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SAN LEONARDO ECCELLENZA ITALIANA

Tenuta San Leonardo

Località San Leonardo

38063 Borghetto all’Adige, Avio (TN)

T: +39 0464 689004

info@sanleonardo.it

www.sanleonardo.it

LA STORIA

( liberamente tratto dal sito aziendale )

Carlo Guerrieri Gonzaga: “La terra è l’anima del nostro mestiere”

“ La Tenuta San Leonardo più di mille anni fa era un monastero. Da oltre tre secoli è la residenza dei Marchesi Guerrieri Gonzaga che ne sono appassionati custodi.

Oggi la Tenuta San Leonardo è un giardino di vigne e rose protetto dalle imponenti montagne trentine. Queste smorzano i freddi venti nordici, mentre il fondovalle accoglie e regala il tepore del Lago di Garda.

 

 

La Tenuta è un mondo antico dove le pazienti pratiche di cantina, ancora assolutamente artigianali, regalano vini che sono autentici gioielli dell’enologia italiana distinguendosi per freschezza, armonia ed un’innata eleganza.

La conduzione agronomica delle vigne e in generale tutte le attività agricole della tenuta sono da sempre caratterizzate da un totale rispetto per il territorio e per la sua preservazione. Fedele a questa filosofia, l’azienda ha iniziato nel 2015 il percorso di conversione all’agricoltura biologica che si è concluso con successo alla fine del 2018 con il conseguimento della certificazione. Sempre nel 2018 San Leonardo è stata anche certificata “amica della biodiversità” dall’associazione BWA Friends of Biodiversity.

La Tenuta sarà lieta di accogliervi per una visita ed una degustazione dei vini prodotti, un’esperienza unica e completa che vi farà immergere nella storia e nella tradizione.

Siamo in Val d’Adige, trentina, tra le propaggini settentrionali dei Monti Lessini a est e il monte Baldo a ovest, a pochi chilometri dal confine con la Provincia di Verona. Il complesso edilizio nasce più di mille anni fa su via romana come monastero dei crocigeri italiani (anche crociferi o cruciferi, ovvero portatori della Croce) ordine ospedaliero, soppresso nel 1656.

Successivamente è stato trasformato in azienda agricola e residenza nobiliare, ora dei Marchesi Guerrieri Gonzaga che ne sono appassionati custodi. Oggi la Tenuta San Leonardo ( 300 ha, di cui 31 circa a vigneto) è un giardino di vigne, bosco, essenze arboree rare e rose, protetto dalle imponenti montagne trentino-venete che smorzano i freddi venti nordici, mentre il fondovalle accoglie e regala di giorno il tepore del vicino lago di Garda. Possiamo ammirare anche una rara e straordinaria pianta di Wollemia nobilis di origini australi.

 

 

Qui si producono vini rossi con vitigni di origine bordolese, cabernet sauvignon, carmenere, merlot, e più recentemente, prove di cabernet franc (non ancora in commercio), nonchè un vino rosato, colore tenue di stile provenzale, un Lagrein. Il carmenere è coltivato in 6 ha, a pergola, per non rendere il prodotto troppo concentrato che riulterebbe in contraddizione con la filosofia aziendale, su terreno sciolto, misto di sabbia, ciottoli e argilla, l’antico letto dell’Adige, tranne una parcella a coltivazione più recente, a spalliera, su terreno più elevato di origine morenica.

Il cabernet sauvignon è coltivato su 15 ha a spalliera, così come il merlot ( 9 ha) e il lagrein (1,5 ha). La ridotta esposizione solare estiva ( limitata al mattino con tre ore di ritardo dai sovrastanti Lessini, e al pomeriggio con tre ore di anticipo dal Baldo) e i venti freddi serali che scendono in effetto dolina, sono ideali per un progetto di rossi verticali.

La vendemmia è conseguentemente ritardata e questo consente di avvicinarsi ad una ideale coincidenza tra maturazione tecnologica e fenolica e a non portare vinaccioli verdi in fermentazione. La tenuta è un mondo antico dove le pazienti pratiche di cantina sono ancora assolutamente artigianali e ogni parcella è vinificata e maturata distintamente. Si creano vini che sono distinguibili e riconoscibili nel panorama dell’ enologia italiana per freschezza, equilibrio ed eleganza, senza potenza esagerata. Molte delle persone che partecipano alla creazione dei vini della tenuta sono addirittura nate e cresciute nel borgo San Leonardo e contribuiscono a determinarne il carattere e l’identità.

 

Nel 1982 nasce il primo vino a etichetta “San Leonardo”, il must aziendale. Dall’ anno ’85 al ’99 l’azienda si è avvalsa della collaborazione del celebre Tachis, arcinoto per i Supertuscans, a cui è subentrato il Dott. Carlo Ferrini, uno degli attuali più noti enologi. Il mood bolgherese si sente. “

Considerazioni di Winetaste

Per capire oggi cosa sia l’azienda San Leonardo bisogna ritornare indietro nel tempo, fino al 1982, periodo in cui il marchese Carlo Guerrieri Gonzaga sognava di fare un grande vino, elegante e distintivo.

Un vino con un’identità precisa. Ma nel 1982, strano ma vero, era difficile anche acquistare dalla Francia le prime 8 barriques necessarie per fare poi le prime bottiglie. Dopo solo 3 anni, a complicare la situazione, scoppiò il disastroso caso del “ metanolo “, in cui morirono decine di persone ed altre rimasero cieche !

La svolta

Quando nel 1974 viene a mancare il padre, il marchese Carlo Guerrieri Gonzaga rientra ad Avio e prende in mano le redini di San Leonardo, non prima però di alienare metà dell’azienda per coprire le elevatissime tasse di successione.

Ma lui, al suo sogno, non rinuncia, rinnova San Leonardo e inizia a cercare una produzione di vino di qualità. Nel 1982 la vendemmia è particolarmente buona e quindi decide di realizzare le prime bottiglie di San Leonardo: è la nascita di un mito. Al suo fianco, dal 1985, c’è Giacomo Tachis il padre del Sassicaia, già allievo a Bordeaux del grande ( il piu’ grande ) Emile Peynaud

Giacomo Tachis
Emile Peynaud

 

e successivamente, dal 2000, Carlo Ferrini. Il direttore è da tanti anni Luigino Tinelli, mentre Anselmo Guerrieri Gonzaga ha seguito le orme del padre.

La particolarità di San Leonardo è quella di essere un piccolo paradiso terrestre di 300 ettari, una trentina dei quali vitati e i rimanenti soprattutto di boschi, nella Valle dell’Adige, in Trentino, al confine con il Veneto tra le pendici del Monte Baldo e i Monti Lessini, con un’enorme biodiversità.

 

 

 

Spiega Anselmo Guerrieri Gonzaga «Rispetto a molte altre zone vitate  – riceviamo 4 ore in meno di sole diretto, però la nostra fortuna è avere una luminosità molto elevata, grazie alle montagne e all’assenza di umidità. Inoltre abbiamo una grande escursione termica: arriviamo a toccare anche i 37 gradi estivi, ma con notti fresche. In vendemmia passiamo dai 5-6 gradi all’alba, ai 25-26 gradi del giorno, con un’escursione termica che arriva anche a 20 gradi, e questo ci permette ancora oggi di produrre uve con gradazioni zuccherine basse. Questo ci dà la possibilità di utilizzare nelle fermentazioni lieviti indigeni, anche perché noi non abbiamo alcun apparato né di raffreddamento né di riscaldamento delle vasche in cemento. Noi vinifichiamo tutto in piccole vasche in cemento, a San Leonardo è così da 100 anni a questa parte».

NOTE DI DEGUSTAZIONE DI WINETASTE

Oggi scrivo di un loro vino bianco, il rosso lo conserviamo per la stagione piu’ fresca, si tratta del :

 

Vino Sauvignon blanc“ Vette “ 2025 Vigneti delle Dolomiti Igt gr. 12,5

Una annotazione doverosa, prima di passare alle note di degustazione, è che il sauvignon in generale è un vino , a differenza di altri, che non concede le mezze misure, o lo ami o lo odi, in base al gusto personale. Inutile aggiungere che, per quanto mi riguarda, è un vino che ho sempre amato e durante la mia lunga e gratificante attività, ne ho degustati a centinaia, forse migliaia ! L’ ho pure coltivato personalmente per 10 anni in un mio piccolo vigneto studio/sperimentale, con buone soddisfazioni !

Intensità gusto/olfattiva, corrispondenza alla varietà tipica e classica, di grande impatto, sono i tratti salienti di questo vino!

 

Paglierino chiaro, con riflessi verdolini, limpido e brillante ;

naso intenso, varietale, tipico, con note vegetali di peperone verde, salvia, p.d.g ;

alla gustativa offre il meglio di se, perfetta corrispondenza naso/bocca : entra in punta di piedi, per poi espandersi magnificamente in tutta la cavità orale, prorompente di grande impatto gustativo, ritornano le note intercettate al naso, molto lungo nel finale di bocca !

Da classificare Eccellente da 95/100 !

“Grandi sono i prodotti della terra, perché lo sono coloro che li coltivano e li trasformano non solo per il cielo ma anche per l’essere umano” (Salterio)

Complimenti vivissimi !

Roberto Gatti

( degustato 31 agosto 2026 )

 

 

Roberto Gatti

Giudice degustatore ai Concorsi Enologici Mondiali più prestigiosi tra i quali: » Il Concours Mondial de Bruxelles che ad oggi ha raggiunto un numero di campioni esaminati di circa n. 9.080, dove partecipo da 13 edizioni ( da 9 in qualità di Presidente ); >>Commissario al Berliner Wine Trophy di Berlino >>Presidente di Giuria al Concorso Excellence Awards di Bucarest >>Giudice accreditato al Shanghai International Wine Challenge ed ai maggiori concorsi italiani.

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