Il caso del vino e la curva a “J”: protezione reale o stile di vita?
Il quadro relativo al vino ha mostrato un andamento differente, caratterizzato dalla classica relazione a forma di J: ai livelli di consumo più bassi corrispondevano stime di mortalità inferiori (soprattutto per il vino rosso e la mortalità cardiovascolare), mentre al salire delle dosi il rischio aumentava nettamente sia per il vino rosso che per quello bianco e fortificato.
Gli autori dello studio precisano tuttavia che questo dato non dimostra che il vino protegga la salute. Trattandosi di una ricerca osservazionale, è molto probabile che chi consuma vino con moderazione condivida anche altre caratteristiche favorevoli, come una dieta più equilibrata, un reddito socioeconomico più alto e uno stile di vita complessivamente più sano.
Quale alcolico è il peggiore: impatto su 15 sedi oncologiche
Uno degli aspetti più rilevanti della ricerca riguarda il nesso tra alcol e insorgenza di neoplasie. Su 20 esiti oncologici distinti per sede analizzati, ben 15 hanno mostrato associazioni significative con una maggiore mortalità.
Tra i distretti più colpiti figurano:
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Cavo orale, testa e collo
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Apparato respiratorio e sistema gastrointestinale
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Fegato e cistifellea
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Tumore della mammella e apparato genitale
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Sistema ematologico
Le analisi dose-risposta hanno confermato un legame lineare tra l’aumento dell’alcol totale e la mortalità oncologica, con un contributo marcato da parte di birra, sidro e superalcolici.
Bere ai pasti fa la differenza?
Anche il momento della giornata gioca un ruolo. Chi consuma alcol abitualmente o occasionalmente durante i pasti ha mostrato una mortalità inferiore rispetto a chi beve fuori pasto, dove i rischi aumentano con il crescere delle quantità.
Anche in questo caso, gli esperti invitano alla cautela: l’abitudine di bere a tavola è spesso lo specchio di un modello alimentare più controllato e non rende l’alcol intrinsecamente “sicuro”.
In conclusione, la ricerca offre una mappa dettagliata dell’impatto dell’alcol sulla longevità: se gli eccessi confermano la loro pericolosità a 360 gradi, anche le quantità moderate non possono essere considerate del tutto neutre, in particolare per la prevenzione oncologica.
Studi scientifici di riferimento
I dati e le analisi citate nell’articolo sono consultabili presso la seguente pubblicazione scientifica internazionale:
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Studio su tipologie di alcol, modalità di consumo e mortalità (UK Biobank): I risultati completi dell’indagine condotta sul campione della UK Biobank sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nutrition Journal.
( Fonte Ok-salute.it )