CON RICHIESTA DI PUBBLICAZIONE
Caro Direttore.
Il panico bancario-borsistico globale, la crisi economica che indubitabilmente morde tutte le tasche e gli elogi dellausterit mirati a consolare i tanti che non arrivano alla fine del mese sembrano aver contagiato anche il vostro cronista, autore della rubrica Davide e Golia. Il fulcro in cui ruota infatti tutto il suo articolo comparativo sui Sagrantini (a partire dal titolo Sei Sagrantino da 18 a 29 euro contro uno da 66) il prezzo: la critica enologica su qualit e tipicit cede surrettiziamente il passo ad unanalisi del tipo costi/benefici o qualit/prezzo. Dove questultimo gioca un ruolo determinante (Sul 25 anni – conclude Davide e Golia c da discutere parecchio. A partire dai 66 euro che ci costringe a sborsare. Troppo anche per un vino che vuole andare oltre).
Le esigenze del portafoglio, la necessit di arrivare a fine mese, la crisi economica e la contrazione dei consumi, la recessione incombente sono, per carit, motivazioni sacrosante e serissime. In tempi duri e soprattutto magri, meglio un vino da 18 euro che da 66. Mi sta bene, anzi benissimo. In questa ottica, che lottica forzata di tante famiglie, mi stanno bene sia i vini in offerta che il tavernello. Ma vivaddio, come avrebbe detto Pirandello, perch non dirlo subito, evitando di costruirci sopra un articolo che discetta e finge di basare le sue scelte in base a qualit e tipicit? Se da un antico vino locale contadino comera il tannico Sagrantino si evoluta una bottiglia come il 25 Anni, la ragione sta nellappassionato sforzo pluridecennale di ricerca, studio e lavoro di tanti tecnici che hanno saputo conservare, superandola ed esaltandola su un piano pi elevato, la tradizione di quellantico vitigno. La modernit del 25 Anni, il suo andare oltre, landare oltre la tradizione, pur mantenendone o alludendone alle peculiarit: che proprio non soltanto dei vini, dei prodotti tipici e dellenogastronomia in genere (che, se fossero rimasti comerano, non avrebbero fatto nessun salto di qualit) ma anche di molte forme darte. Senza ambire a tanto, il 25 Anni ha percorso questa strada raggiungendo, ad avviso mio e di molti, un risultato originale e non omologato.
Meglio la trattoria sotto casa, invece dello chef rinomato e, ahinoi, purtroppo costoso? Per carit, va benissimo. Ma perch costruire fumisterie sulla tipicit quando il problema sono i cordoni della borsa? Purtroppo o per fortuna (a seconda dei gusti) la qualit ha un prezzo. Nel caso del 25 Anni nemmeno troppo elevato.
Ringraziandola per lospitalit nella sua bella rivista le invio cordiali saluti.
Marco Caprai, Montefalco (Pg)
Caro Caprai,
la sua lettera che pubblico come richiesto mi costringe ad una serie di importanti precisazioni.
La nostra rubrica Davide e Golia nata nellaprile del 2005 e quindi non pu essere, per definizione, frutto di alcun contagio preso dalla attuale crisi bancario-borsistica.
La nostra rubrica nasce dal desiderio di proteggere il danaro che i nostri lettori si guadagnano sudando non meno di quanto fa lei nel produrre i suoi vini.
danaro guadagnato con grande fatica e quindi meritevole di grandissimo rispetto, quel rispetto che secondo noi non viene prestato da chi chiede per i propri prodotti prezzi assolutamente fuori da ogni logica.
Non solo per arrivare a fine mese che si deve preferire un vino da 18 euro ad uno che ne costa 66. Se il vino da 18 euro migliore di quello da 66 lo si deve comunque preferire per il sacro rispetto che ognuno di noi deve avere nei confronti del danaro guadagnato onestamente.
Nel caso che lei cita, tanto per parlare in termini concreti, il Sagrantino che Novelli si fa pagare 18 euro ha preso un punteggio di 81 centesimi mentre il suo, che costa 66 euro, ha preso 72. I punteggi sono stati assegnati durante una degustazione rigorosamente cieca. Qui non questione di crisi economica, contrazione dei consumi o di portafogli pi o meno pieni. Se il mercato mi offre un vino migliore a un prezzo inferiore la scelta di una semplicit assoluta.
La cruda realt che nella degustazione cieca il suo Sagrantino 25 Anni ha preso un punteggio nettamente inferiore a tutti gli altri.
I suoi colleghi concorrenti faticano e sudano quanto lei per fare ottimi vini. Loro per si preoccupano anche di venderli in un rapporto qualit prezzo decisamente pi conveniente.
Finch le cose saranno in questo modo la nostra opinione non potr cambiare.
per questo che se volessimo bere un suo Sagrantino preferiremmo mille volte comprare il Collepiano che costa in enoteca 33 euro. Non regalato ma costa la met del 25 Anni, non essendo certamente meno tipico e meno buono. In genere io preferisco sempre mangiare in una buona trattoria sotto casa invece che spendere una fortuna dallo chef rinomato. Non ne parliamo poi se lo chef rinomato, oltre a farmi spendere una fortuna, mi fa anche mangiare peggio.
Gaetano Manti
Osservazioni di Winetaste
Devo intervenire su questo scambio epistolare, tra il produttore di Montefalco ed il Direttore della rivista, e vi anticipo subito che in questo caso specifico sono dalla parte del Direttore, ed il perch presto detto.
Ho avuto modo di degustare questo ed altri sagrantini, e posso attestare che in degustazione cieca il famoso 25 anni , ne uscirebbe maluccio in confronto ad altri fratelli meno costosi. Ad una mia osservazione, sulla durezza ed astringenza di questo vino, di cui non ricordo lannata ma mi pare fosse la 2004 ( o giu di li ), una collega mi diceva testualmente :
ma questo un vino che bisogna aspettarlo per molti anni
E che cavolo, lo compro oggi per berlo tra pochi giorni, e devo aspettare 10 e forse piu anni, perch non mi spacchi le gengive ? No, oggi deve gi essere buono e bevibile, poi tra 10 anni ci penseremo, e valuteremo se sar diventato strepitoso.
Sono anche daccordo che lazienda citata, molto ha fatto per il rilancio del sagrantino di Montefalco, ma questo non giustifica il fatto che da anni cavalchi londa del successo degli anni 90, con dei prezzi ingiustificati.
Credo che il consumatore di oggi, non si lasci piu incantare dai grandi nomi, a parte qualche sprovveduto, ed analizzi serenamente con cognizione di causa quanto si trova di volta in volta nel bicchiere.
Roberto Gatti

















