Secondo un nuovo rapporto di settore, il valore delle esportazioni è salito da 25,2 milioni di euro nel 2021 a 40,2 milioni nel 2025

Le esportazioni di vino dell’Oltrepò Pavese crescono più rapidamente della media nazionale, dando nuovo sostegno a un distretto vitivinicolo che da anni cerca di riconquistare prestigio in Italia e all’estero.
I nuovi dati presentati nel rapporto strategico “Visione Vino 2026 – Deep Roots, Long View”, realizzato da The European House Ambrosetti Group per il forum Community Visione Vino, mostrano che le esportazioni di vino dalla provincia di Pavia sono aumentate di quasi il 60% in quattro anni, passando da 25,2 milioni di euro nel 2021 a 40,2 milioni nel 2025. Secondo il rapporto, il tasso medio annuo di crescita è stato del 9,5%, contro l’1,6% delle esportazioni italiane di vino nello stesso periodo.
Gran parte di questo risultato è legata all’Oltrepò Pavese, l’area vitivinicola a sud di Milano che rappresenta la quota largamente maggioritaria dell’attività vinicola della provincia ed è nota soprattutto per il Pinot Noir. Il rapporto descrive il territorio come una delle aree vitivinicole più specializzate della Lombardia e afferma che il 99% delle imprese di bevande della provincia di Pavia è costituito da produttori di vino.
I dati sottolineano anche il peso dell’Oltrepò Pavese nel comparto regionale. Con oltre 11.500 ettari di vigneti, l’area ha la maggiore superficie vitata della Lombardia e contribuisce per il 48% alla produzione di vino regionale, secondo il rapporto. È inoltre la principale zona italiana per la produzione di Pinot Noir, con circa 3.000 ettari, pari al 29% del totale nazionale.
Negli ultimi anni è cresciuta anche la produzione di spumanti. Il rapporto riferisce che la produzione è passata da 10.000 a 19.000 ettolitri nel 2025. Gli operatori del settore collegano parte di questa dinamica all’aggiornamento del disciplinare di produzione dello spumante DOCG della regione, ottenuto con il metodo classico, che ha contribuito a rilanciare lo storico nome “Classese” sui mercati nazionali e internazionali e a rafforzare l’identità del Pinot Noir dell’Oltrepò Pavese.
Benedetta Brioschi, partner e responsabile del settore alimentare e retail di TEHA Group, ha dichiarato che oggi l’area dispone della base industriale e della tendenza positiva delle esportazioni necessarie per consolidare il proprio posizionamento sul mercato, ma ha sottolineato che per ottenere ulteriori risultati occorre una maggiore coordinazione sul territorio.
“I dati dimostrano che l’Oltrepò Pavese dispone di una base produttiva e di un dinamismo delle esportazioni che possono favorire un salto di qualità nel posizionamento”, ha dichiarato Brioschi. “Il punto decisivo, però, è fare sistema: avvicinare imprese, territorio, turismo e racconto delle denominazioni, trasformando la notorietà del nome Oltrepò in conoscenza e valore per i suoi vini. La crescita sui mercati esteri e quella dell’enoturismo possono procedere insieme, rafforzando l’intera filiera lombarda”.
La distanza tra la notorietà del territorio e la conoscenza dei suoi prodotti resta uno dei principali aspetti messi in luce dal rapporto. Un sondaggio sui consumatori realizzato per Community Visione Vino su un campione rappresentativo di italiani ha rilevato che l’83% dichiara di conoscere l’Oltrepò Pavese, mentre il 58% afferma di conoscerne i vini: una differenza di 25 punti percentuali.
Al tempo stesso, l’area sembra avere margini di crescita come destinazione turistica. Secondo il sondaggio, il 72% degli intervistati si è detto interessato a visitare l’Oltrepò Pavese attraverso un itinerario enogastronomico e culturale. Tra questi, il 23% prenderebbe in considerazione una visita nei prossimi 12 mesi, mentre il 49% si è detto interessato a farlo in un prossimo futuro. Un ulteriore 18% vorrebbe saperne di più.
Secondo gli autori del rapporto, questi dati suggeriscono che l’enoturismo potrebbe diventare un collegamento diretto tra la diffusa notorietà del territorio e una conoscenza più approfondita di ciò che produce. In concreto, ciò comporterebbe legami più stretti tra cantine, consumatori e luoghi di produzione dei vini, in un momento in cui molte regioni vinicole italiane cercano di coniugare la promozione delle esportazioni con lo sviluppo del turismo locale.
Il sistema produttivo alla base di questo impegno è consistente. Il Consorzio Classese Oltrepò Pavese, guidato dalla presidente Francesca Seralvo di Tenuta Mazzolino e dal direttore generale Riccardo Binda, riunisce oggi 150 aziende associate direttamente, oltre a centinaia di soci indiretti che riforniscono le cantine cooperative. La produzione coperta da questa rete proviene da 11.539 ettari e ammonta a circa 25 milioni di bottiglie l’anno.
Questi dati sono particolarmente significativi in una regione come la Lombardia, che conta complessivamente 22.463 ettari di vigneti. L’Oltrepò Pavese rappresenta quindi da solo circa la metà della superficie vitata regionale, a conferma del suo ruolo di principale motore della produzione vinicola lombarda e di uno degli asset strategici della regione sui mercati esteri.
Il rapporto segnala anche i segni di una forte cultura del vino all’interno della stessa Lombardia, non solo nei vigneti, ma anche nella spesa delle famiglie. La spesa media familiare per il vino raggiunge 248 euro nel Lecchese, 239 euro nel Pavese e 236 euro a Milano, valori nettamente superiori alla media italiana di 148 euro. Ciò indica che la Lombardia è non solo un’importante regione produttiva, ma anche un rilevante mercato interno per il vino.
Per l’Oltrepò Pavese, la combinazione di crescita delle esportazioni, una solida base produttiva di Pinot Noir e un crescente interesse per l’enoturismo dimostra che il lungo impegno della regione per riposizionarsi comincia a produrre risultati misurabili. La sfida, ora, è capire se produttori, istituzioni locali e consorzi riusciranno a trasformare questi progressi in una presenza più ampia e duratura, sia sui mercati esteri sia nella percezione dei consumatori che conoscono il nome del territorio ma non ancora tutto il valore dei suoi vini.
( Fonte Vinetur.com )





















