Vino, Zonin in crisi. Ma cerca l’uscita. Debito netto da 83 mln nel ’25

Vino, Zonin in crisi. Ma cerca l’uscita. Debito netto da 83 mln nel ‘25

 

Venticinque milioni di euro di perdite accumulate nel solo quadriennio 2021/24 e 83 mln di debito netto a tutto il 2025 con nove mln di oneri l’anno da pagare. La crisi di Casa Vinicola Zonin arriva da lontano e ora la cantina si arrende cercando una soluzione nella composizione negoziata, uno strumento previsto dal codice della crisi d’impresa che ha sostituito la vecchia legge fallimentare.

 

Un esperto indipendente dovrà trovare una soluzione stragiudiziale con debitori e fornitori che permetta la continuità aziendale. Un’operazione possibile perché la cantina veneta dispone di asset di pregio e di un patrimonio netto di oltre 220 mln. Tuttavia, i debitori rinunciano a una parte dei crediti soltanto sulla base di un piano credibile di rientro finanziario.

Il piano di rilancio e la nuova strategia commerciale

«Il piano di rilancio di Zonin passerà necessariamente da una revisione della strategia commerciale a tre anni», ha dichiarato il neo amministratore delegato Maurizio Rossetti (ha sostituito Pietro Mattioni), «con enfasi su fatturato e marginalità per prodotti e canali distributivi nonché sulla razionalizzazione di parte delle strutture produttive agricole del gruppo che comprendono circa 1.500 ettari». Quindi, non sono escluse dismissioni di tenute. Già nel 2022 circolavano indiscrezioni su 3 tenute nella lista delle cessioni. E in un’intervista a ItaliaOggi il presidente, Domenico Zonin, dichiarò: «Stiamo ragionando se le nostre tenute siano le migliori per affrontare il mercato. Quindi se decideremo di uscire da qualcuna lo faremo per entrare in altre. In portafoglio mancano Montalcino, Barolo, Bolgheri, Etna».

I numeri del gruppo e l’esposizione sui mercati esteri

Nel 2025 Zonin ha realizzato ricavi per 190 mln, -9,2%, di cui 156 mln all’estero. Gli Stati Uniti si ritagliano il 32% delle vendite, davanti alla Gran Bretagna con il 27%. Il mercato italiano vale il 17%. L’azienda produce 50 mln di bottiglie (Prosecco, rossi e bianchi di varie regioni) che distribuisce in 140 mercati.

Dispone di 6 tenute fra Piemonte, Lombardia, Friuli, Puglia, Sicilia e Toscana. All’estero controlla la cilena Dos Almas mentre, in marzo, ha ceduto la tenuta americana di Barboursville (in Virginia). Casa Vinicola Zonin non ha ancora pubblicato il bilancio 2025, ma nel 2024 il consolidato del gruppo indicava ricavi per 209,2 mln, un Ebitda di 16,2 mln e una perdita di 4,7 mln.

Il debito netto ammontava a 85 mln, con un’esposizione verso banche di 95 mln (di cui 33 a breve). Il rapporto debito netto/Ebitda era di 6,5 volte. La cantina di Gambellara è controllata dalla famiglia Zonin (Domenico e i fratelli Francesco e Michele) con una quota del 64% e da Capitoloventiquattro (dal 2018) con il 36%, collegata al private equity 21Invest, fondato da Alessandro Benetton. La crisi di Zonin esplode nel periodo peggiore, con uno scenario geopolitico incerto, dazi sull’export e cambiamenti nei modelli di consumo.

Rossetti ha annunciato che nei prossimi mesi sarà definito «un piano triennale di consolidamento e sviluppo, e sviluppo, orientato in primis al riequilibrio finanziario ma anche al miglioramento strutturale delle performance operative».

Il profilo del nuovo top manager Maurizio Rossetti

Il nuovo top manager ha un profilo prevalentemente finanziario e non ha esperienza nel settore vinicolo. Le più recenti esperienze sono state in Officina VicaBialettiSkira editore, Rcs Libri e McDonalds. (riproduzione riservata)

 

( FONTE ITALIAOGGI.IT )

 

Annotazioni a margine

Ricordiamo quanto successo al gruppo Zonin , alcuni anni orsono, con il fallimento della Banca Popolare Vicentina, presieduta da Gianni Zonin ! Leggi qui