“La collaborazione tra organi di controllo nella lotta alle frodi e agli illeciti in campo agroalimentare è fondamentale per garantire la tutela dei consumatori e per difendere il marchio del Made in Italy nel mondo. Per questo voglio sottolineare l’importanza dell’operazione condotta dagli uomini dell’Icqrf e della Guardia di Finanza che ha portato al sequestro di 2.500 ettolitri di falso vino a denominazione d’origine”.
Lo ha dichiarato il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania commentando l’operazione condotta congiuntamente dall’Ispettorato centrale tutela qualità’ e repressione frodi di Cagliari e dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza che ha portato al sequestro penale di 2.500 ettolitri di vino venduto e pubblicizzato come Cannonau di Sardegna, Vermentino di Sardegna e IGP Isola dei Nuraghi ma prodotto con vitigni non autorizzati né raccomandati per la Sardegna, contrariamente, dunque, a quanto previsto dai rispettivi disciplinari di produzione.

L’indagine ha permesso di scoprire non solo una frode in commercio, ma anche una frode comunitaria, dato che l’obiettivo era quello di accedere indebitamente alle contribuzioni comunitarie per il settore vitivinicolo, nonché di produrre, commercializzare e pubblicizzare vini che si fregiavano di denominazioni di origine senza averne il diritto.
«Bisogna tutelare i veri produttori e il territorio»
L’Unione sarda 10/7/2012
Coldiretti
La notizia del maxi sequestro di vino all’azienda Feudi della Medusa di Pula si è sparsa velocemente e non sono mancate le reazioni da parte delle organizzazioni agricole. «Ci complimentiamo con l’Ispettorato centrale tutela qualità e repressione frodi di Cagliari e la Guardia di finanza per l’azione congiunta che ha portato al sequestro di vino spacciato come Cannonau di Sardegna, Vermentino di Sardegna e Igt Isola dei Nuraghi», ha detto ieri Marco Scalas, presidente di Coldiretti Sardegna. «Siamo di fronte all’ennesimo inganno per i consumatori che causa danni economici e di immagine alla produzione e al mercato del “vero vino sardo” e per questo siamo i primi a chiedere controlli seri perché i veri danneggiati sono i produttori che subiscono una concorrenza sleale».
Coldiretti Sardegna ricorda che il fenomeno della pirateria agroalimentare è diffusissimo. «Le Doc e le Igt rappresentano il principale strumento comunitario per identificare e distinguere le produzioni enologiche legate ai territori e tutelarle dalle imitazioni», conclude il direttore della Coldiretti sarda Luca Saba, «dobbiamo credere nella valorizzazione di una filiera vitivinicola, basata sulla trasparenza, sul legame con il territorio di origine, tutelando un tessuto produttivo fatto di viticoltori».
( Fonte castedduonline.it )
http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_370_20120710090338.pdf
Non è la prima volta che questa azienda sarda finisce sotto inchiesta, vedi al link :
http://www.pula.it/index.php?option=com_content&task=view&id=228&Itemid=32


















