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Vino, l’Unione europea vuole le calorie in etichetta: è protesta

Con due anni di ritardo rispetto alla tempistica prevista dal regolamento sull’etichettatura dei prodotti alimentari (1169/2011), la Commissione europea ha presentato un rapporto che invita i produttori di bevande alcoliche, vini compresi, a dotarsi entro un anno di un’etichetta per fornire ai consumatori informazioni circa ingredienti e valori nutrizionali, con particolare riferimento alle calorie.

 

Se il settore non saprà trovare un accordo, l’Esecutivo Ue comincerà il processo legislativo che porterà a indicazioni obbligatorie in etichetta. Anche se attesa, la notizia ha suscitato reazioni opposte.

 

I consumatori, riuniti a livello Ue sotto la sigla Beuc, sono contrari ad aspettare e vorrebbero «un’azione immediata per rendere obbligatoria l’etichettatura». Posizione in sintonia con l’industria della birra, con Brewer’s Europe che ricorda come il settore abbia cominciato dal 2015 a «rendere pubblici gli ingredienti così come le informazioni nutrizionali in tutta Europa, seguendo le regole che si applicano alle bevande analcoliche». Molte posizioni diverse, invece, tra i produttori di vino. «L’etichetta nutrizionale sul vino e gli altri alcolici non deve tradursi in un inutile aggravio di oneri burocratici per le aziende vitivinicole, a partire da quelle medio-piccole che contribuiscono in misura importante al nuovo record delle esportazioni di 5,6 miliardi nel 2016», attacca Coldiretti.

 

La Cia ritiene l’iniziativa inutile e dannosa. «Non è pensabile – sottolinea la Confederazione italiana agricoltori – realizzare specifiche etichette per ognuna delle tipologie di vino prodotte: solo in Italia si tratterebbe di mettere mano a oltre 500 denominazioni riconosciute». L’etichetta «è un costo notevole per il produttore – commenta Confagricoltura – con un effetto nullo sulla protezione dei consumatori. La tabella nutrizionale e la lista degli ingredienti non rientrano, infatti, fra gli elementi di scelta di un vino». La Ceev, organizzazione che rappresenta l’industria Ue, chiede per «una soluzione ad hoc» per il nettare di Bacco che per sua natura «cambia da un anno all’altro». Di diverso avviso Federvini. «Il settore produttivo italiano non ha paura di mettere in etichetta informazioni», commenta Ottavio Cagiano de Azevedo, direttore generale della Federazione che raggruppa anche i produttori di acquaviti, nonché gli importatori ed esportatori.

 

Certo, aggiunge Caggiano, «limitare la comunicazione in etichetta a dieci righe di ingredienti può generare mostri e disinformazione». «Il vero rischio – secondo l’Unione Italiana Vini – è, come spesso avviene per le acque minerali, avere un bugiardino che nessuno legge». Dunque per l’Uiv, «nessun problema sulle informazioni espresse per unità di alcol e poi, off-line, sui siti aziendali gli ingredienti».

 

 

 

( Fonte Il Mattino )

Roberto Gatti

Giudice degustatore ai Concorsi Enologici Mondiali più prestigiosi tra i quali: » Il Concours Mondial de Bruxelles che ad oggi ha raggiunto un numero di campioni esaminati di circa n. 9.080, dove partecipo da 13 edizioni ( da 9 in qualità di Presidente ); >>Commissario al Berliner Wine Trophy di Berlino >>Presidente di Giuria al Concorso Excellence Awards di Bucarest >>Giudice accreditato al Shanghai International Wine Challenge ed ai maggiori concorsi italiani.

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