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Vino, la grande truffa. Ordinano 20mila euro di bottiglie e non pagano

I carabinieri hanno denunciato marito e moglie, residenti a Busto Arsizio, per una gigantesca truffa ai danni di un’azienda vinicola di Castellina in Chianti

 

 

Siena, 15 dicembre 2017 – Malviventi con un debole per il Brunello e il Chianti. Ladri e truffatori hanno scoperto una nuova frontiera per fare buoni «affari»: il vino pregiato. Mentre le forze dell’ordine stanno cercando di risalire agli autori del clamoroso furto di qualche giorno fa di 900 bottiglie tra Brunello e Brunello Riserva all’azienda Cupano di Montalcino, la cronaca registra un altro caso altrettanto clamoroso in cui è ancora protagonista suo malgrado il vino: a questo giro il Chianti.

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I carabinieri hanno denunciato marito e moglie (lei 45 anni, di origine cinese, lui 70enne, nato in Malesia), residenti a Busto Arsizio, per una gigantesca truffa ai danni di un’azienda vinicola di Castellina in Chianti. La coppia, giocando sul fatto di godere appieno della fiducia dei titolari dell’azienda, essendo clienti di vecchia data e sempre puntuali nei pagamenti, ha ordinato in più volte centinaia di bottiglie di Chianti per un importo di 20mila euro.

 

Per essere ancora più convincenti e non destare il minimo sospetto, i due hanno lasciato in pegno un assegno di 46mila euro, molto superiore cioè alla cifra che avrebbero dovuto versare nelle casse dell’azienda per il vino acquistato in quantità industriale. Passano i giorni e il pagamento non viene effettuato. Preso atto della strana piega che aveva preso la cosa, l’azienda va in banca a riscuotere l’assegno, scoprendo che risultava rubato e che dunque non era intascabile. A quel punto vengono avvertiti i carabinieri della stazione di Castellina in Chianti, che fanno scattare le indagini.

 

Dopo tutta una serie di controlli i militari accertano che la firma sull’assegno non corrisponde alla persona titolare del conto corrente, una donna di Busto Arsizio che non si era ancora accorta della scomparsa dell’assegno. La coppia (lei, tra l’altro, già nota alle forze dell’ordine) è stata denunciata, ma le indagini dei carabinieri e della Procura vanno avanti per chiarire i molti lati ancora oscuri di una vicenda che ha arrecato danni non indifferenti all’azienda chiantigiana.

 

 

( Fonte La Nazione )