28 Maggio 2007), una rassegna enologica che si svolta lungo le belle sale del Museo Internazionale della Ceramica di Faenza, un gioiello che custodisce opere darte in ceramica a partire da esempi precolombiani fino allarte contemporanea, passando da firme come Picasso. Rimasta ormai tra le poche regioni italiane senza eventi enologici di rilievo (in tempi in cui anteprime, mostre e rassegne enologiche non si negano pi a nessuno) e senza grandi amicizie giornalistiche che contano, la Romagna dovrebbe sfruttare al meglio lopportunit di far crescere questa bella iniziativa, cercando di centralizzare qui e in questo stesso periodo (location ideale quella del museo e cos come fine maggio mi sembra il periodo pi appropriato) tutta la produzione regionale. Per un paio di giorni si potrebbe dare spazio alla stampa specializzata (che va ingolosita con una proposta enologica ampia e pressoch completa ma anche con il solito protocollo di spazi e servizi che richiedono i giornalisti di settore e perch no, con una serie di approfondimenti sul terroir) per poi concedere le ultime energie a operatori e appassionati. Lidea c gi, basterebbe solo svilupparla al meglio, perch diventi davvero unopportunit di crescita. E forse anche una delle ultime rimaste da sfruttare. br> I VINI ASSAGGIATI Pochi in verit i vini degustati visto che non sono riuscito a seguire interamente la rassegna. Di questi ho pensato di pubblicare solo le recensioni pi affidabili, frutto di assaggi fatti in condizioni ambientali e psicologiche ideali (in una sala idonea e senza la presenza dei produttori). Ve li propongo in ordine alfabetico per aziende. La degustazione si svolta il 28 maggio 2007 presso la sede del Museo Internazionale della Ceramica di Faenza, dalle ore 17 alle ore 19. STEFANO BERTI ([email protected]) Sangiovese di Romagna Superiore Ravaldo 2005 85/100 Sangiovese di Romagna Superiore Calisto 2004 87/100 Due vini che sottolineano un cambio stilistico evidente per i vini di questo bravo vignaiolo. Rispetto agli esordi infatti, il tono vegetale del Cabernet si fatto pi evidente in entrambe le selezioni senza tuttavia intaccare quella fluidit di manovra e quel carattere orizzontale che appartengono naturalmente allo spirito di questi vini. Detto questo mi piacerebbe sentire di pi la mano di Stefano nella messa a punto del Calisto che in questo millesimo appare come quei bellocci in cerca di conferme pi che gentleman pieno di personalit. ANDREA BRAGAGNI (339 4700143) Ravenna Bianco Gheppio 2005 79/100 Ravenna Bianco Rigogolo 2005 82/100 Due vini bianchi macerati che potrebbero piacere e non poco agli amati del genere. Io li ho trovati entrambi poco misurati nellespressione, come se dietro ci fosse una mano non ancora del tutto pronta alla costruzione di vini cos al limite. Decisamente meglio i vini rossi di questo produttore che per non sono riuscito ad assaggiare. Andrea Bragagni rimane uno dei tanti giovani vignaioli romagnoli da seguire. CALONGA ([email protected]) Forl Sangiovese Ordelaffo 2005 84/100 Sangiovese di Romagna Superiore Riserva Michelangiolo 2004 89/100 Vignaiolo di spessore, Maurizio Baravelli costruisce vini generosi e diretti. Meno rustico che dabitudine lOrdelaffo 2005, capace di esprimere un frutto definito e distribuito lungo tutto lo sviluppo gustativo. Pi sulla trama e pi focoso il Michelangiolo 2004, forse non cos profondo come il 2001 (a mio avviso il migliore di sempre) ma certamente capace di esprimere la solita potenza del suo terroir. DREI DONA- TENUTA LA PALAZZA ([email protected]) Forl Chardonnay Il Tornese 2005 85/100 Forl Sangiovese Notturno in fa maggiore 2005 84/100 Sangiovese di Romagna Superiore Riserva Pruno 2004 89/100 Un Notturno 2005 che nonostante un frutto molto ben calibrato non riesce ad avere altrettanta precisione al palato dove mostra tannini al limite della rusticit. Di medio impegno e di buona scorrevolezza Il Tornese 2005 che messo da parte definitivamente quello stile quasi ingombrante degli esordi, punta decisamente al controllo del frutto e ad unacidit di sostegno. Buono il risultato. Grande la prova del Pruno 2004, pure lui pi docile di un tempo, ma capace allo stesso tempo dei soliti e solidi allunghi tannici lungo lo sviluppo al palato. Rimane un vino di bocca. Ma che bocca! FATTORIA ZERBINA ([email protected]) Sangiovese di Romagna Superiore Torre di Ceparano 2004 87/100 Sangiovese di Romagna Superiore Riserva Pietramora 2004 90/100 Trebbiano di Romagna Dalbiere 2006 85/100 Ravenna Bianco Tergeno 2004 88/100 Albana di Romagna Passito Scacco Matto 2004 90/100 Se il Torre di Ceparano 2004 punta tutto sulla finezza e sul dettaglio sia in fase olfattiva che gustativa, Pietramora 2004 si aggrappa alle sue solite, granitiche qualit tanniche per arrivare lass dove nessun altro osa. E devo dire che ci riesce senza troppe difficolt, nonostante al naso sia davvero poco concessivo. Ottima la prova del Tergeno 2004, con il frutto che gioca prima a nascondino a favore di un carattere lievitoso niente male, per poi svelarsi con buona definizione a caldo. Sfumature di muffa nobile sia al naso che al palato, residuo zuccherino di matrice alsaziana, molto bene la persistenza. Eccellente lo Scacco Matto 2004 che punta ad unespressione pi bilanciata rispetto ad unannata storica e profonda- come quella del 2001, senza con questo apparire leggero o a corto di trama. Solite, squisite sensazioni aromatiche al naso (ananas, arance, muffa nobile), solita, densa sfericit al palato. Gran pasta, bel grasso, bella vivacit nell allungo. Ampia e ricamata la persistenza. STEFANO FERRUCCI ([email protected]) Sangiovese di Romagna Superiore Riserva Domus Caia 2004 84/100? Colli di Faenza Bianco Chiaro della Serra 2006 79/100 Albana di Romagna Passito Domus Aurea 2005 87/100 Troppo poco a fuoco il campione assaggiato per ritenere affidabile la mia degustazione del Domus Caia 2004. Confuso e privo di quei riferimenti che hanno dato prestigio a questo vino (ecco motivato il punto interrogativo). Semplice e appena rustico il Chiaro della Serra 2006, mentre di buon valore la prova del Domus Aurea, forse meno preciso rispetto ai migliori vini della denominazione, ma comunque molto centrato e inquadrato nella tipologia. Buona dolcezza al palato, frutto caldo e definito al naso. PAOLO FRANCESCONI ([email protected]) Sangiovese di Romagna Superiore Riserva Le Iadi 2004 83/100 Ravenna Merlot Impavido 2004 85/100 Colli di Faenza Rosso Miniato 2004 87/100 Tra i tanti giovani e capaci vignaioli romagnoli c pure Paolo Francesconi nella pedecollina faentina. Se Le Iadi 2004 non riesce a tenere il passo dei migliori vini della sua categoria, il Miniato 2004 si svela come uno dei vini pi convenienti di tutta la regione. Infatti non solo si sgancia da quello stile troppo dimostrativo di cui schiavo lImpavido 2004, ma mette pura in mostra una trama che punta al disegno e alla rifiniture, senza tuttavia apparire a corto di peso e di materia. Una bella sorpresa. GIOVANNA MADONIA ([email protected]) Forl Merlot Sterpigno 2004 87/100 Albana di Romagna Passito Remoto 2004 82/100 Albana di Romagna Passito Chimera 2004 84/100 Sangiovese di Romagna Superiore Fermavento 2005 86/100 Tenentino 2005 83/100 Manca lOmbroso in questa batteria e dunque diventa difficile abbozzare commenti definitivi. Anche se il portfolio aziendale di Giovanna Madonna si arricchisce di nuovi protagonisti (leggi Tenentino), quelli che alla fine tirano il gruppo sono sempre i soliti. Pi sul frutto e pi rugoso nei tannini appare il Fermavento 2005 (a cui potrebbe fare bene un maggiore affinamento in bottiglia), mentre lo Sterpigno 2004 mi sembra il pi buono mai prodotto. In apertura mostra unelevazione efficace ed un buon frutto e poi al palato esprime una fine tannicit ed una felice definizione. ALESSANDRO MORINI- PODERI MORINI ([email protected]) Colli di Faenza Bianco Alba di Luna 2006 83/100 Albana di Romagna Secco Sette note per Dani 2005 82/100 Albana di Romagna Passito Riserva Cuore Matto 2004 88/100 Rubacuori n.m 83/100 Trebbiano di Romagna Brivido 2006 82/100 Manca il meglio della scuderia e dunque il materiale a disposizione per fotografare il lavoro di Alessandro Morini davvero poco. Tra i vini in degustazione semplice il Brivido 2006, appena rustici sia Alba di Luna 2006 che Sette note per Dani 2005, poco a fuoco il dolce Rubacuori. Decisamente di un altro livello il Cuore Matto 2004, quasi sciropposo al palato (ma non stucchevole), dotato di una sottile vena ossidativa che dona contrasto e carattere al naso (su un fondo caramellato) e perfino capace di allungarsi in chiusura con buon ritmo. Un buon risultato. PODERI DAL NESPOLI ([email protected]) Forl Rosso Borgo dei Guidi 2004 86/100 Appena animale al naso, buon disegno, bene al palato dove mette insieme dimensione e definizione senza sforzi. Tannini che rigano e disegnano, buono il ritmo in chiusura. Non un vino di trama n di grande ricchezza, ma buono il dettaglio. SAN PATRIGNANO ([email protected]) Sangiovese di Romagna Superiore Riserva Avi 2004 88/100? Decisamente sul legno la prima parte della degustazione, conserva una buona linearit espressiva al palato, dove mostra tannini di ottima estrazione e buona capacit di allungo. Persistenza che punta troppo sul rovere. Potrebbe valere decisamente di pi tra qualche mese (da qui il punto interrogativo). SAN VALENTINO ([email protected]) Sangiovese di Romagna Superiore Riserva Terra di Covignano 2004 86/100? Altro punto interrogativo giustificatissimo. Il vino davvero troppo lontano dalla sua migliore definizione, i tannini in chiusura tendono a irrigidirsi e ad asciugarsi in modo troppo brusco per essere vero. Lo stesso sviluppo al palato non conserva quel dettaglio che pure questo vino conservava perfino in versioni focose e potenti come quella del 2001. Da rivedere. TENUTA SANTINI ([email protected]) Sangiovese di Romagna Superiore Riserva Cornelianum 2004 87/100 Rubicone Rosso Battarreo 2005 86/100 Due vini che puntano ad un approccio facile, definito e privo di scalini pericolosi. Ma che rischiano di non svelare unanima, di rimanere vini un po freddini e troppo cercati. Detto questo il Cornelianum 2004 appare un vino pi solido e articolato del Battarreo 2005. TENUTA VOLPE ([email protected]) Sangiovese di Romagna Superiore Fedro 2004 87/100 Albana di Romagna Secco Ladoro 2006 87/100 Un Sangiovese che ricorda la rosa, la terra, una serie di spezie fini ed unevoluzione mirata. Questo il Fedro 2004, vino desordio per questa azienda che sorge nelle belle colline del comune di Roncofreddo. Ma se il Fedro 2004 non era una novit, almeno per il sottoscritto, davvero inaspettato mi parso il risultato del Ladoro 2006, unAlbana che mette in mostra il meglio della variet (agrume, sale e allungo), evitandoci le angosce del peggio. Bravi! TRE MONTI-FAMIGLIA NAVACCHIA ([email protected]) Albana di Romagna Secco Vigna Rocca 2006 85/100 Albana di Romagna Passito Casa Lola 2005 87/100 Sangiovese Superiore Riserva Petrignone 2004 87/100 Sangiovese di Romagna Superiore Thea 2004 88/100 Sangiovese di Romagna Superiore Riserva Thea 2005 89/100 Trebbiano di Romagna Vigna Rio 2006 84/100 Colli dImola Bianco Thea 2005 89/100 Colli dImola Bianco Salterella 2006 86/100 Colli dImola Bianco Ciardo 2006 85/100 Grande prova di squadra per i vini della famiglia Navacchia. Ormai definitivo il nuovo stile su (quasi) tutta la linea, uno stile che oggi rispetto al passato ha smesso di puntare solo alla piacevolezza e alla pulizia per sfumare verso una produzione decisamente pi personale e caratterizzata. Carattere che viene fuori soprattutto nelle due versioni del Thea 2005: da una parte un bianco che appare come uno dei migliori mai prodotti in questa regione, pieno, fitto, ricco di carne e di sale, con il rovere che spinge senza intasare il frutto in apertura n la persistenza in chiusura; e dallaltra il miglior Sangiovese mai prodotto da questa Casa: eccellente controllo del frutto, ottima estrazione, davvero ottime le rifiniture e lallungo in chiusura. Sempre super affidabile il resto. VIGNE DEI BOSCHI ([email protected]) Ravenna Rosso Nero Selva 2004 85/100 Ravenna Rosso Settepievi 2004 86/100 Ravenna Sangiovese Poggio Tura 2004 85/100 Tecnico e ricercatore di rara generosit, uomo e vignaiolo di spessore fuori dal comune, Paolo Babini deve ancora trovare una certa continuit di rendimento come produttore. Dovrebbe cercare la strada migliore per mettere insieme la sua vena personale alimentata da uno stile enologico poco omologato, con la pragmaticit che impone la materia, giusto non perdere per strada parte del patrimonio organolettico dei vini prodotti. Detto ci il Settepievi 2004 rimane il vino pi centrato della batteria aziendale, un vino che punta per pi ai muscoli che al dettaglio. Meno a fuoco e pi rustici nella costruzione gli altri due campioni in assaggio. VIGNE DI SAN LORENZO-FILIPPO MANETTI ([email protected]) Ravenna Rosso San Lorenzo 2004 87/100 Ravenna Sangiovese Campiume 2004 84/100 Cure artigiane e risultati artigianali per i vini di Filippo Manetti. Dunque alti e bassi giustificatissimi. Campiume 2004 rimane un Sangiovese pi di carattere che di trama (e senza un adeguato controllo del frutto), mentre il San Lorenzo 2004 si fa notare per una cura estrattiva di maggiore coraggio per unespressione piacevolmente naturale che invoglia a berlo. Filippo Manetti uno dei giovani vignaioli della regione da tenere in considerazione. VILLA LIVERZANO-MARCO MONTANARI ([email protected]) Ravenna Rosso Rebello 2005 88/100 Ravenna Rosso Don 2005 89/100 Due vini molto molto riusciti, ciascuno nella propria tipologia. Grande cura e grande misura per il Rebello, un vino che fonde immediatezza ed estrazione in modo impeccabile. Pi lento e imprevedibile il Don 2005, decisamente a suo agio nella terza parte di bocca dove spinge come un cavallo di razza. Entrambi i vini puntano alla morbidezza e lefficacia del frutto. Sconsigliati dunque a chi ama vini cervellotici. VILLA PAPIANO ([email protected]) Forl Rosso Papiano di Papiano 2003 88/100 Sangiovese di Romagna Superiore Riserva I Probi di Papiano 2003 87/100 Due vini caldi e minerali, ambiziosi nellestrazione ed efficaci nello sviluppo quelli costruiti dalla famiglia Bordini. Di maggiore allungo mi parso il Papiano di Papiano, pi disegnato ai profumi e meno contrastato dal rovere la Riserva I Probi 2003. Mi concedo una piccola preferenza a favore del primo. ( Fonte Gowine )