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Simposio internazionale: il Merlot del Ticino promosso a pieni voti

 

LUGANO – Una bella realtà, un prodotto eccellente e caratteristico del terroir Ticino che può competere con i migliori vini a livello mondiale. È, in estrema sintesi, il verdetto emesso al termine della due giorni scientifica svoltasi di recente a Lugano. AllHotel de la Paix oltre 150 persone hanno partecipato al Simposio internazionale sul Merlot del Ticino?, che ha visto tra i relatori studiosi di fama mondiale. A iniziare dal presiedente del Comitato organizzatore, il professor Mario Fregoni, ordinario di viticoltura allUniversità cattolica Sacro Cuore di Piacenza. Per il COME 06, Comitato presieduto da Eros Walter, che cura i festeggiamenti del centenario del nostro vitigno principe, si è trattato di unaltra perla tra i successi inanellati in questo indimenticabile 2006, ma soprattutto unoccasione privilegiata per approfondire le conoscenze sul Merlot del Ticino sotto molteplici profili.


lavori congressuali preceduti dal saluto del delegato dellOIV Organizzazione internazionale della vite e del vino di Parigi, Ignacio Sanchez Recarte sono stati aperti dal prof. Fregoni che ha parlato dellorigine, diffusione e adattamento del Merlot nel mondo, e la diversità del vitigno. Lo ha fatto rendendo omaggio alla viticoltura eroica del Ticino, ricordando come nella memoria degli anziani è rimasto il ricordo della coltivazione degli ibridi in Ticino, in particolare dell’Isabella. Gli ibridi si diffusero grazie alla loro resistenza alle malattie, favorite dal clima piovoso del Ticino. La passione dei viticoltori, che conservano spirito e tenacia “montanara”, la lungimiranza delle Stazioni sperimentali svizzere e ticinesi, portarono dapprima a provare nuove varietà e poi alla scelta esclusiva del Merlot per il Ticino, tanto che oggi nel mondo tutti conoscono l’enclave ticinese di questo vitigno. E la celebrazione del centenario di coltivazione del Merlot ha spiegato sarà sicuramente il riconoscimento dell’adattamento varietale secolare ai terroir del Ticino, ma altresì un tributo ai viticoltori, che con i loro sacrifici hanno costruito una viticoltura eroica in forte pendenza, con paesaggi straordinari?.


Poi il prof. Fregoni si è addentrato sulle caratteristiche del nostro vitigno. Il Merlot fa parte del gruppo dei più antichi vitigni del bordolese e dovrebbe discendere dalla Vitis biturica, antica specie derivante dal Medio oriente oppure da un seme della stessa specie. Le prime citazioni della varietà risalgono al 1700. Non ha molti sinonimi, ma in Cile è confuso con il Carmenère?. Come diffusione il Merlot è tra i primi vitigni del mondo, la cui superficie è stimabile in oltre 300.000 ettari, subito dopo il vitigno Grenache (370.000). I Paesi di maggiore diffusione del Merlot sono la Francia (100.000), l’Italia (26.000), gli USA (25.000), la Russia (10.000), la ex Yugoslavia (8.000), la Romania (7.000), cui seguono Cile, Argentina, Australia, Sud Africa, con superfici altrettanto consistenti (1.000 gli ettari in Ticino). Il Merlot ha una grande plasticità ambientale ma fornisce i vini più fini nei terroir con piovosità sufficiente a non provocare stress idrici. La variabilità genetica del Merlot non è grande ma esistono nel mondo numerosi cloni selezionati, particolarmente in Francia e Italia, e in diversi Paesi del mondo sono state ottenute diverse varietà tramite incroci.


Poi Fregoni si è soffermato anche sulle caratteristiche del Merlot per dire che si tratta di una varietà abbastanza precoce e sensibile alla siccità. Nelle zone viticole mondiali caldo-aride, il Merlot produce vini fruttati, corposi, ricchi di estratto, tendenzialmente troppo concentrati. Nel Canton Ticino, al contrario, i vini sono di corpo equilibrato e soprattutto dotati di aromi fini e persistenti, tipici della varietà, in parte dovuti alle elevate escursioni termiche giorno/notte durante il periodo della maturazione. Si tratta, insomma, di un grande vitigno internazionale, apprezzato per i suoi aromi erbacei (pirazina), speziati, animali, vegetali e nel mondo viene spesso vinificato in uvaggio con altre varietà (in particolare il Cabernet Sauvignon).


Tra gli altri importanti relatori segnaliamo il dott. Francois Murisier responsabile della ricerca viticola enologica, Agroscope di Changins-Wädenswil, ling. Mauro Jermini responsabile di Agroscope di Changins-¬Wädenswil, Centro di Cadenazzo, ling. Isabelle Letessier (Studio di pedologia “Sigales” Saint-Martin-d’Uriage di Grenoble), ling. Karine Pythoud (Laboratorio LaSIG della Scuola politecnica federale di Losanna), ling. Fosco Spinedi (Climatologia-Svizzera di Locamo Monti), il prof. Alain Bertrand (Università di Bordeaux), il prof. Sébastien Fabre (Scuola HES di enologia di Changins), il prof. Nicolas Vivas (Università di Bordeaux e Direttore Dipartimento Ricerca e Sviluppo Tonnellerie Demptos), il dott. Matteo Marenghi (Agronomo, responsabile rivista Vignevini), il dott. Francesco Lurati (Docente all’Università della Svizzera italiana, Facoltà di Scienze della comunicazione), larch. Mario Bottae il dott. Josep LIuis Pérez (Tenuta Martinet, Falset-Priorato).


Il Merlot del Ticino conclude Eros Walter soddisfatto per lalto livello scientifico del simposio è stato promosso sotto tutti gli aspetti e ciò non può che far piacere, perché testimonia la grande competenza di tutta la filiera produttiva, che non lesina sacrifici e passione per ottenere vini di grande qualità?.


( Fonte tio.ch )