Curiosità

LA MINERALITA’ NEL VINO NON ESISTE

Prendo spunto da un articolo trovato in internet, dove la redattrice cosi’ recita :

” ……ogni vino racconta il suo territorio attraverso freschezza, mineralità e armonia. “

Ed ancora :

“Al naso, i profumi sono raffinati: fiori bianchi, agrumi e mela verde, con una sfumatura minerale che ricorda la marna calcarea. In bocca, il sorso è teso, fresco, con una sapidità che invita a un nuovo assaggio. “

 

Abbiamo dibattuto a lungo sul concetto di ” mineralità ” nel vino, termine usato impropriamente, in quanto la mineralità nel vino non esiste e viene sempre confuso con la sapidità !

 

Riporto alcune considerazioni a tal proposito, la prima del Prof. Luigi Moio :

Tra i piu’ abusati, negli ultimi 10 anni, il termine “ MINERALITA’ “ , orbene chiariamo una volta per tutte riportando al momento una categorica dichiarazione del Prof. Luigi Moio, docente di enologia all’Università di Napoli :

“ la percezione minerale nei vini è frutto di pura fantasia, o quantomeno determinata da anomalie e trasformazioni che nulla hanno a che fare con il terroir “.

” Suolo e vino: un concetto confuso di mineralità

Partendo dall’importante legame che esiste tra vino e territorio d’origine, è facile intuire come la semplice e attraente tentazione di dare alla mineralità un significato letterale e cioè la convinzione di poter letteralmente percepire i minerali trasmessi dal suolo al vino, sia diventata una credenza comune che distorce la realtà, come chiarisce il geologo Alex J. Maltman nella pubblicazione “Minerality in wine: a geological perspective.” J. Wine Res. 2013.

Questa visione semplicistica si basa sulla conoscenza poco chiara che ruota attorno al termine minerale, che da un lato si riferisce alla struttura fisica dei minerali che costituiscono il suolo di un vigneto, intesi come elementi solidi in senso geologico, inorganici e di struttura chimica complessa, dall’altro ai minerali essenziali per la crescita della vite, rappresentati invece da cationi metallici che devono essere disciolti in acqua affinché le radici possano assorbirli. Minerali intesi, in questo caso, in senso nutritivo e trasferiti al vino come elementi inorganici singoli (potassio, calcio, magnesio, ferro e rame principalmente).

Alcuni studi si sono concentrati sulla determinazione delle soglie di percezione di questi ultimi, ciò che emerge è come i valori siano ben al di sopra delle concentrazioni riscontrabili nel vino, senza considerare che la presenza di un’elevata variabilità di composti nella matrice vino renderebbe ancora più difficoltosa la loro eventuale percezione. La presenza di cationi nel vino è un fattore importante, ma si tratta per lo più di relazioni complesse che si instaurano con altri composti che a loro volta possono eventualmente influenzare il profilo organolettico. “

 

Per chi volesse approfondire, consiglio una lettura a questo link

 

Alla giornalista autrice dell’articolo in esame, consiglio di continuare ad occuparsi di motori, moda, ecc., perchè di ” tuttologi ” il web ne è fin troppo saturo !

Ecco per l’appunto !

Roberto Gatti

Roberto Gatti

Giudice degustatore ai Concorsi Enologici Mondiali più prestigiosi tra i quali: » Il Concours Mondial de Bruxelles che ad oggi ha raggiunto un numero di campioni esaminati di circa n. 9.080, dove partecipo da 13 edizioni ( da 9 in qualità di Presidente ); >>Commissario al Berliner Wine Trophy di Berlino >>Presidente di Giuria al Concorso Excellence Awards di Bucarest >>Giudice accreditato al Shanghai International Wine Challenge ed ai maggiori concorsi italiani.

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