Sense of Wine a Roma e l’ES lascia il segno.

Ricevo e volentieri pubblico, questo racconto del bel viaggio compiuto da una giovane appassionata di enogastronomia, al Sense of Wine di Roma, dove l’ Es di Gianfranco Fino ha lasciato il segno. Un vino che mette d’accordo gli addetti ai lavori competenti e gli appassionati piu’ curiosi.


Buona lettura e grazie a Sara.

Roberto Gatti


Sono le 19 e qualche minuto quando varchiamo la soglia del Sense of Wine,

degustazione enogastronomica che si è svolta al Palazzo dei Congressi di Roma lo scorso weekend. Organizzatore è l’ egocentrico Luca Maroni, le sue iniziali sono ovunque, ma i profumi e il vociare che arrivano dalla sala distraggono da certi considerazioni. La sala è divisa per regioni e i banchi d’assaggio richiamano ad una degustazione veloce, spesso poco descrittiva, ma un viticoltore fra tutti si fa strada con un fare elegante e piacevole, lo stesso che ritroviamo nel suo vino: Es Primitivo di Manduria in purezza D.O.C. 2009 e il viticoltore è Gianfranco Fino. La sig.ra Simona, sobria ed elegante nel suo tailleur nero, indossa gioielli discreti e un sorriso cordiale, è al banco, ad indicare che la famiglia Fino ci mette la faccia, lei è la moglie di Gianfranco e versa l’ES con garbo e cura. Il Miglior Vino d’Italia 2012, riconoscimento nato dall’incrocio delle 6 più importanti guide del vino italiane, è il loro, è un figlio adottivo, un essere da proteggere, amare. E questo arriva a chi lo beve: l’amore per una terra, la Puglia, che dalla finestra del nostro ufficio sembra lontana ma che ognuno di noi ritrova nel colore rosso rubino carico, elegante, nel profumo complesso, frutti rossi selvatici rimandano all’estate, il cioccolato e il tabacco al camino d’inverno e infine la liquirizia non può far altro che riportarci al nostro bicchiere dopo un viaggio sensoriale che dura un attimo, ma che porta nell’Italia più selvaggia. A pochi passi dal banco troviamo Gianfranco, un uomo elegante, d’altri tempi, sorriso amabile e sguardo orgoglioso, ci porta nel suo mondo senza neanche conoscerci: la loro avventura inizia nel 2004 con l’acquisto di un piccolo vigneto di primitivo di 50 anni della superficie di 1.20 Ha, dopo due anni si aggiunge un vigneto di negramaro di 1Ha, negli anni salvano altri piccoli appezzamenti ad alberello in terra rossa. Il loro obiettivo da sempre è la qualità ed ES lo centra in pieno. La raccolta avviene a mano, in piccole cassette dopo lieve appassimento delle uve sulla pianta, l’ affinamento di 9 mesi in barriques di rovere francese rende l’ES memorabile. Un vino, un’esperienza, che non richiede necessariamente un abbinamento da gourmet, lo immagino compagno di lettura, di riflessioni, di momenti comunque lieti e sereni, ma le carni rosse, la cacciagione e un primo piatto succulento, possono rendere la serata perfetta. “Dalle e dalle ce se chieche u metalle” (Chi la dura la vince) recita un detto pugliese e Gianfranco Fino con la sua caparbietà e la sua cura nei dettagli ha vinto.

Ora un piatto ovviamente della tradizione pugliese per cimentarvi o specializzarvi in cucina, un omaggio a questa selvaggia e gustosissima Terra, un classico intramontabile:

ORECCHIETTE ALLE CIME DI RAPA


Ingredienti per 6 persone:

cime di rapa kg 2,5 – orecchiette fresche g 500 – uno spicchio d’aglio – 4 acciughe sott’olio – 1 o 2 peperoncini – olio extravergine – sale

Mondare e lavare bene le cime di rapa, lessarle in acqua salata, scolarle quando sono ancora un pochino al dente e, nella stessa acqua, cuocere le orecchiette; nel frattempo, in una padella, rosolare l’aglio intero, le acciughe spezzettate e il peperoncino. Un attimo prima di scodellare le orecchiette, tuffare di nuovo nell’acqua le cime di rapa lessate, per scaldarle, poi scolare il tutto e saltare in padella con il condimento alle acciughe e un mestolo dell’acqua di cottura, per fare insaporire bene. Prima di servire nei piatti, aggiungere dell’olio extravergine di oliva crudo. Consiglio: Si può usare, a mo’ di formaggio, anche una manciatina di pangrattato o mollica di pane tostata in un po’ d’olio.

Buon Appetito e buona Vita!

Sara Borzelli