SOSTITUIRE I VINI E’ DISONESTA’ INTELLETTUALE E MORALE

NOMI, COGNOMI E INDIRIZZI


 


Leggo questo articolo sullultimo numero di luglio 2007, della rivista Il Mio Vino , e avendolo trovato molto interessante per certi versi, ed inquietante per altri ve lo trascrivo integralmente, poi sotto vi riporter le mie considerazioni :


 


Sta accadendo una cosa strana. Anzi forse normale.


Ai primi di aprile tutta la nostra squadra di degustatori ha partecipato al Vinitaly, la grande fiera che ogni anno riunisce a Verona il meglio della produzione italiana. I cinque giorni della fiera sono tradizionalmente massacranti per chi va in giro a degustare. Daltra parte una occasione cosi viene una volta lanno e se ne deve approfittare. Al rientro dal Vinitaly noi abbiamo preso nota di tutte le osservazioni ricevute dai nostri degustatori e, come nostro stile, abbiamo aspettato che le nuove annate arrivassero sugli scaffali dei negozi. Siamo andati a comprare le bottiglie per ripetere le degustazioni a casa nostra e con le nostre procedure. Noi vogliamo infatti che il giudizio finale sul vino sia sempre espresso con una degustazione cieca condotta da una squadra di degustatori che esprime un solo giudizio finale. E evidente che questa procedura non si pu realizzare in uno stand di una fiera ed quindi per noi assolutamente evidente che la degustazione va ripetuta con tutti i crismi che garantiscono assoluta imparzialit dei giudizi.


Cosi abbiamo fatto nei mesi successivi e nel far questo ci siamo accorti della cosa strana di cui parlavo allinizio. Un numero importante di vini che al Vinitaly erano apparsi come eccellenti si sono rivelati invece mediocri quando si trattato di degustare una bottiglia comprata in negozio.


Il fenomeno ha raggiunto proporzioni tali da indurci ad approfondire il tema e a valutare con molta attenzione caso per caso.


Gli addetti ai lavori sanno benissimo che alcune aziende hanno la pessima abitudine di far degustare vini diversi da quelli che poi in effetti sono imbottigliati con quella etichetta. E un modo losco di strappare giudizi positivi e poi vendere al pubblico ben altro. E tanto diffuso che gli addetti ai lavori parlano apertamente di vini in edizione cuve del giornalista .


Con noi queste aziende non hanno alcuna possibilit di farla franca.


Le differenze che abbiamo riscontrato questanno tra il Vinitaly ed il dopo sono in questo momento messe ai raggi X per capire se dipendono da fattori fortuiti o da qualche specifica attivit truffaldina.


Se dovessimo arrivare alla certezza che qualche azienda ha cercato di fregare noi e quindi tutti i consumatori, non avremo, come al solito, peli sulla lingua.


Pubblicheremo nomi, cognomi e indirizzi.


Gaetano Manti- direttore Il Mio Vino-


 


 


Considerazioni di Winetaste


 


Gi alcuni mesi fa avevo in animo di pubblicare un articolo simile a quello riportato sopra, ma ho imparato che quando scrivi prima di pubblicarlo in internet, devi essere sicuro al 100% di quanto vai scrivendo, e non soltanto per sentito dire, o per avere qualche sospetto.


Non questo il caso invece dei colleghi del Mio Vino, che avendo ripetuto le degustazioni, con altre bottiglie dello stesso vino commercializzate nei negozi al pubblico, hanno rilevato delle grosse difformit, in termini di qualit. E ovvio che il dubbio sorga spontaneo.


Se si fosse trattato di pochi casi isolati, e di pochi degustatori, si potrebbe pensare, come spesso capita, di essere stati condizionati negli stand del Vinitaly :


1)   dalla presenza del produttore;


2)   dal blasone e dalla fama del vino


E umanamente comprensibile che di fronte ad un vino Pluri.premiato, blasonato, affermato, costoso. ognuno di noi, specialmente se non siamo avvezzi a degustare in modo professionale e continuativo per tutto lanno, possiamo essere tratti in inganno. Ma non mi sembra questo il caso di cui stiamo trattando.


Un dubbio legittimo, che dopo questo articolo inquietante, per chi come me scrive solo di vini degustati e ci mette la faccia, si rafforza ancora di piu. Il sospetto lo avevo gi da tempo, che qualche furbetto del poderino inviasse alle guide le cuve migliori, quelle del giornalista , od ai Concorsi enologici, o le campionature ai vari degustatori. Ed allora come uscire da questa situazione, sinceramente molto difficile. Una cosa a cui tengo davvero molto la conoscenza diretta del produttore, andare in azienda e rendersi conto di come lavora, di come ragiona, se ha i calli alle mani o no. Lo so tutto molto relativo ed aleatorio, ma un po di fiducia dobbiamo pur riporla in qualcuno, ma allo stesso tempo con molta attenzione.


Mi capitato pochi anni fa al Merano Winefestival, non ricordo se lo ho gi scritto: assaggio un Marsala Rubino favoloso, ad un prezzo a dir poco stracciato, superconveniente. Al mio ritorno contatto la ditta di Marsala


( citt ) e mi invia un paio di bottiglie come campionature.
Una sera insieme ad un gruppo di amici, collaboratori del mio Panel, organizzo una degustazione : siamo rimasti ancora una volta strabiliati : un marsala stupendo, sembrava di avere un bouquet di fiori della sposa nel bicchiere. A quel punto ho telefonato alla ditta e ne abbiamo ordinato e comprato un buon quantitativo : risultato finale stato che le bottiglie che abbiamo comprato erano nettamente di qualit inferiore, rispetto alle campionature, e questo stato verificato e constatato da tutti noi.


Ho contattato la ditta ( una azienda molto grande di Marsala .ma NON la Florio.ndr ) ed alle mie rimostranze mi sono sentito rispondere che probabilmente era un marsala contenuto in unaltra botte ecc., insomma linterlocutore non sapeva piu da che parte andare a parare.


Da quel momento ho incominciato ad insospettirmi seriamente, anche se devo dire, ad onore del vero, che non mi capita spesso. I vini che vado a riordinare e comprare sono generalmente gli stessi, anche se li compro direttamente in azienda, ed a quel punto non sono in grado di sapere se poi saranno gli stessi vini che andranno sugli scaffali.


Molto bene fanno i colleghi del Mio Vino ad approfondire il discorso , molto delicato, trattandosi a mio avviso di una vera e propria truffa ai danni di tutti noi : giornalisti che rischiamo di perdere di credibilit ( per colpa di altri ) e consumatori doppiamente gabbati.


Seguir la vicenda con molta attenzione e ne scriver su tutti i siti internet possibili, pubblicando pure io : NOMI, COGNOMI ED INDIRIZZO, statene certi, ed a questo punto qualcuno incominci a preoccuparsene seriamente.


Roberto Gatti


Luglio 2007