Non pi il tempo delle barricate sul tappo a vite. L’Azienda Le Fraghe ha organizzato una bellissima serata in cui ha messo a confronto il proprio Chiaretto Bardolino DOC Rodon, nella versione con tappo di sughero classico e con il tappo a vite. Ne avevo gi scritto lo scorso anno dopo che avevo avuto la fortuna di poter degustare delle Garganeghe in purezza tappate in modi diversi. Gi allora emerse come il tappo a vite, per quella tipologia di vino, potesse diventare una interessantissima e ideale scelta per le aziende. Anche con il Chiaretto di Matilde Poggi emerge la stessa cosa. Per un vino fresco dove il frutto che deve emergere con tutta la sua integrit e rotondit, il tappo a vite conserva il prodotto come se ogni volta noi lo prelevassimo dalla vasca d’acciaio.
Ma cosa successo veramente? All’inizio, dopo che il vino stato versato nel bicchiere, il campione proveniente da bottiglia tappata con sughero, ha manifestato la sua intensit olfattiva e la sua complessit. L’altro campione proveniente da tappo Stelvin invece sembrava come chiuso, bloccato nella espressivit dei profumi. Dopo qualche istante ecco la magia… Meglio ancora, la fisica! Il Chiaretto da tappo a vite raggiunge il suo equilibrio di tensione superficiale e le molecoline di profumo cominciano leggermente ma continuamente, a librarsi nella porzione di spazio racchiusa nel bicchiere fino a raggiungere il nostro naso. E’ come se lentamente quel vino stesse rinascendo, alzandosi dopo un lungo riposo.
Ma cosa succede invece nell’altro campione proveniente dal sughero? I profumi impattanti iniziali si stanno lentamente scaricando lasciando spazio a fenomeni di incupimento delle sensazioni olfattive. Comincia a sentirsi un frutto pi evoluto e tendente all’amarognolo. Non pi integro e leggermente decadente. Insomma il vino si sta lentamente spegnendo nel bicchiere.
Quando il vino in tappo a vite trova la sua massima espressivit nel bicchiere ormai c’ ben poca traccia del suo cugino tappato a sughero. Incredibile? No vero! Nessuna magia! Il sughero possiede una capacit di cessione e transizione dell’ossigeno che alimenta la denaturazione delle componenti aromatiche olfattive pi leggere. Inoltre la quantit di solforosa messa per mantenere integro il vino nella bottiglia tappata con sughero fa s che anche gli antociani del vino ne risentano e aumentino la velocit di decomposizione e di intensificazione del colore. Infatti il colore del vino proveniente dalla bottiglia tappata con sughero di un colore rosa intenso con declinazioni da clairet bordolese mentre l’altro si manifesta in tutta la sua vivacit dei colori rosati da buccia di cipolla tenui ma molto raffinati.
Le componenti aromatiche fruttate si esaltano nella bottiglia tappata con Stelvin, nell’altra il sughero sacrifica il frutto facendolo sentire un po’ pi maturo. Le tonalit agrumate e quasi citrine del primo campione non si ritrovano nel vino tappato con il sughero.
Tra i partecipanti alla degustazione non sembra sia emerso particolare stupore in quanto quasi tutti addetti ai lavori. La stessa cosa probabilmente non succederebbe con un pubblico di consumatori e ristoratori dove l’eccesso di conservatorismo e di scetticismo nei confronti delle innovazioni lascia ancora il segno. Eppure la grande scommessa sar quella di far provare con naso e bocca la incredibile diversit dei prodotti. Convincerli che vini come i rosati, i bianchi affinati in acciaio e di media struttura aromatica, troveranno nel tappo a vite la migliore soluzione per mantenere integrit e vinosit efficace nel prodotto. Dovremo superare ostacoli psicologici e antropologicamente naturali. Ma lo Stelvin sar il futuro. Lo sar in Italia perch nei paesi emergenti gi passato e presente. Si pensi ad esempio alla Nuova Zelanda dove pi del 90% del vino ormai confezionato con tappi a vite. La stessa cosa negli States dove il vino con il tappo a vite si preferisce perch offre maggiore garanzia di tenuta e di integrit al momento dell’apertura.
Alcuni credono che in Italia il recepimento del tappo a vite soffrir di tempi prolungati. Io non ci credo. Siamo l’Italia della vecchia Europa ma anche la pi risonante degli effetti mediatici e modaioli che provengono dagli USA. Sar trandy svitare un tappo girando da sotto la bottiglia. Anzi si inventeranno tappi a vite multicolori, personalizzati e collezionabili. Li vedo gi i ristoratori affermare che loro sono stati i primi a capire il vento nuovo della tecnologia applicata al vino. Loro s lo dicevano da sempre che sarebbe stata un’idea intelligente. E finalmente non ci sono pi problemi di odori di tappo… Dopo tutto le mode saranno arrivate anche dopo ma l’Italia ha il pregio di impossessarsene e reinventarle meglio delle originali…
A proposito il tappo a vite non una moda ma una necessit…
Bernardo Pasquali
Considerazioni di Winetaste
In linea di principio, non sono pregiudizialmente contrario ai tappi a vite, limitatamente ai vini di pronta beva ( entro 1 o 2 anni ), ai vini in grandi formati da distribuire nella GDO, ma per i vini da lungo invecchiamento ancora, allo stato attuale delle cose, non ci sono studi attendibili che possano dimostrarne la validit ed efficacia. Con il nostro amato ed a volte tanto vituperato tappo di sughero, che come ho gi scritto ampiamente troppo spesso lo si incolpa del classico sentore e difetto del tricloroanisolo TCA, quando invece un microrganismo che proviene dallesterno e si annida nei posti piu strani della cantina, come ad esempio nella vernice che ricopre le capriate del soffito ecc. Rimando per queste considerazioni ed approfondimenti ai link:
https://www.winetaste.it/ita/anteprima.php?id=1070
https://www.winetaste.it/ita/anteprima.php?id=1178
https://www.winetaste.it/ita/anteprima.php?id=1774
Ad oggi possiamo affermare che, nelle condizioni ottimali di cantina, con un tappo integro di sughero, certi vini si sono conservati per 70/80 anni e piu, in perfette condizioni, regalando ai fortunati degustatori rare ed indescrivibili emozioni.
Per i tappi a vite, avendo pochissimi anni di sperimentazione alle spalle, ancora non conosciamo gli sviluppi di conservazione negli anni. Ne riparleremo tra 70/80 anni.o giu di li..
Vi segnalo anche un articolo di degustazione di un vino di quasi 40 anni, naturalmente tappo in sughero, al link:
https://www.winetaste.it/ita/anteprima.php?id=3492
Roberto Gatti


















