I grandi produttori inglesi
Alla luce di quanto appena spiegato, non deve stupire che i primi produttori del Marsala furono sudditi di Sua Maestà Britannica: tre essi, oltre i Woodhouse, gli Ingham-Whitaker e gli Hopps. Del resto in Inghilterra, anche grazie all’apprezzamento dei reali, che ne conservavano parecchie bottiglie nelle loro cantine, il Marsala iniziò ad essere considerato ‘degno della tavola di qualsiasi gentiluomo’ (‘worthy of any gentleman’s table’).
Il Marsala dei Florio
Nel 1833, la costruzione di uno stabilimento per la produzione del vino, commissionata da Vincenzo Florio, rappresentò uno scossone per i delicati equilibri che si erano instaurati. Sebbene fosse ‘l’ultimo arrivato’ e la concorrenza si dimostrasse particolarmente accanita, in breve tempo il Marsala Florio divenne il più celebre e commercializzato al mondo: un risultato dovuto alla modernità degli impianti, ad una distribuzione capillare (affidata ai vascelli di famiglia) ed alla grande qualità del vino, in grado di soddisfare gli intenditori più esigenti. Occorre evidenzare che, nonostante i Florio si fossero arricchiti grazie a molteplici attività (dal tonno allo zolfo), il Marsala occupò sempre un posto di riguardo nel loro cuore: non a caso, chiamarono la selezione più pregiata ‘Aegusa’, antico nome dell’ amatissima isola di Favignana. Si dice che il ricco e potente Ignazio Jr., abituato a frequentare personalità come lo Zar di Russia Nicola I, fosse solito immergere i suoi figli appena nati proprio nell’Aegusa, celebrando una sorta di rito propiziatorio.