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Taurasi, la voce della Pro Loco: «Il vino non si svende, porte chiuse agli speculatori»

Cesare Monaco: «Ecco perché abbiamo scelto solo cantine taurasine»

 

E’ uno degli eventi più attesi dell’estate irpina. Attira gente da tutta la regione e negli ultimi anni ha toccato il record delle 20mila presenze a sera. Un vero e proprio fiume di gente che riempie la strada in salita che porta al castello, e le stradine del centro storico. Stiamo parlando della Fiera enologica di Taurasi, manifestazione arrivata alla sua quindicesima edizione che quest’anno parte il 13 agosto e durerà per cinque giorni con la serata conclusiva del 17.

 

Incredibili i contatti riscontrati alla pubblicazione del comunicato stampa che ne presentava l’evento. Condivisioni al di fuori della norma per essere una nota stampa, passaparola incredibile sui social e tanti commenti. A dir la verità non tutti di elogio. Molti puntavano il dito sulla Pro Loco, rea di aver impedito ad alcuni produttori locali di vino di vendere i propri prodotti. Si è creato un vero e proprio dibattito che ha stuzzicato la nostra curiosità e ci ha spinto a chiedere al presidente della Pro Loco di Taurasi, il giovane Cesare Monaco a spiegarci il perché di tanto malumore.

 

Presidente, grazie per l’intervista, sinceramente alcuni commenti in calce al comunicato ci hanno meravigliato. Ci vuol spiegare cosa è successo?

 

«Certo, è importante fare chiarezza. Sono state tante le lamentele che abbiamo ricevuto in merito alle precedenti gestioni della Fiera. Chiaramente mi riferisco alla vendita del vino. Nell’ultima edizione lo standard non è stato molto alto. Le cantine invece di gestire sulla propria immagine e puntare a politiche di guadagno nei dodici mesi, ha preferito svendere il proprio prodotto e puntare al guadagno immediato. Ci tengo a sottolineare che non erano cantine di Taurasi e, probabilmente, non avevano a cuore la Fiera di Taurasi. E’ per questo motivo che la presa di posizione di quest’anno è stata molto netta e per certi versi impopolare».

 

Vi siete quindi guadagnati le antipatie dei produttori che sono rimasti fuori?

 

«Ebbene sì ma lo abbiamo fatto per difendere il Taurasi e le cantine di Taurasi. Quest’anno quindi le vendite saranno disciplinate dalla Pro Loco. Abbiamo selezionato solo cantine del comprensorio puntanti ad un prodotto garantito e di qualità. Non saranno commercializzati vini Itg ma solo Doc e Docg. Sono state selezionate 30 cantine ma l’intenzione è quella di cambiare modalità per il prossimo anno».

 

Una scelta coraggiosa e anche un po’ azzardata…

 

«Una scelta doverosa per tutelare il buon nome della Fiera. I commenti negativi probabilmente arrivano da qualche produttore che aspettava la Fiera per curare i propri interessi. Negli ultimi tempi non si è badato alla qualità e se una delle cantine più importanti di Taurasi aveva deciso di rinunciare alla manifestazione un motivo ci sarà. Quest’anno quella cantina è tornata e sinceramente siamo molto contenti. Sono convinto che determinate decisioni porteranno i propri frutti al termine dei cinque giorni. Le lamentele sul vino non sono contemplabili».

 

Dopotutto il vino deve essere il motore su cui ruota la fiera. Spesso però, in manifestazioni simili, capita che qualcuno, soprattutto i giovani, esageri. Avete pensato a qualche misura per evitare l’eccesso di degustazioni?

 

«Guardi che la scelta di tagliare fuori determinate cantine che badavano più alla quantità che alla qualità è mirata anche a limitare questo fenomeno spiacevole. Abbiamo finalmente arginato il fenomeno delle bottiglie svendute. Il vino va degustato quindi invito i giovani e tutte le persone che verranno a Taurasi a farsi trasportare dalle diverse tipologie. Il vino è cultura. Il vino è vita. Quest’anno il vino non sarà svenduto. Sarà accessibile a tutte le tasche ma di sicuro non ci sarà quello low cost. Il vino sarà il vero protagonista».

 

Vino sì ma non solo. La Fiera di Taurasi è amata da tutti anche per la musica, la buona cucina e l’atmosfera di un paese magico. Cosa c’è dietro un evento incredibile come questo?

 

«Un lavoro che non sto qui a dirle. Per questo motivo devo ringraziare tutte le persone che collaborano con la Pro Loco, i volontari e i ragazzi che compongono lo staff e daranno il massimo affinché il Paese sappia accogliere tutti. Le evito i passaggi che abbiamo dovuto fare per organizzare la viabilità, le disinfestazioni notturne, l’affitto di bagni chimici. Diciamo che nulla viene lasciato al caso».

 

Taurasi, come tanti altri comuni della provincia di Avellino, è un paese incredibile. Perché viverlo solo nei cinque giorni più caldi dell’anno? Perché non viverlo anche in altri periodi dell’anno?

 

«Bella domanda. Ci stiamo lavorando, mi creda. La Fiera quest’anno si aprirà proprio con un convegno che parlerà di turismo e di promozione del territorio. Come Pro Loco ci impegnano al massimo affinché il nome di Taurasi si intrecci in altre manifestazioni regionali ed interregionali. E’ importante trasformare il nome in un vero e proprio marchio imprenditoriale dove gli utili non vengono solo divisi ma distribuiti sul territorio. E’ un obiettivo. Speriamo di raggiungerlo».

 

Grazie.

 

 

( Fonte orticalab.it )