UNA GUIDA ORA DEGUSTA A BOTTIGLIA “ SCOPERTA “

Voglio credere e sperare, per tenere ancora vivo quel minimo di credibilit che alcune Guide dei Vini Italiani ancora si portano appresso, che le degustazioni vengano fatte in forma rigorosamente anonima o come mi piace scrivere alla cieca ed alla sorda .


Chi si trova a giudicare il lavoro altrui, cosa solo apparentemente facile, deve lavorare nel modo piu limpido e  trasparente possibile per non lasciare adito a pensieri cattivi.


Pur ammettendo la perfetta buona fede di tutti coloro svolgono questo delicato lavoro, fuori di dubbio e fa parte della natura umana, che tutti noi siamo condizionati ( anche senza volerlo ) dal nome del produttore, dal costo del vino, e da 1000 altre variabili.


Cosa non trascurabile anche il rapporto di amicizia , conoscenza e simpatia che molte volte si instaura tra produttore ed addetto ai lavori, che non potr non influire sul giudizio finale.


Sempre durante le degustazioni finali svoltesi alcuni anni fa, di questa stessa guida alla quale mi riferisco, la commissione composta da tutti i responsabili regionali aveva votato per un vino, con un 3 voti favorevoli e ben 5 contrari, poi quando inavvertitamente lo speaker ha dato il nome dellazienda e del vino in questione, c stato un repentino cambio di rotta e di giudizio finale completamente ribaltato, assegnando il massimo dei riconoscimenti per quel vino e quella azienda ( questo era documentato in un video su Youtube )


Ora venuto a conoscenza, dalle foto pubblicate su un blog di un amico siciliano, che da questanno collabora alle degustazioni della guida, che le stesse vengono effettuate a bottiglia scoperta, cosi gli ho scritto per avere chiarimenti :


 


Roberto Gatti ha scritto :


 


Ciao..,


mi pare di avere notato dalle foto allegate, che le degustazioni sono state fatte tutte a bottiglia ” scoperta ” o sbaglio ?


Se cosi’ fosse non sarebbe , a mio parere, un buon metodo per giudicare dei vini…..da inserire in una guida, poi ognuno a casa sua fa come meglio crede.


Se mi sono sbagliato allora bisognerebbe almeno togliere quelle foto.


Ciao e buon lavoro


Roberto


 


Questa la risposta dellamico :


 


Caro Roberto, osservazione corretta la tua ma solo nel caso di una competizione tra vini. La Guida in questione, del.., prevede una selezione delle etichette che rispettano bevibilit, piacevolezza al palato e riconoscibilit del vitigno, rigorosamente autoctono. In tale caso bisogna anche valutare, insieme al vino, anche il territorio di provenienza, ergo, conoscere la scheda del vino indispensabile per meglio tenere in considerazione il tipo di terreno, il microclima ed altri parametri caratterizzanti un particolare territorio. Tu sai bene quanto ci variegano in Sicilia, il cosiddetto “continente del vino”, grazie all’estrema variabilit delle condizioni pedoclimatiche e quelle ampelografiche dei vitigni. Pertanto, le bottiglie scoperte, in tale caso non solo sono consentite ma addirittura indispensabili.


 


 


CONSIDERAZIONI FINALI


 


Ho elementi concreti ed esperienze vissute da alcuni tra i migliori degustatori siciliani, per cui posso affermare che  alla cieca difficilissimo per chiunque individuare territorio, vitigno, microclima ecc.


Poi chi in grado di definire quale sia il prototipo giusto di vino che corrisponde a quella variet, a quel microclima, a quel territorio : NESSUNO, umanamente impossibile per chiunque, anche per i migliori e piu esperti degustatori.


Dovremmo dividere la Sicilia, citata ad esempio, nei mille e piu comuni e territori, ed allinterno di ognuno andare a definire dei parametri gustativi catalogati, a cui fare riferimento : IMPOSSIBILE PER OGNI ESSERE UMANO.


Quindi le mie perplessit con la risposta dellamico, che solo un collaboratore e non ha alcuna responsabilit sulle linee guida delle degustazioni, questo tengo a precisare, sono fortemente aumentate, perch lasciano il campo a mille  congetture ed ipotesi, anche le meno nobili.


Troppi interessi economici stanno alla base della redazione di una guida, per cui meglio sarebbe stato avere sgombrato il campo da ogni cattivo pensiero, affidando  lanonimizzazione delle bottiglie ad un pubblico ufficiale esterno, cosi come avviene nei concorsi enologici autorizzati dal Ministero, ma questo sono certo non avvenga mai . Gi sarebbe importante lanonimizzazione seria e consapevole, anche senza notaio, ma suffragata da testimoni.


Se le guide dei vini non opereranno in questo modo, al di sopra di ogni sospetto, non avranno futuro, e perderanno quel minimo di credibilit che ancora possono vantare. Spero che non tutte operino in questo modo a mio avviso troppo semplicistico e poco trasparente.


Voi  potrete esprimere il vostro parere seguendomi su Facebook, qui :


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Roberto Gatti