Un Primitivo sul podio degli autoctoni

Pubblico con molto piacere questa notizia per diversi motivi :

il primo motivo perchè il primitivo di Manduria e di Gioia del Colle sono tra le mie tipologie rosse preferite, non da oggi che sono salite alla ribalta della cronaca, ma da oltre 10 anni, quando altri li snobbavano ;

in secondo luogo perchè sono stato tra i primi ad avere scritto di questo bravo viticoltore/enologo, di cui oggi mi onoro di esserne amico.

Bravo Filippo, avanti tutta

Roberto Gatti

 

( in visita alla azienda Polvanera con da sx Enzo Scivetti, Roberto Gatti, Vincenzo Verrastro )

Un Primitivo sul podio di Autochtona, l’evento dedicato ai vini autoctoni italiani che si tiene a Bolzano. E’ il 17 Primitivo dell’azienda agricola Polvanera. Nasce a Gioia del Colle.  Oggi l’annuncio del Premio Terroir, quello assegnato al produttore che più rappresenta la volontà di valorizzare chi si impegna a dare il meglio con i vitigni autoctoni.


( la cantina scavata nella roccia )

Il Primitivo Polvanera è diverso da quelli più noti di Manduria, più noti. Più floreale, diretto e aperto, perchè le viti crescono in collina, non sulla sabbia, e non sono influenzate dall’aria dell’Adriatico. Il Primitivo di Manduria aveva tutte le carte in regola per diventare uno dei vitigni italiani bandiera nel mondo. Ma qualche errore, anche di immagine (come l’idea di accostare il Primitivo allo Zinfandel californiano per via di una somiglianza genetica) ha rallentato un passo che ora può essere reso più spedito anche grazie alla scoperta del valore dei vini di Gioia del Colle.

Il Primitivo di Polvanera è uno di questi vini della nuova era pugliese. Venticinque  ettari, 200 mila bottiglie l’anno, vigne anche di 60 anni a 350 metri di altitudine. Filippo Cassano ha iniziato l’avventura nel 2003 acquistando una antica masseria attorniata da una terra scura sollevata dal vento che ha ispirato il nome dell’azienda. Si è dato da fare per recuperare i vigneti storici e ha scelto il metodo biologico per vinificare questa uva robusta e di un rosso deciso. La cantina è scavata nella roccia, a 8 metri di profondità. Il 17 Primitivo è profondo, austero ed elegante. Ad un prezzo ragionevole, circa 12 euro.

Anche chi scrive ha fatto parte della giuria di Autochtona, una manifestazione raccolta, quasi intima al confronto del veronese Vinitaly, con produttori anche piccolissimi nei piccoli stand, affollata da professionisti e appassionati con il bicchiere a tracolla. Nella giuria c’erano Pierluigi Gorgoni, responsabile degustazioni Spirito Di Vino e autore della guida Vini d’Italia de L’Espresso; Alessandro Franceschini, giornalista di Spirito di Vino, Walter Speller, blogger e giornalista, corrispondente dall’Italia per  JancisRobinson.com; Fabian Lange, giornalista e scrittore tedesco, curatore della rubrica  di vino del quotidiano Frankfurter Allgemeine; Cornelius Lange, giornalista e scrittore tedesco, curatore della rubrica di vino del quotidiano Die Zeit; Guido Montaldo, collaboratore di BarGiornale e curatore del portale  OnavNews; Fred Nijhuis, giornalista e wine blogger olandese; Toni Lercher, delegato dell’Associazione Vinarius e titolare dell’Enoteca dell’Orologiaio di San Candido.

( Fonte divini.corriere.it )