Le riflessioni di Enzo Lo Scalzo, dell’Associazione Stampa Agroalimentare: “Le variabili sono tantissime. I tre secoli di vantaggio acquisiti dalla viticoltura francese riconfermano levidenza del valore attribuibile alla tradizione dallesperienza”
Su Teatro Naturale del 19 gennaio scorso (link : http://www.teatronaturale.it/articolo/4303.html
è stato pubblicato un articolo di Monica Sommacampagna dal titolo “Per un buon vino, l’importanza strategica della fotosintesi”.
Il tema ha suscitato l’interesse di diversi lettori, tra cui quello del bravo collega Enzo Lo Scalzo, dell’Associazione Stampa Agroalimentare.
Riportiamo dunque qui di seguito uno stralcio del suo lungo intervento, mentre, per coloro che volessero approfondire l’argomento, è possibile leggere l’intero testo nella sezione lettere: link http://www.teatronaturale.it/articolo/4479.html
L’INTERVENTO DI ENZO LO SCALZO
Teatro Naturale ha pubblicato… un buon articolo nel quale le dichiarazioni di Cesare Intrieri mi hanno stimolato qualche riflessione non nella veste di eno-gastronomo, ma di esperto in Scienza dei Materiali, di Tecnologie e di appassionato alla tematica scientifica chimica ed alla sua divulgazione.
Cesare Intrieri ha imperniato il suo intervento sullimportanza strategica della fotosintesi, oggi al centro di ricerche svolte con strumenti innovativi.
In base a test effettuati con una particolare pinza applicata sulle foglie che riesce a rilevare, in base alla concentrazione di anidride carbonica, levoluzione di questo processo e si è riscontrato che a 30-35 giorni di età le lamine delle foglie si presentano particolarmente espanse e la fotosintesi è al culmine. Studi ancora più specifici hanno permesso di individuare a quali nodi dei tralci della vite si ottengono risultati migliori in funzione della migrazione degli zuccheri verso i grappoli, tenendo conto del periodo vegetativo e della forma dallevamento scelta.
Lintroduzione è stimolante. Crescita e clorofilla in cambio di carbonio e fotoni. La macromolecola della clorofilla mi ha sempre richiamato quella dellemoglobina, il più intelligente trasportatore e scambiatore dossigeno per la fornitura di energia e la sua associazione alla materia del corpo umano in un complesso processo di metabolizzazione e respirazione.
Prosegue Intrieri con gli errori nelle pratiche colturali, purtroppo dietro langolo.
Se, attraverso drastiche cimature, si asporta un terzo delle foglie più funzionali, ad esempio, si rallenta il processo di maturazione che, soprattutto per le varietà più tardive, può non arrivare a conclusione ha spiegato Intrieri.
E se una leggera cimatura pre-fioritura si va diffondendo allo scopo di mantenere lassurgenza dei germogli e un buon livello di ricrescita delle femminelle per ringiovanire la chioma, per contro, una pratica troppo drastica può determinare un incremento di femminelle non positivo, con fenomeni di ombreggiamento che si determinano a livello dei grappoli.
La cimatura pre-vendemmia, invece, può essere utile quando la maturazione è già completa. Gli interventi di defogliazione devono arrivare fino a un massimo del 30-40% ed essere comunque tarati in modo da ottenere il giusto spazio per effettuare i trattamenti e per ottenere una buona esposizione dei grappoli.
Per monitorare lo sviluppo dellattività di fotosintesi in base alle variazioni di luminosità alle quali è soggetta la superficie fogliare della vite sono state effettuate prove di ombreggiamento che hanno messo a confronto le performance di diverse forme di allevamento. Inserendo sensori di nuova generazione a livello delle chiome è risultato, ad esempio, che allinterno della vegetazione la capacità di assimilazione della luce è identica sia nel caso di un sistema a cordone speronato che di una chioma lasciata libera.
Tra le due alternative, tuttavia, il sistema a cordone libero è risultato il metodo più efficace per sfruttare al massimo i colpi di luce. Le chiome rese troppo strette da coppie di fili di acciaio vedono infatti limitata la funzionalità fogliare. Il sistema a cordone libero ha inoltre evidenziato che, anche se si effettua una cimatura drastica, le foglie sono tutte funzionali e quindi la maturazione non si rallenta ha concluso Intrieri.
Il clima e le peculiarità territoriali dove il vigneto è collocato costituiscono un imprescindibile punto di riferimento per valutare le soluzioni più adatte. In armonia con la natura e anche grazie ai progressi della scienza.


















