Qualche tempo fa, ho scritto di una vecchia grande bottiglia, il cui articolo completo è consultabile al link:
https://www.winetaste.it/ita/anteprima.php?id=3492
ed avendo ricevuto una email, che mi ha fornito ulteriori spiegazioni su come veniva vinificato questo tipo di vino, da parte di un enologo della Valtellina, è con piacere che ne rendo noto il contenuto.
Buona lettura
Roberto Gatti
COPIA EMAIL
Gentile Signor Roberto Gatti,
mi viene inoltrata dall’azienda Negri la copia della sua mail relativa alla vostra degustazione del Sassella 1969 della ex Enologica Valtellinese.
Sono l’enologo Claudio Introini e, a partire dal 1974 sino al 1989, fui responsabile prima della organizzazione tecnica e poi della direzione della società Enologica Valtellinese di Sondrio.
L’Enologica Valtellinese era una società fondata nel 1873 da viticoltori della Valtellina, e dal 1953 compartecipata della Federconsorzi. Nel 1991 chiude l’attività conseguentemente al crac della holding Federconsorzi ed il marchio viene ceduto alla Nino Negri del Gruppo Italiano Vini.
Relativamente al vino da voi assaggiato trattavasi di una RISERVA della Azienda, ottenuto per attenta selezione delle uve nebbiolo (chiavennasca) del cuore della zona Sassella nell’annata 1969, annata classificabile tra le 4 e le 5 stelle.
Io ebbi a trovare il vino già in fase di invecchiamento in bottiglia (10.000 bottiglie), successivo all’affinamento in botte di legno di rovere con fondi in castagno selvatico da 5000 e 2500 litri.
La messa in bottiglia era avvenuta nel mese di giugno del 1973 e la conservazione successiva fu in cataste con bottiglie coricate nel secondo piano interrato (profondo 14 metri) delle storiche cantine in centro della città di Sondrio. L’uscita in vendita iniziò con il gennaio 1975.
Ai vini “Riserva”, massima espressione della qualità aziendale, veniva sempre destinata la bottiglia borgognotta scura e pesante ed un affinamento in queste per almeno 15 mesi in cantina buia a temperatura costante.
Ho avuto grande emozione nel leggere le sue impressioni su questo vino con ormai 40 anni di vita ma, ancora una volta, ho avuto la piena conferma che il “nebbiolo di Valtellina” ha la grande capacità di esprimersi, anche molto in la nel tempo, per la sua finezza, frutto di tannini di media struttura ma molto duraturi. E dunque di dare piena soddisfazione ad un degustatore attento non già per la sua potenza (…che in troppi dei vini recenti è “prepotenza”) ma per la sua discreta ed armoniosa eleganza.
Peccato che io non abbia avuto la sua pazienza ed intuizione (causa anche alcuni traslochi) di conservare alcune bottiglie per tutti questi anni!!!
Al piacere di un prossimo incontro, gradisca molti cordiali saluti
Claudio Introini


















