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Export vinicolo italiano 2008 : -7% in volume e 2% in valore


Ricevo dall’ UIV, e volentieri pubblico, questo comunicato stampa, anche se non è proprio incoraggiante, ma visti i tempi….


Buona lettura


Roberto Gatti


 


Export vinicolo italiano 2008


Si chiude un anno difficile


-7% in volume e 2% in valore


 


Andrea Sartori: Se guardiamo il contesto internazionale e quello che è accaduto ai nostri vicini di casa francesi oppure agli australiani, non possiamo certo lamentarci


 


 


Si chiude un anno difficile per il vino italiano sui mercati internazionali. Come era ampiamente prevedibile, visto landamento al ralenti intrapreso sin da gennaio e registrato dallIstat, il 2008 chiude con il segno meno sul fronte export, a 17,8 milioni di ettolitri, per una variazione negativa del 7%. In leggera crescita invece i valori, saliti del 2% a 3,6 miliardi di euro.


Male il segmento dello sfuso, precipitato del 16% a volume, mentre limbottigliato contiene il calo a -4% per un fatturato stabile a 2,8 miliardi. Segni meno in questo segmento sia per i vini da tavola (bianchi -4% e rossi -10%) sia per i Doc-Docg (bianchi -4%, rossi -8%). In gran spolvero il comparto spumanti, che archivia lennesimo anno di grazia, con aumenti in volume del 15%, a 1,4 milioni di ettolitri, e valori su dell11%, a poco meno di mezzo miliardo.


 


È soprattutto lUnione europea il mercato su cui soffriamo di più: in un anno il saldo è negativo per il 10% a volumi, mentre i Paesi terzi tengono, con un 2%. In Europa stentano la Germania, il primo acquirente di vini italiani a volume, che con i 5,6 milioni di ettolitri importati nei 12 mesi segna un calo del 10%, la Francia (-27%), lAustria (-25%), la Danimarca (-6%). Stabile a volumi il Regno Unito (-1%), seconda piazza per il nostro vino, mentre soffrono gli Stati Uniti, terzo mercato a volume (-2%) e primo a valore con quasi 800 milioni di euro di fatturato (-4%).


Fra gli altri grandi acquirenti, stabile a volumi la Svizzera (-1%), in leggera ripresa il Canada ( 2%) e a doppia velocità la performance della Repubblica Ceca, che a un calo in volume del 3% affianca una crescita a valori del 13%.


Sui mercati di seconda fascia, invece, volano le performance della Russia ( 36% a volume e 12% a valore), che si attesta come 12° piazza per il nostro vino; bene il Giappone ( 6%), la Polonia ( 10%), Svezia e Norvegia, mentre in grossa sofferenza sono lUngheria, che ha praticamente dimezzato gli acquisti, e la Slovacchia (un terzo).


A un Brasile in calo del 2% da contraltare un Messico in piena espansione ( 34%), mentre sul mercato asiatico, a Cina e Corea che prendono fiato ( 1% e -1%) e a unIndia in crisi (-17%) fanno da contrappeso le spettacolari performance registrate sulle piazze di Hong Kong ( 29%) e Singapore ( 17%). Segnaliamo infine la crescita esplosiva registrata sul mercato degli Emirati Arabi, con volumi aumentati del 50% e valori più che raddoppiati.


 


Chiudiamo un anno difficile spiega Andrea Sartori, presidente di Unione Italiana Vini in cui comunque il nostro prodotto ha tenuto le posizioni guadagnate in passato. Se guardiamo il contesto internazionale e quello che è accaduto ai nostri vicini di casa francesi, specialmente negli Usa e in particolare con lo Champagne, oppure agli australiani, che per la prima volta in 15 anni hanno dovuto mettere il segno meno sui loro bilanci, non possiamo assolutamente lamentarci.


Roberto Gatti

Giudice degustatore ai Concorsi Enologici Mondiali più prestigiosi tra i quali: » Il Concours Mondial de Bruxelles che ad oggi ha raggiunto un numero di campioni esaminati di circa n. 9.080, dove partecipo da 13 edizioni ( da 9 in qualità di Presidente ); >>Commissario al Berliner Wine Trophy di Berlino >>Presidente di Giuria al Concorso Excellence Awards di Bucarest >>Giudice accreditato al Shanghai International Wine Challenge ed ai maggiori concorsi italiani.

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