Home Comunicati Stampa SPUMANTI “MADE IN ITALY” EXPLOIT SUI MERCATI STRANIERI

SPUMANTI “MADE IN ITALY” EXPLOIT SUI MERCATI STRANIERI

 

Germania, Stati e Uniti e Giappone guidano la riscossa. Molto bene anche lEst Europa. Crescono i consumi domestici in Italia, qualità sempre più in alto. Il successo degli spumanti legato al rapporto  valore e ricchezza di tipologia. Dagli exit-pool vicina la soglia dei 300 milioni di bottiglie .


 


Valdobbiadene, 27 dicembre 2006


Ha ripreso a correre e scorrere lo Spumante italiano nel 2006 sia sulle tavole degli italiani, sia e soprattutto sui mercati stranieri ed extraeuropei in particolare. Si sta dunque per chiudere con ilbotto un anno decisamente positivo per il comparto spumantistico nazionale, forse molto vicino a raggiungere limportante traguardo dei 300 milioni di bottiglie annue. Un risultato impensabile solo qualche stagione fa e che ora sembra invece alla portata di mano. Un exploit degli spumanti Made in Italy dovuto soprattutto alle performance fatte registrare sui mercati stranieri dove sono finite complessivamente circa 130 milioni di pezzi. Il dato più eclatante è la forte crescita quasi 20% – delle spedizioni nei paesi Extracomunitari, dove in particolare evidenza sono Stati Uniti e Giappone. Negli States si stapperanno circa 15 milioni di bottiglie per il fine anno 2006, cioè un brindisi su tre sarà marchiato Made in Italy Il merito va soprattutto ad Asti Docg e Prosecco Doc Conegliano Valdobbiadene che insieme con oltre 27 milioni di bottiglie ( 21%) detronizzano sua maestà lo Champagne. In Giappone con un balzo oltre il 62% si arriverà a fine anno a 4,5 milioni di bottiglie. Molto interessanti anche i segnali di crescita ulteriore in Brasile e più in generale in tutta lEst Europa dove lexport in Russia fa registrare una crescita di oltre il 20%. La Cina resta ancora un mercato di nicchia, ma sta scalando rapidamente le posizioni con un aumento di 7 volte rispetto al 2005. Per quanto riguarda le tipologie preferite dai consumatori stranieri, in forte apprezzamento soprattutto gli spumanti secchi, quelli di vitigno ed anche i metodo classico, con incrementi medi superiori al 9% in volume e al 13% in fatturato.


Ma come vanno le cose nei paesi dellUnione Europea? Anche qui la crescita cè, anche se meno accentuata, ma significativa proprio nei paesi a più spiccata vocazione enologica. Infatti landamento in Germania che rimane il primo cliente italiano registra un 13% grazie in particolare agli 8,5 milioni di tedeschi che preferiscono brindare con il Prosecco e con lAsti (quasi 16 milioni di bottiglie), staccando nettamente i 2,5 milioni che invece scelgono lo Champagne.


Bollicine italiane in festa anche in Gran Bretagna, ma soprattutto in Svizzera, in Austria, in Ungheria, in Russia con incrementi sempre superiori al 20-25% rispetto al 2005.


 


 


Il buon momento degli Spumanti italiani allestero si nota anche dal fatturato del comparto che è superiore allincremento delle quantità e si avvicina in valore molto al miliardo di Euro al consumo.


Dunque un quadro incoraggiante per il settore spumantistico nazionale che può contare su circa 800 aziende e poco meno di 3000 etichette, ma soprattutto su una varietà e ricchezza di vitigni, tipologie e produzioni che non ha riscontri nel mondo e che, se ben valorizzata e promossa, può avvantaggiare i prodotti italiani in grado appunto di farsi preferire ai competitor stranieri (primi fra tutti Champagne e Cava) per le potenzialità di un consumo più diffuso, più vario negli abbinamenti a tavola, più alla portata di tutte le tasche, delle diverse le fasce detà e dei differenti stili di vita, specialmente quelli giovanili.


Anche in casa nostra si torna a parlare decisamente italiano, dopo anni in cui avanzavano scelte esterofile, anche in occasione delle festività di fine anno, periodo in cui si concentra ancora oltre il 65% degli acquisti degli italiani. Crescono sia i consumi domestici ( 8%) sia le vendite in particolare attraverso la grande distribuzione ( 16%). Solo il 2% degli italiani infatti sceglieranno le bottiglie di Champagne, mentre il 54% si orienterà verso gli spumanti dolci di vitigno ed in particolare verso lAsti Docg; il 39% verso gli spumanti secchi e semibrut con in testa il Prosecco Doc Conegliano Valdobbiadene; il 5% circa preferirà quelli prodotti con il metodo classico. Spesa interna al consumo prevista di 0,750 mld di Euro per fare  il botto di 110 milioni di bottiglie nellultimo mese dellanno. Cresce di più il fatturato rispetto alla quantità venduta a dimostrazione che lo Spumante nazionale ha un ottimo rapporto prezzo abbinato ad un valore di origine-ricchezza tipologica. Anche le produzioni di nicchia hanno successo perché oggi il consumatore è  sempre più attento, esigente e preparato. Unulteriore  buona notizia per lenologia spumantistica  italiana.


 


Elaborazioni dati a cura dellOsservatorio Nazionale Economico Spumanti su ricerche, analisi, articoli e studi di mercato.