Vino, la ricerca internazionale nella gestione dell’ossigeno in aiuto agli enologi


(PRIMAPRESS) ROMA Il coordinamento di diversi studi, svolti in istituti di ricerca universitari e indipendenti di tutto il mondo, ha portato importanti sviluppi sul tema della gestione dellossigeno nel vino in base, soprattutto, alle diverse chiusure adottate: sughero, sintetico e a vite. Il risultato pi interessante sembra quello legato allaumento di sentori di fruttato in alcuni vini rossi, un elemento che diverse ricerche di mercato hanno posizionato tra quelli pi apprezzati dai consumatori. Lesaltazione di alcune caratteristiche positive, insieme alla diminuzione di altre ritenute negative come quella di ridotto, secondo gli studi effettuati sono imputabili, oltre che a determinate tecniche di vinificazione, anche al grado di trasferimento dellossigeno OTR (Oxygen Transfer Rate), che deve perci essere tenuto sotto stretto controllo e, per quanto possibile, preventivamente calcolato. Un passo importante secondo Nomacorc, leader mondiale nelle chiusure alternative per vino con i suoi tappi coestrusi, che ha coordinato negli ultimi anni i numerosi interventi di ricerca alla base di questi risultati negli istituti di Australian Wine Research Institute (Australia), Institute National de la Recherche Agronomique (Montpellier, Francia) Geisenheim Institute (Germania), Pontificia Universidad Catlica de Chile (Cile) e University of California (Davis, Stati Uniti).


Per la Nomacorc i risultati sono di straordinaria importanza perch decreterebbero il successo delle proprie chiusure, le uniche con un OTR perfettamente calcolabile e modulabile. I tappi in sughero in quanto naturali non permettono previsioni sul trasferimento dellossigeno al vino, se non quella dovuta alla lunghezza del pezzo che rimane comunque approssimativa, mentre quelli a vite sono i pi ermetici, non permettendo alcuno scambio di ossigeno tra la bottiglia e lesterno. Rimangono poi altre due chiusure, quelle cosiddette in vetro, che in realt sigillano con un anello plastico, e i tappi a corona, ma rappresentano entrambe quote infinitesimali del mercato.


I  vari studi citati dal colosso della North Carolina con sedi distaccate in Belgio e Cina, per il mercato emergente dellestremo oriente, sono partiti da alcune delle questioni aperte pi importanti del settore enologico. Lintento di Nomacorc infatti proprio quello di venire incontro alle richieste degli enologi di tutto il mondo, alle prese con la gestione dellossigeno in tutte le fasi della produzione vitivinicola. Per farlo ha innanzitutto realizzato un sistema non invasivo di misurazione di questo gas, capace di sfruttare la tecnologia di oxo-luminescenza per verificare la presenza in bottiglia di ossigeno senza apertura e quindi potendo ripetere la misurazione a distanza di tempo, calcolando cos lapporto dovuta alla chiusura. Parallelamente sono stati portati avanti gli studi degli istituti internazionali gi citati che hanno confermato molte delle aspettative dellazienda, spostando un passo pi avanti lasticella della ricerca applicata allenologia per quanto riguarda la gestione del fabbisogno di ossigeno di ciascuna tipologia di vino. Un altro risultato importante infatti stato proprio quello legato alle diverse risposte a diversi OTR di vitigni e sistemi di lavorazione diversi, un altro passaggio fondamentale nelleterna lotta tecnica e di mercato nella scelta della giusta chiusura per ogni specifico vino.


 


( Fonte PRIMAPRESS )