Guide

I migliori 100 vini e vignaioli d’Italia. Il Brunello Fuligni al vertice nella classifica di Suckling

Svetta l’annata 2022 dei grandi rossi da Montalcino. Buona prova anche del Barolo 2022. Due bianchi nella top 10

 

 

 

Roberto Guerrini di Fuligni con il critico James Suckling

 

La guida «I 100 migliori vini e vignaioli d’Italia», arrivata alla tredicesima edizione, torne in edicola con il Corriere della Sera venerdì 30 ottobre (a 14,90 euro, oltre al costo del quotidiano). È firmata da Luciano Ferraro, vicedirettore del Corriere, e da James Suckling, critico enologico tra i più importanti a livello internazionale e fondatore del sito JamesSuckling.com. Quest’anno la guida è un omaggio alla straordinaria possibilità di abbinamento tra i vini e i piatti della cucina italiana: in una nuova sezione, curata dalla redazione di Cook, dieci chef presentano un piatto e la sua ricetta da accostare a un vino. La prefazione è di Aldo Grasso, critico televisivo del Corriere.

La guida si apre con il racconto di cento protagonisti del vino, piccoli artigianali e grandi produttori. Nella seconda parte la classifica dei 100 migliori vini, selezionati da Suckling e dalla sua squadra con Aldo Fiordelli. Marco Simonit, maestro della potatura, firma l’appendice dedicata ai dieci vigneti storici. Il volume sarà presentato giovedì 29 ottobre alle 11, a Milano, nella Sala Buzzati del Corriere, via Balzan 3 (diretta streaming su Corriere.it). Sul palco il vicedirettore del Corriere e direttore di 7 Venanzio Postiglione. Il critico musicale Andrea Laffranchi interverrà con la cantante Angelica.

 

Quasi ovunque si sente dire che le nuove generazioni non bevono più vino come in passato. Ma la domanda che ci si pone meno spesso è un’altra: siamo sicuri che i giovani non bevano meglio? In un mondo tradizionale come quello del vino, le tendenze vanno prese con le dovute cautele e tuttavia sarebbe presuntuoso ignorarle. Leggendo tra le righe del filone biologico, biodinamico o “naturale” che dir si voglia, bisogna far tesoro di una domanda di autenticità del vino. La richiesta, ma non solo da parte dei giovani, di etichette con una propria spiccata personalità, prima di tutto territoriale e ampelografica, e solo in ultima istanza anche stilistica.

L’uso sempre più discreto del legno,la riscoperta di tradizioni antiche tipo l’anfora, l’idea di un momento vendemmiale come punto d’equilibrio di tutte le componenti delle uve hanno rimesso la vite e la viticultura al centro della produzione. Sono lontani, almeno su ciò che merita la top 100 oggi, gli eccessi di maturazioni e di alcol che non dipendono solo dal cambiamento climatico, ma anche da un’interpretazione delle uve. A favore di uno stile meno pesante, con vini più leggeri, pieni di trasparenza e di freschezza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Settemila bottiglie
È questo ciò che abbiamo cercato scegliendo i migliori vini tra i circa 7.000 che abbiamo degustato in Italia nell’ultimo anno, partendo dalle principali denominazioni e poi addentrandoci più a fondo in uno dei Paesi vitivinicoli dalla maggiore biodiversità al mondo. Abbiamo assaggiato campioni dall’Alto Adige, nell’estremo Nord italiano della Valle Isarco, fino a Vittoria, in Sicilia, all’incirca alla stessa latitudine di alcune zone della costa nordafricana. La maggior parte dei vini è stata personalmente da noi degustata.
Il mosaico delle diverse annate immesse sul mercato quest’anno ha portato il Brunello di Montalcino ai vertici. La vendemmia 2021 è una delle migliori per il Brunello degli ultimi due decenni e ha prodotto vini magnificamente equilibrati e strutturati. È per questo che tre dei nostri top 10 provengono dalla vendemmia 2021 del Brunello, a partire dal nostro Italian Wine of the Year, il Fuligni Brunello di Montalcino 2021. È chiaramente il nostro vino numero uno per la sua qualità superlativa, l’eccellente rapporto qualità-prezzo e l’ampia disponibilità sul mercato. Le degustazioni del 2026 erano cominciate con la sorpresa dei Barolo 2022.

Un’annata estremamente siccitosa e anticipata che faceva temere per la qualità del grande rosso piemontese e che non verrà ricordata come una delle migliori. Tuttavia, di fronte a una stagione secca fin dalla primavera, le viti di Nebbiolo hanno mostrato una straordinaria resilienza e i vini sono parsi deliziosi nella loro precisione, pur scontando un’ovvia minor profondità. Ciò ha permesso a talenti della viticultura come Roberto Voerzio di regalarci un altro dei suoi grandissimi vini come il Barolo Brunate 2022. Il 2022 ha avuto anche un altro lato positivo. È stato una buona scusa per riscoprire la complessità dei blend di più cru e non solo l’iper-specializzazione espressiva delle singole vigne.

 

 

I criteri di scelta
Uno degli esempi più cristallini è stato il Barolo Burlotto di Fabio Alessandria 2022, che quest’anno non ha prodotto le diverse menzioni geografiche per ritrovare nel suo Barolo classico una maggiore stratificazione.
Tra i bianchi il territorio leader è l’Alto Adige con due vini nella top 10: la Grande Cuvée Terlaner I 2023 di Terlano e una new entry come il Gewürztraminer Vigna Pirchschrait 2016 di Hofstätter, che rilancia l’importanza di questo vitigno: non solo best seller commerciale per i neofiti grazie al suo carattere profumato e morbido, ma anche espressione d’eccellenza mondiale.

Tra le zone ben rappresentate per l’eccellenza enologica merita una menzione il Collio, con tanti bianchi così buoni da indurre nella tentazione di inserire qui anche quelli subito oltre il confine, sebbene ufficialmente sloveni.
Quello che non si troverà in questa top 100 è qualche altro vino eccellente, come Masseto, Biondi Santi, Bruno Giacosa, Roagna o il Monfortino, ma solo perché questa classifica, a parità di punteggio, vuole privilegiare vini disponibili e accessibili sul mercato. Un modo per tornare a parlare di vino nel suo luogo privilegiato, stappato in tavola. Anche dai giovani.

 

Tutte le cantine e i produttori della guida “I migliori 100 vini e vignaioli d’Italia” 2027

Valle d’Aosta
Les Crêtes – Eleonora ed Elena Charrère

Piemonte
Cascina Gilli – Davide e Gian Piero Gasperini
Ceretto – Roberta Ceretto
Cogno – Nadia ed Elena Cogno
Damilano – Paolo Damilano
Gaja – Famiglia Gaja
La Colombera – Elisa Semino
La Raia – Piero Rossi Cairo
Manzone – Mauro Manzone
Marchesi di Barolo – Davide e Valentina Abbona
Pio Cesare – Federica Boffa
Poderi Luigi Einaudi – Matteo Sardagna Einaudi
Travaglini – Alessia Collauto Travaglini

Liguria
Cantine Lunae – Diego Bosoni

Lombardia
Bellavista – Francesca Moretti
Ca’ del Bosco – Maurizio e Maria Lavinia Zanella
Calvi – Davide Calvi
Mamete Prevostini – Mamete Prevostini
Muratori – Michela Muratori
Villa Franciacorta – Roberta Bianchi, Paolo Pizziol

Trentino
Cantina Endrizzi – Paolo Endrici
Cantine Ferrari – Alessandro, Camilla, Marcello e Matteo Lunelli
Dorigati – Paolo Dorigati
Moncalisse – Julia e Karoline Walch
Moser – Carlo e Matteo Moser
San Leonardo – Carlo e Anselmo Guerrieri Gonzaga
Vin de la Neu – Nicola Biasi

Alto Adige
Cantina Tramin – Willi Stürz
J. Hofstätter – Niklas Foradori
Rottensteiner – Hans Rottensteiner

Veneto
Adami – Franco e Fabrizio Adami
Allegrini Wines – Francesco Allegrini
Bertani – Alberto Lusini
Bisol 1542 – Gianluca Bisol
Brigaldara – Antonio Cesari
Conte Collalto – Isabella Collalto
La Cappuccina – Elena e Sisto Tessari
Le Fraghe – Matilde Poggi
Masi – Raffaele e Sandro Boscaini
Masottina – Federico Dal Bianco
Montelvini – Alberto e Sarah Serena
Paladin – Carlo Paladin
Pizzolato – Settimo Pizzolato
Sansonina – Nadia Zenato
Santa Margherita – Gaetano Marzotto
Valdo – Pierluigi Bolla
Villa Della Torre – Carlotta, Caterina e Marilisa Allegrini
Villa Sandi – Diva e Leonardo Moretti Polegato

Friuli Venezia Giulia
Bargilli – Augusta Bargilli
Collavini – Giovanni e Luigi Collavini
La Viarte – Riccardo Polegato
Zuani – Patrizia Felluga

Emilia-Romagna
Venturini Baldini – Julia Prestia

Toscana
Abbazia di Monte Oliveto Maggiore – Dom Andrea
Barone Ricasoli – Sofia Ricasoli
Belguardo – Francesco Mazzei
Belpoggio – Enrico Martellozzo
Camigliano – Famiglia Ghezzi
Casanova di Neri – Giacomo Neri
Casanuova delle Cerbaie – Alessandro Brigidi
Frescobaldi – Lamberto Frescobaldi
Grattamacco – Luca Marrone
Guido F. Fendi – Guido Formilli Fendi
Il Borro – Salvatore Ferragamo
Le Potazzine – Sofia e Viola Gorelli
Marchesi Antinori – Albiera Antinori
Podere La Porrona – Pino Brusone
Querciabella – Mita Castiglioni
San Filippo – Roberto Giannelli
Sassotondo – Edoardo Ventimiglia
Sette Ponti – Famiglia Moretti Cuseri
Tenuta Casenuove – Philippe Austruy
Tenuta di Trinoro – Benjamin Franchetti
Tenute Folonari – Ambrogio e Giovanni Folonari

Marche
Velenosi Vini – Marianna Velenosi

Umbria
Caprai – Marco Caprai

Lazio
Antiche Cantine Migliaccio – Luciana Sebino
ed Emanuele Vittorio Migliaccio
Casale del Giglio – Antonio Santarelli
Famiglia Cotarella – Dominga, Enrica e Marta Cotarella

Abruzzo
Emidio Pepe – Chiara Pepe
La Valentina – Sabatino Di Properzio

Molise
Cantine Catabbo – Vincenzo Catabbo

Campania
Di Meo – Roberto Di Meo
Feudi di San Gregorio – Antonio Capaldo
Galardi Terra di Lavoro – Allegra Selvaggi
Marisa Cuomo – Marisa Cuomo
Mastroberardino – Piero Mastroberardino
San Salvatore 1988 – Giuseppe Pagano

Puglia
Paololeo – Paolo Leo
Varvaglione – Marzia Varvaglione
Vespa Vignaioli per Passione – Bruno Vespa

Basilicata
Elena Fucci – Elena Fucci

Sicilia
Benanti – Antonio e Salvino Benanti
Cusumano – Alberto e Diego Cusumano
Occhipinti – Arianna Occhipinti
Podere Giodo – Carlo Ferrini
Sangue d’Oro – Carole Bouquet
Tenuta San Giaime – Alessio Cicco

Sardegna
Olianas – Elena Casadei
Tenute Gregu – Raffaele e Marianna Gregu

“I migliori 100 vini. Alla ricerca dell’eccellenza, tra crisi climatica e nuove tradizioni” di James Suckling e Aldo Fiordelli

Quasi ovunque si sente dire che le nuove generazioni non bevono più vino come in passato. Ma la domanda che ci si pone meno spesso è un’altra: siamo sicuri che i giovani non bevano meglio? In un mondo tradizionale come quello del vino, le tendenze vanno prese con le dovute cautele e tuttavia sarebbe presuntuoso ignorarle. Leggendo tra le righe del filone biologico, biodinamico o “naturale” che dir si voglia, bisogna far tesoro di una domanda di autenticità del vino. La richiesta, ma non solo da parte dei giovani, di etichette con una propria spiccata personalità, prima di tutto territoriale e ampelografica, e solo in ultima istanza anche stilistica.

L’uso sempre più discreto del legno, la riscoperta di tradizioni antiche tipo l’anfora, l’idea di un momento vendemmiale come punto d’equilibrio di tutte le componenti delle uve hanno rimesso la vite e la viticultura al centro della produzione. Sono lontani, almeno su ciò che merita la top 100 oggi, gli eccessi di maturazioni e di alcol che non dipendono solo dal cambiamento climatico, ma anche da un’interpretazione delle uve. A favore di uno stile meno pesante, con vini più leggeri, pieni di trasparenza e di freschezza.

È questo ciò che abbiamo cercato scegliendo i migliori vini tra i circa 7.000 che abbiamo degustato in Italia nell’ultimo anno, partendo dalle principali denominazioni e poi addentrandoci più a fondo in uno dei Paesi vitivinicoli dalla maggiore biodiversità al mondo. Abbiamo assaggiato campioni dall’Alto Adige, nell’estremo Nord italiano della Valle Isarco, fino a Vittoria, in Sicilia, all’incirca alla stessa latitudine di alcune zone della costa nordafricana. La maggior parte dei vini è stata personalmente da noi degustata. Il mosaico delle diverse annate immesse sul mercato quest’anno ha portato il Brunello di Montalcino ai vertici.

La vendemmia 2021 è una delle migliori per il Brunello degli ultimi due decenni e ha prodotto vini magnificamente equilibrati e strutturati. È per questo che tre dei nostri top 10 provengono dalla vendemmia 2021 del Brunello, a partire dal nostro Italian Wine of the Year, il Fuligni Brunello di Montalcino 2021. È chiaramente il nostro vino numero uno per la sua qualità superlativa, l’eccellente rapporto qualità-prezzo e l’ampia disponibilità sul mercato. Le degustazioni del 2026 erano cominciate con la sorpresa dei Barolo 2022.

Un’annata estremamente siccitosa e anticipata che faceva temere per la qualità del grande rosso piemontese e che a onor del vero non verrà ricordata come una delle migliori. Tuttavia, di fronte a una stagione secca fin dalla primavera, le viti di Nebbiolo hanno mostrato una straordinaria resilienza e i vini sono da subito parsi deliziosi nella loro precisione, pur scontando un’ovvia minor profondità. Ciò non ha permesso a talenti della viticultura come Roberto Voerzio di regalarci un altro dei suoi grandissimi vini come il Barolo Brunate 2022. Il 2022 ha avuto anche un altro lato positivo. È stato una buona scusa per riscoprire la complessità dei blend di più cru e non solo l’iper-specializzazione espressiva delle singole vigne.

Uno degli esempi più cristallini è stato il Barolo Burlotto di Fabio Alessandria 2022, che quest’anno non ha prodotto le diverse menzioni geografiche per ritrovare nel suo Barolo classico una maggiore stratificazione. Tra i bianchi il territorio leader è l’Alto Adige con due vini nella top 10, la Grande Cuvée Terlaner I 2023 di Terlano e una new entry assoluta come il Gewürztraminer Vigna Pirchschrait 2016 di Hofstätter, che rilancia l’importanza di questo vitigno nella Penisola: non solo best seller commerciale per i neofiti grazie al suo carattere profumato e morbido, ma anche espressione d’eccellenza mondiale, oggi che l’Alsazia fatica a mantenere l’equilibrio di un tempo a causa del riscaldamento globale.

Tra le zone ben rappresentate per l’eccellenza enologica merita una menzione il Collio, con tanti bianchi così buoni da indurre nella tentazione di inserire qui anche quelli subito oltre il confine, sebbene ufficialmente sloveni. Quello che non si troverà in questa top 100 è qualche altro vino eccellente, come Masseto, Biondi Santi, Bruno Giacosa, Roagna o il Monfortino, ma solo perché questa classifica, a parità di punteggio, vuole privilegiare vini disponibili e accessibili sul mercato. Un modo per tornare a parlare di vino nel suo luogo privilegiato, stappato in tavola. Anche dai giovani.

La “Top 100 Wines of Italy” 2026 by James Suckling – I migliori 100 vini
1 – Eredi Fuligni – Brunello di Montalcino 2021
2 – San Filippo – Brunello di Montalcino Le Lucere 2021
3 – Roberto Voerzio – Barolo Brunate 2022
4 – Cantina Terlan – Alto Adige Terlaner I Grande Cuvée 2023
5 – Tenuta San Guido – Bolgheri-Sassicaia Sassicaia 2023
6 – G.B. Burlotto – Barolo 2022
7 – Giodo – Brunello di Montalcino 2021
8 – J. Hofstätter – Gewürztraminer Alto Adige Vigna Pirchschrait 2016
9 – Tenuta Terre Nere – Etna Rosso Calderara Sottana Prephylloxera La Vigna di Don Peppino 2024
10 – Produttori del Barbaresco – Barbaresco Paje Riserva 2021
11 – Montevertine – Toscana Le Pergole Torte 2023
12 – Il Marroneto – Brunello di Montalcino 2021
13 – Schiopetto – Friulano Collio Mario Schiopetto M 2025
14 – Valdicava – Brunello di Montalcino 2021
15 – San Leonardo – Vigneti delle Dolomiti 2021
16 – Ornellaia – Bolgheri Superiore 2023
17 – Nals Margreid – Chardonnay Alto Adige Nama 2023
18 – Marchesi Antinori – Toscana Tignanello 2023
19 – Castello di Monsanto – Chianti Classico Gran Selezione Vigneto Il Poggio 2021
20 – Occhipinti – Terre Siciliane Vino di Contrada PT 2022
21 – Capichera – Vermentino di Gallura Superiore Vign’Angena 2025
22 – Tenuta Luce – Brunello di Montalcino 2021
23 – Barone Pizzini – Franciacorta Bagnadore 2017
24 – Cascina Baricchi – Barbaresco Rose delle Casasse Riserva 2019
25 – Foradori – Teroldego Vigneti delle Dolomiti Granato 2023
26 – Bovio – Barolo Gattera Riserva 2021
27 – Ciacci Piccolomini d’Aragona – Brunello di Montalcino Pianrosso 2021
28 – Pio Cesare – Barbaresco Il Bricco 2022
29 – Damilano – Barolo Cannubi Riserva 1752 2019
30 – Tenuta del Nicchio – Toscana Lodovico 2022
31 – Siro Pacenti – Brunello di Montalcino Vecchie Vigne 2021
32 – Poggio di Sotto – Brunello di Montalcino 2021
33 – Paolo Scavino – Barolo Bussia Vigna Fantini 2022
34 – Pira (Chiara Boschis) – Barolo Mosconi 2022
35 – Ca’ del Baio – Barbaresco Asili Riserva 2020
36 – Pieve Santa Restituta – Brunello di Montalcino Sugarille 2021
37 – Altesino – Brunello di Montalcino Montosoli 2021
38 – Azelia – Barolo Bricco Voghera Riserva 2016
39 – Massolino – Barolo Vigna Rionda Riserva 2020
40 – Pievalta – Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico San Paolo Riserva 2022
41 – Tenute Gregu – Vermentino di Gallura Superiore Selenu 2024
42 – Romano Dal Forno – Valpolicella Superiore Monte Lodoletta 2020
43 – Casanova di Neri – Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2021
44 – Sandrone – Barolo Le Vigne Sibi et Paucis 2016
45 – Berlucchi – Franciacorta Cuvée Franco Ziliani Riserva Extra Brut 2011
46 – Sottimano – Barbaresco Currà 2021
47 – Castello del Terriccio – Toscana Lupicaia 2021
48 – Tenuta di Biserno – Toscana Colle Mezzano di Biserno 2023
49 – Valentini – Trebbiano d’Abruzzo 2022
50 – Ipsus – Chianti Classico Gran Selezione 2022
51 – Pfitscher – Pinot Nero Alto Adige Vigna Das Langefeld Riserva 2022
52 – Castello di Bossi – Toscana Girolamo 2023
53 – Moncalisse – Trento Montis Arcentarie Blanc de Blancs Extra Brut Riserva 2017
54 – Querciabella – Chianti Classico Gran Selezione Radda 2021
55 – Joaquin – Taurasi Riserva della Società 2016
56 – Argentiera – Bolgheri Superiore 2023
57 – Bertani – Amarone della Valpolicella Classico 2017
58 – Alois Lageder – Cabernet Alto Adige Löwengang 2022
59 – Pietradolce – Etna Rosso Vigna Barbagalli 2022
60 – Pieropan – Soave Classico La Rocca 2024
61 – Petrolo – Trebbiano Toscana Bòggina B 2024
62 – Girolamo Russo – Etna Rosso San Lorenzo 2024
63 – Tenuta Sette Ponti – Toscana Oreno 2024
64 – Blue Zone – Isola dei Nuraghi Vigneti Centenari 2023
65 – Russiz Superiore – Collio Col Disôre 2023
66 – Castell’in Villa – Chianti Classico 2021
67 – Tenuta Santa Caterina – Grignolino d’Asti Monferace 2021
68 – Terreno – Chianti Classico Gran Selezione A Sofia 2021
69 – Michele Satta – Bolgheri Superiore Piastraia 2023
70 – Elena Walch – Alto Adige Beyond the Clouds 2023
71 – Zenato – Amarone della Valpolicella Classico Sergio Zenato Riserva 2009
72 – Caiarossa – Toscana 2023
73 – Fontodi – Colli della Toscana Centrale Flaccianello della Pieve 2023
74 – Travaglini – Gattinara Riserva 2021
75 – Bibi Graetz – Toscana Colore 2024
76 – Feudo Maccari – Grillo Terre Siciliane Firraru 2024
77 – Rosset – Pinot Noir Valle d’Aosta Terroir 850 2024
78 – Il Borro – Cabernet Sauvignon Valdarno di Sopra Nitrito 2021
79 – Monteverro – Toscana 2023
80 – Fattoria Le Pupille – Maremma Toscana Saffredi 2024
81 – Inama – Soave Classico Foscarino I Palchi Grande Cuvée 2023
82 – Fèlsina – Chianti Classico Gran Selezione Colonia 2022
83 – San Giusto a Rentennano – Toscana Percarlo 2022
84 – Passopisciaro – Terre Siciliane Contrada R 2024
85 – Galardi – Campania Terra di Lavoro 2023
86 – Abraham – Pinot Blanc Vigneti delle Dolomiti Art 2023
87 – Avignonesi – Vino Nobile di Montepulciano Grandi Annate 2021
88 – Grattamacco – Bolgheri Superiore 2023
89 – Colterenzio – Sauvignon Alto Adige Gran Lafóa Riserva 2023
90 – Tenuta di Trinoro – Toscana Rosso 2023
91 – Les Crêtes – Nebbiolo Valle d’Aosta Costantino Charrère 2021
92 – Emidio Pepe – Trebbiano d’Abruzzo 2022
93 – Mastroberardino – Taurasi Radici 2021
94 – Frescobaldi – Toscana Gorgona 2025
95 – Luigi Maffini – Fiano Cilento Pietraincatenata 2021
96 – Maugeri – Etna Bianco Superiore Contrada Praino Frontemare 2024
97 – Tua Rita – Syrah Toscana Keir 2024
98 – La Crotta di Vegneron – Chambave Muscat Valle d’Aosta Attente 2021
99 – Arpepe – Valtellina Superiore Grumello Buon Consiglio Riserva 2018
100 – Tedeschi – Amarone della Valpolicella Classico Capitel Monte Olmi Riserva 2019

 

( Fonte Corriere.it )

Roberto Gatti

Giudice degustatore ai Concorsi Enologici Mondiali più prestigiosi tra i quali: » Il Concours Mondial de Bruxelles che ad oggi ha raggiunto un numero di campioni esaminati di circa n. 9.080, dove partecipo da 13 edizioni ( da 9 in qualità di Presidente ); >>Commissario al Berliner Wine Trophy di Berlino >>Presidente di Giuria al Concorso Excellence Awards di Bucarest >>Giudice accreditato al Shanghai International Wine Challenge ed ai maggiori concorsi italiani.

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