Tenuta Montauto
Loc. Campigliola Km 10 Manciano (GR)
Tel. +39 0564 384521
Tel. +39 338.3833928
Fax. +39 0564-620083
Mail. [email protected]
WEB : https://tenutamontauto.com/premi/
LA STORIA
( liberamente tratto dal sito aziendale )

Le strade di Montauto sono antiche, percorrono e conducono a luoghi estranei dai flussi di traffico. Qui la Toscana è unita all’alto Lazio dalla memoria etrusca e dalla natura. Da una parte Vulci, dall’altra Manciano, Saturnia e Pitigliano. Ma, pur essendo vicini, i paesi sono una realtà diversa, in qualche modo spostata.
A volte si può lasciare senza abbandonare. Riccardo Lepri si è laureato in economia ed è andato lontano dalla campagna. La distanza può servire a capire il valore del distacco e allora, a volte si ritorna, più forti e convinti, più innamorati.
Riccardo tornò a casa, da un giorno all’altro. Andò da suo nonno e gli disse che avrebbe voluto occuparsi dell’azienda di famiglia. Il nonno non si fidò. Volle verificare le sue motivazioni e lo sottopose ad un anno di tirocinio che assomigliava molto di più ad un addestramento marziale da caserma: sveglia alle 6 del mattino e lavoro duro fino al tramonto. Marciare e marciare, imparare e imparare. Un anno nel quale non mancarono scontri e sfuriate tra nonno e nipote che, giorno dopo giorno, capivano di assomigliarsi moltissimo anche se mai lo avrebbero ammesso.
Un anno nel quale Riccardo divenne padrone della materia ancor prima che della terra e scoprì la grande emozione di produrre il vino, di entrare a far parte di un rito che si ripete dalla nascita della cultura umana. Lungo la strada tracciata dal nonno, in mezzo ai vigneti più vasti della bassa Maremma, si è formata così una nuova generazione di viticoltori.

Nel 2002 uscì così la prima annata firmata da Riccardo il quale dimostrò che vitigni come il Sauvignon potevano essere, anche, made in Maremma. Non era un sacrilegio né un miracolo: era una realtà.
Lo stemma dell’azienda, la lepre, è l’estensione del cognome di Riccardo Lepri, che oggi incarna il futuro aziendale. L’oro del suo manto, la vocazione di un territorio tradizionalmente considerato rossista nei confronti dei vitigni a bacca bianca, Sauvignon in prima fila. Ma è anche la velocità, di pensiero e d’azione di questa dinamica ancorché tradizionalissima azienda che la lepre vuole rappresentare.
Il nonno colonnello, nell’orgoglio muto di chi è felice che il suo lavoro venga perpetrato dalla sua famiglia, teneva incorniciato un articolo di giornale che racconta il successo del nipote nel mondo dei vini. Il nipote, maledice di aver scelto questa strada piena di fatica e, contempo, è convinto che questa sia la cosa migliore mai fatta.
La parola a Riccardo Lepri
Il richiamo della terra
Non potrei trovare altre parole per descrivere la svolta dell’estate 2000.
Era una limpida domenica estiva ed io, fresco di laurea in Economia e Commercio in quel di Siena, avrei solo dovuto decidere cosa fare del tempo finalmente a disposizione.
Manco il tempo di dirlo ed ecco che torno a casa a Montauto, al km 10 della Campigliola.
La vendemmia si avvicinava ed io, che fino a quel momento vi avevo partecipato più per diletto che per autentico interesse, decido di prendervi parte e, perché no, di partecipare pure del delicato momento della vinificazione
L’azienda Montauto fa parte della mia famiglia da più di 60 anni. Fu mio nonno Enos a mettere a dimora i primi vigneti di Sauvignon Blanc già negli anni ’80. Ebbe intuito o, più propriamente, quello che i latini chiamano genius loci, e benché ancora poco si sapesse di zonazioni, esposizioni e vitigni tradizionali il fatto che Montauto distasse solo 10 km in linea d’aria dal mare di Capalbio deve avergli indicato, già allora, la strada enologica da seguire: quella dei bianchi.
Tornando a quell’estate, stavo camminando con un amico che era anche enologo tra le vecchie viti di Sauvignon ormai prodighe di torniti grappoli d’uva quando ci colpì le narici l’inteso profumo che l’uva stessa emanava. In pochi sanno, a questo proposito, che anche solo a toccarli durante la vendemmia i grappoli di Sauvignon profumano le mani in un modo tanto insistente quanto delizioso.
Fu quel profumo a persuadermi di fare ritorno a casa e dedicare la mia vita al vino e alla terra rossa di Montauto.
Del resto, le premesse erano delle più incoraggianti: la composizione del suolo, argilloso e ricchissimo di minerali fulgenti come il quarzo, la vicinanza col mare, le cui brezze indorano gli acini e li rinfrescano d’estate e infine il vento, che qui spira e asciuga le uve, facevano e fanno di questo un territorio ideale per la produzione di vini bianchi.
All’uomo – a me medesimo, nella fattispecie – il compito di farli “grandi” e, così facendo, di trasformare il territorio in terroir.
Così ho immaginato e attuato, a poco a poco, una politica aziendale che tuttora mi piace definire “dei piccoli passi”. Un passo alla volta, ho composta la cantina, comprato la pigia-diraspatrice, i tini d’acciaio e quelli in legno, ho immaginato una sala degustazione e piantato nuove viti e, negli anni, il senso della parsimonia mi ha permesso di creare un’azienda sana, capace di sostenersi da sola e di parlare, tramite i suoi vini, ai sai suoi clienti. In tutto il mondo.

VINO SAUVIGNON “ GESSAIA “ MAREMMA TOSCANA DOC 2024 GR.12,5
CONSIDERAZIONI
Un sauvignon certificato “ vegano “, come tutti i vini aziendali, ben vengano questi vini “ vegani “ prodotti nel rispetto della natura e delle pratiche enologiche.
Ciò che ha colpito, fin dal primo sorso, è stata l’intensità gusto/olfattiva, nonostante la bassa gradazione alcolica è questa è una grande prerogativa, molto bene !
Riassaggiato dopo alcuni giorni dall’apertura, bene conservato in frigorifero, ha mantenuto integre le proprie pecularità organolettiche.
L’ASSAGGIO

Passiamo all’assaggio vero e proprio :
paglierino tenue con riflessi verdolini ; naso intenso, semiaromatico, note di salvia, peperone giallo, non richiama la famigerata, per alcuni, “ pipi’ di gatto “;
bocca fresca, armonica, intensa,sapida, fa salivare a lungo e permane, buon equilibrio gusto/olfattivo.
Da classificare Eccellente 94/100, complimenti vivissimi per questa realizzazione !
“ Grandi sono gli uomini che sanno trasformare, in questo modo, i frutti della terra e portarli a noi per l’appagamento dei nostri sensi “
Roberto Gatti
( degustato maggio 2025 )
UN VIDEO DI DANIELE CERNILLI






















