Interviste

Vino e salute, Sartor: la battaglia non è finita

Il rapporto tra vino, salute e politiche pubbliche resta uno dei nodi più delicati per il futuro del settore. Le aperture registrate nelle istituzioni europee e il riconoscimento della distinzione tra consumo moderato e abuso rappresentano segnali importanti, ma non consentono, secondo Sandro Sartor, di considerare superato il rischio di una progressiva criminalizzazione del vino.

Il presidente di Wine in Moderation affronta il tema in un’intervista di Fabio Ciarla pubblicata su Il Corriere Vinicolo n. 23 del 13 luglio 2026, dopo la partecipazione all’European Summit del Ceev tenutosi a Taranto. Dal confronto con rappresentanti delle istituzioni ed esperti è emersa una maggiore attenzione alla necessità di distinguere tra consumo responsabile e consumo dannoso, ma Sartor invita a evitare letture trionfalistiche.

Il recente voto della Commissione Salute del Parlamento europeo sul rapporto relativo alla salute cardiovascolare viene indicato come un passaggio positivo, perché mantiene il riferimento al consumo dannoso di vino e riconosce il valore della dieta mediterranea. Per Sartor, tuttavia, il quadro resterà fragile finché non cambierà l’impostazione delle istituzioni internazionali che considerano qualsiasi consumo di alcol esclusivamente sotto il profilo del rischio.

Un elemento centrale del dibattito è rappresentato dalla ricerca avviata dall’Università di Navarra. Lo studio, finanziato dalla Comunità europea, coinvolge due gruppi di 5.000 persone e confronta nel tempo gli effetti del consumo moderato di vino con quelli dell’astensione. Rispetto alle precedenti indagini osservazionali, il progetto prevede controlli randomizzati per verificare l’effettivo rispetto dei comportamenti assegnati ai partecipanti. I risultati saranno disponibili al termine dei cinque anni previsti.

 

 

L’intervista affronta anche il mutamento degli stili di consumo. Le nuove generazioni non risultano necessariamente ostili al vino, ma mostrano una maggiore varietà nelle scelte e una minore fedeltà alle singole bevande. In questo contesto, Wine in Moderation sta ridefinendo la propria comunicazione: non più soltanto messaggi rivolti a prevenire l’abuso, ma anche un dialogo con chi già consuma in modo moderato e responsabile.

La nuova strategia punta quindi a superare un’impostazione esclusivamente prescrittiva. Educazione, equilibrio e consapevolezza restano i cardini dell’iniziativa, con l’obiettivo di sostenere una cultura del vino compatibile con uno stile di vita sano senza alimentare paure generalizzate o letture proibizionistiche.

( Fonte Unioneitalianavini.it )

Roberto Gatti

Giudice degustatore ai Concorsi Enologici Mondiali più prestigiosi tra i quali: » Il Concours Mondial de Bruxelles che ad oggi ha raggiunto un numero di campioni esaminati di circa n. 9.080, dove partecipo da 13 edizioni ( da 9 in qualità di Presidente ); >>Commissario al Berliner Wine Trophy di Berlino >>Presidente di Giuria al Concorso Excellence Awards di Bucarest >>Giudice accreditato al Shanghai International Wine Challenge ed ai maggiori concorsi italiani.

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