Vino ‘tarocco’
Sulla Toscana
un’altra bufera
Igt e Chianti docg ritoccati con rossi di altre regioni: 17 indagati, copinvolte 42 aziende. Siena: nel mirino 10 milioni di litri. L’inchiesta nasce dal caso Brunello
VINO ‘TRUCCATO’ Chianti Igt Toscano tagliati e miscelati con vini di bassa qualit. Cosa ne pensi?
Siena, 11 novembre 2009 – Una nuova bufera sta investendo aziende vinicole della Toscana, Emilia Romagna, Lombardia, Abruzzo, Trentino e Piemonte. I primi risultati dellindagine della Finanza di Siena partita dalle ceneri di quella sul Brunello parlano di 42 aziende controllate, 17 indagati per associazione per delinquere e frode in commercio e del sequestro di dieci milioni di litri miscelati con vini di bassissima qualit e immessi sul mercato come Chianti Docg e Igt Toscano.
Gli accertamenti che in queste ore stanno impegnando gli uomini delle Fiamme Gialle senesi in collaborazione con lIspettorato del Ministero delle politiche agricole erano partiti dalle perquisizioni svolte nellambito del precedente filone investigativo che aveva coinvolto il fiore allocchiello dei vini italiani il Brunello . In quelloccasione erano stati acquisiti altri, distinti elementi investigativi che avevano condotto le Fiamme Gialle, sotto il costante coordinamento della Procura della Repubblica di Siena, a concentrare lattenzione su altre tipologie, quali appunto il Chianti Docg e lIgt Toscano.
Dopo unaccurata analisi degli elementi acquisiti, il Gip aveva accolto le richieste di sequestro preventivo avanzate per le ipotesi di reato di associazione per delinquere e frode in commercio. E cos dallalba di ieri scattato il giro di vite che ha interessato attivit produttive ubicate a Siena, Firenze, Pisa, Grosseto, Pistoia, Livorno (in Toscana in totale sono otto le aziende), Teramo, LAquila, Trento, Bolzano, Cuneo, Brescia e Ravenna.
In estrema sintesi emerso che alcuni degli indagati si erano attivati per reperire sistematicamente sul mercato delle enormi quantit di vino non rispondente al disciplinare (Igt o Docg), talvolta addirittura di bassissima qualit, per poi procedere ad una miscelazione con vini da taglio e, quindi, creare degli assemblaggi per un quantitativo stimato dalla Finanza in dieci milioni di litri, poi rivenduti sul mercato con denominazioni di pregio (tra cui anche Brunello e Rosso di Montalcino).
Per nascondere i reali trasferimenti del prodotto da unarea geografica allaltra, sono stati usati sistemi di falsificazione ne sono convinte le Fiamme Gialle di registri di produzione, di vinificazione e di fatture fiscali. Tra gli indagati ci sono enologi ed imprenditori vinicoli anche di rilievo internazionale.Questultimi gestiscono aziende vinicole sia in Italia, che allestero.
La Finanza pare abbia acquisito prove che portano ad ipotizzare che migliaia di litri di vino siano gi stati immessi sul mercato come Chianti Docg e Igt Toscano pur non avendone i requisiti. Un danno di immagine ed economico per quanti hanno lavorato onestamente e una beffa per i consumatori. Le indagini delle Fiamme Gialle di Siena proseguono per accertare eventuali responsabilit anche con riguardo agli illeciti di natura tributaria.
( Fonte La Nazione )
















