Vulcania 2009: il mito del vulcano

 


 


allorigine di grandi vini, affascina e conquista di secolo in secolo


 


 


 


Ampia soddisfazione per levento, organizzato dal Consorzio di Soave, che ha fatto del vulcano


 


una nuova chiave di lettura nel panorama vitivinicolo nazionale ed estero


 


 


 


Comunicato Stampa n°21/2009 del Consorzio per la tutela vini Soave e Recioto di Soave


 


 


 


Una nuova chiave di lettura in grado di aprire porte fino ad oggi rimaste chiuse, dietro le quali si celano patrimoni enologici di valenza internazionale.


 


Questo in estrema sintesi Vulcania 2009, il forum internazione dedicato ai vini bianchi da suolo vulcanico, ideato ed organizzato dal Consorzio Tutela Vini di Soave che si è tenuto lo scorso venerdì 5 giugno a Soave, con il patrocinio dellOIV (Organisation de la Vigne e du Vin), dellUniversità di Verona e dellUniversità degli Studi di Catania.


 


La giornata si è articolata in due grandi momenti: la mattina con un convegno dal titolo Quei vulcanici Vini Bianchi con la partecipazione di esperti di settore e docenti universitari italiani e stranieri, ed il pomeriggio con tre degustazioni itineranti finalizzante ad evidenziare le differenze organolettiche esistenti tra i Soave prodotti in zone differenti, a confronto con altri grandi vini bianchi vulcanici sia italiani che stranieri.


 


Vulcania 2009, finalizzata a mettere insieme idee ed esperienze differenti, si è rivolta soprattutto ai giornalisti e ai produttori, ed ha coinvolto i più qualificati esponenti del mondo della ricerca e delle istituzioni. Non è inoltre mancata una buona presenza di pubblico selezionato, nella maggior parte composto da operatori di settore.


 


 


 


Quei vulcanici vini bianchi il Convegno


 


Il convegno della mattina Quei vulcanici vini bianchi moderato da Antonio Paolini, giornalista de Il Messaggero e capo area Guida Espresso – è stata loccasione per affrontare il tema del vulcano sia in chiave tecnico-scientifica sia in chiave prettamente culturale, un approccio questo assolutamente innovativo in raffronto al mondo produttivo vitivinicolo. A Sandro Conticelli, professore di Petrologia allUnivesrità di Firenze è toccato aprire i lavori con intervento specifico relativo alla distribuzione dei terreni vulcanici in Italia. Attraverso la sua brillante esposizione si sono trattati i parametri litologici, mineralogici e geochimici per la definizione del terroir di riferimento. Giuseppe Bentivegna, professore di Filosofia dellUniversità di Catania ha invece affrontato in chiave umanistica il rapporto tra uomo e vulcano, proponendo un affascinate excursus storico, artistico e letterario che ha spaziato dalla mitologia greca fino al romanticismo ottocentesco per poi sfociare nel disincantato Pessimismo Siciliano, una analisi, la sua, tesa ad evidenziare il rapporto di affascinata sudditanza che è sempre esistito tra luomo e il vulcano, visto come indomita forza della natura.


 


A seguire Rodolfo Minelli, pedologo, ha riportato il dibattito sul piano tecnico-scientifico, con una acuta analisi relativa ai suoli su substrati vulcanici. Attilio Scienza, professore di Viticoltura allUniversità di Milano, ha invece ha parlato delle principali aree vitivinicole con suoli vulcanici in Italia: Soave, Monti Lessini, Etna, Pantelleria, Salina, Castelli Romani, Gallura, Terlano,  Val di Cembra, Vesuvio, Ischia. Ed ha aggiunto come oggi sia indispensabile «dare al consumatore strumenti più semplici per analizzare il vino per fargli così capire meglio il rapporto tra suolo e il vino stesso che bevono». Vincente Sotes Ruiz, professore di viticoltura dellUniversità di Madrid ha invece affrontato il tema del vulcano in Europa, con particolare riguardo a Lanzaro