Trenta milioni di euro per le Strade del Vino.

Un passo importante verso il sostegno allenoturismo in Italia, una nicchia per ora che conta 4 milioni di visitatori lanno, 2,5 miliardi di di giro daffari e un potenziale di crescita ancora tutto da sviluppare. E positivo il commento di Città del Vino sullapprovazione in Commissione Agricoltura della Camera di un articolo, il 49 bis, che se approvato definitivamente rimetterebbe in gioco il comparto enoturistico con un finanziamento di ben 30 milioni di in tre anni per le Strade del Vino. Uniniziativa che trova il consenso dellAssociazione dei Comuni che a fine ottobre, alla Convention di Sondrio, aveva votato un ordine del giorno per chiedere il rifinanziamento della legge 268/99, che istituì le Strade del Vino in Italia. Lemendamento (primo firmatario lonorevole Giuseppe Marinello) è stato votato allunanimità, segnale questo che lascia ben sperare sullesito del voto conclusivo, dopo il passaggio del testo in Commissione Bilancio e in aula. Lart. 49 bis (rifinanziamento della legge 268/99, recante disciplina delle Strade del Vino) dice espressamente che al fine di sostenere lorganizzazione delle attività culturali, nonché qualificare lofferta ricettiva e lo sviluppo dellattività del sistema enoturistico nazionale, è autorizzato un contributo a favore delle Strade del Vino pari a 10 milioni di per ciascuno degli anni 2009, 2010 e 2011. Attendiamo fiduciosi lesito di questa iniziativa partita da parlamentari di opposizione e approvata allunanimità. Una decisione bipartisan osserva Valentino Valentini, presidente di Città del Vino che coincide con quanto espresso in questi mesi dalla nostra Associazione, sempre più impegnata per sviluppare lenoturismo. Al Forum Biteg di Riva del Garda, dove si sono riuniuti i massimi esperti della materia, avevamo individuato proprio il tassello delle risorse come uno dei punti fondamentali, insieme alla qualificazione dellofferta, allinnovazione e al modello organizzativo della rete.


Contemporaneamente Città del Vino prende posizione intervenendo sul tema sollevato da diversi produttori, che chiedevano l’utilizzo del sintetico o delle chiusure a vite per le bottiglie di vino, anche di qualità, in linea con quanto avviene in molti Paesi stranieri. Città del Vino è favorevole ai tappi di sughero per Doc e Docg e per le tipologie di vino per le quali è previsto l’affinamento in bottiglia, come indicano le attuali norme e come ha ribadito di recente anche il ministro per le Politiche Agricole, Paolo De Castro. “Bene ha fatto il ministro De Castro a ribadire che per i vini di qualità italiani si usa il tradizionale tappo di sughero – dichiara Valentino Valentini, presidente di Città del Vino -. Auspichiamo però che venga fatta una maggiore ricerca sui sistemi di chiusura innovativi per andare incontro alle esigenze del consumatore e alle nuove occasioni di consumo”.


 


( Fonte Cittadelvino )