Torino: l’angolo del vino sfuso

 


 


 


Lacquisto del vino non imbottigliato torna di moda.


 


La crisi economica, certamente. Ma anche un certo sapore delle cose semplici di una volta. Fatto sta che sempre pi numerosa la quantit di persone che stanno ritornando alla ricerca del vino sfuso. Non vino qualunque, ma proveniente direttamente da produttori selezionati, per accompagnare quotidianamente il pasto senza svenarsi. Insomma, prodotti che garantiscano un buon rapporto qualit-prezzo. A Torino abbiamo scoperto un posto che risponde a questi requisiti. Si chiama Langolo del vino sfuso e si trova in via Martiri della Libert 28/A, a due passi dalla Gran Madre. Voi portate i vostri recipienti e loro li riempiranno. Vini piemontesi, ovviamente. Tra i bianchi trovate Favorita delle Langhe, Cortese dAsti, Arneis e Chardonnay. Tra i rossi spazio a Barbera dAsti e dAlba, Freisa dAsti, Dolcetto delle Langhe, Bonarda e Grignolino del Monferrato. I prezzi al litro variano dai 2,50 euro del Bianco da tavola ai 4,40 del Nebbiolo. Chiusura domenica e luned, provare per credere.


 


( Fonte Zipnews )


 


 


Osservazioni di Winetaste


 


Che questo sia un segno della crisi, in cui ci ritroviamo immersi da un paio danni ? Sicuramente con il vino sfuso fai da te , c un risparmio di tipo economico, ma non dimentichiamoci la grande dispersione di tempo, e soprattutto i rischi di contaminazioni batteriche, in quanto le bottiglie dovranno essere perfettamente pulite, cosi come i tappi usati perfettamente integri ed igienizzati.


Personalmente sono oltre 10 anni che ho tralasciato il vino sfuso, preferendo andare alla ricerca di bottiglie dal buon rapporto Q/P da bere tutti i giorni. Infatti un buon bicchiere di vino sulla mia tavola, non manca mai, da bere durante i pasti del mezzogiorno e della sera, ed in queste occasioni il vino viene proprio bevuto accompagnato alle giuste pietanze. Le degustazioni vere e proprie, le riservo ad altre occasioni, dove necessario concentrazione, serenit danimo e predisposizione, con carta e penna per annotare quanto percepito.


Roberto Gatti