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Basta botti, vino si fa in cocciopesto

‘Rivoluzione’ in cantina parte dalla Toscana

 

(ANSA) – ROMA, 8 APR – Botti e barrique in cantina potranno presto essere affiancate da un gigante d’argilla, il cocciopesto. La novità per l’affinamento del vino arriva dalla Toscana ed è stata presentata al Vinitaly.

L’aspetto richiama la tradizione, quella della vinificazione in argilla in uso in Georgia e nell’impero romano. Ma questi vasi vinari rappresentano l’innovazione per il mondo dell’enologia grazie a tre innovazioni tecniche: la forma, internamente ovoidale come quella delle anfore in terracotta, che facilita la condensazione dei gas della fermentazione e la creazione di moti convettivi utili al mosto, le dimensioni, più ampie di quelle delle anfore, ed il cocciopesto, totalmente naturale e traspirante, che non ha bisogno né di cottura, né di forni.

La società che li ha inventati, Drunk Turtle, ha sede a Ponsacco (Pisa), ed è composta da un designer, Moreno Chiarugi, un avvocato, Duccio Brini, proprietario di una tenuta vinicola a Montalcino, il Conventino, e Mario Poggianti, IMPRENDITOREtoscano. Il cocciopesto, studiato e testato dal team di Drunk Turtle, nasce dalla mescola cruda di laterizi macinati, sabbia, legante cementizio, scarti lapidei, acqua, fibre di canapa e di cotone, che una volta seccata dà vita ad un materiale resistente e poroso, che consente una micro ossigenazione del liquido contenuto. Alcune prove svolte, sottolineano i produttori, ”hanno già dato vita a risultati interessanti sulla reazione del vino posto all’interno di questi vasi, sia da un punto di vista chimico, sia da un punto di vista organolettico”.

 

( Fonte ANSA)

 

 

Annotazioni a margine

 

Prima di parlare di ” rivoluzione ” andrei cauto, perchè ogni nuova invenzione e/o innovazione, specialmente in un settore tanto complesso, avrà bisogno di anni di sperimentazioni e verifiche sul campo ! Quanti anni potranno durare i vini affinati in questi nuovi contenitori ? Ancora non è dato sapere, per cui calma e gesso !

Roberto Gatti

 

Roberto Gatti

Giudice degustatore ai Concorsi Enologici Mondiali più prestigiosi tra i quali: » Il Concours Mondial de Bruxelles che ad oggi ha raggiunto un numero di campioni esaminati di circa n. 9.080, dove partecipo da 13 edizioni ( da 9 in qualità di Presidente ); >>Commissario al Berliner Wine Trophy di Berlino >>Presidente di Giuria al Concorso Excellence Awards di Bucarest >>Giudice accreditato al Shanghai International Wine Challenge ed ai maggiori concorsi italiani.

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