DENOMINAZIONI TRAINANTI E EXPORT EUROPEO IN CRESCITA
Il vino biologico marchigiano si rafforza grazie alle denominazioni simbolo del territorio – Verdicchio dei Castelli di Jesi Docg, Verdicchio di Matelica Docg, Offida Pecorino Docg e Offida Passerina Docg, sempre più richieste sui mercati internazionali ad alto valore.
Secondo i dati presentati, l’annata 2025 ha premiato i vigneti biologici anche in condizioni climatiche estreme, con vini bianchi a maggiore equilibrio acido e profili aromatici eleganti, e rossi caratterizzati da elevata concentrazione polifenolica e grande potenziale evolutivo.
Sul fronte export, nonostante la contrazione dei mercati extra-UE, la crescita si concentra in Europa, con Germania, Francia e Paesi Bassi in evidenza grazie alla domanda di vini sostenibili e certificati.
HORECA TRA POSIZIONAMENTO PREMIUM, BLOCKCHAIN E NUOVA TRASPARENZA
Il canale horeca si conferma il principale motore di valorizzazione del vino biologico marchigiano: l’85% dei ristoratori inserisce etichette bio in carta per rafforzare il posizionamento dei locali e intercettare una clientela orientata alla qualità.
Sul fronte innovazione, le Marche accelerano sulla sostenibilità integrata con lo standard Equalitas e sperimentano sistemi avanzati di tracciabilità come blockchain e analisi isotopica attraverso il progetto Biocerto, per rafforzare trasparenza e fiducia del consumatore.
“Il Vinitaly 2026 – conclude Passacantando – è stata un’occasione per il Distretto Biologico Marche per illustrare un modello produttivo che ha trasformato la sostenibilità in un vantaggio competitivo concreto. Il vino biologico marchigiano non è più una nicchia, ma una piattaforma strategica di sviluppo”.