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Attilia Medda, la professoressa del vino

La sommelier vince il premio dell’Accadèmie internazionale de la Gastronomie: «Un riconoscimento inaspettato»

 

 

OLBIA. La professoressa del vino si muove tra cantine e calici di cristallo. Con il naso passa al setaccio i prodotti di mezzo mondo. E con precisione va a caccia di tutti quei segreti nascosti nel bicchiere. Attilia Medda, docente di storia e filosofia in pensione, è una sommelier abile e rispettata. E da qualche giorno è una donna tempestata di telefonate e attestati di stima. L’Accadémie internationale de la Gastronomie, che riunisce più di trenta accademie di tutto il mondo, le ha infatti conferito il titolo di «Prix au Sommelier 2016». In altre parole è stata nominata sommelier dell’anno. Attilia Medda, delegata dell’Ais Gallura, è la prima donna in Italia ad aver ottenuto questo tipo di riconoscimento. Prima di lei ci erano riusciti soltanto due italiani (uomini): Giorgio Pinchiorri nel 2003 e Andrea Grignaffini nel 2013.

Da Olbia a Parigi. La commissione dell’Accadémie internationale si è riunita qualche settimana fa a Parigi. Ha valutato percorsi e curriculum di tantissimi sommelier e alla fine ha scelto Attilia Medda. «Un giorno mi ha telefonato Luigi Collu, delegato gallurese dell’Accademia italiana della cucina, e mi ha detto: mandami il tuo curriculum – racconta divertita Attilia Medda -. Quindi ho ricostruito la mia storia da sommelier e alla fine ho riempito sei pagine di curriculum. Poi ho consegnato tutto e non ci ho pensato più». Qualche giorno fa, invece, l’inaspettata telefonata dall’Accademia nazionale. «Mi hanno chiesto l’indirizzo mail e mi hanno invitato la comunicazione ufficiale – continua -. Non so quando e dove dovrò ritirare il premio, ma intanto posso dire che è una grandissima soddisfazione. Non me l’aspettavo. Sono contenta per l’Ais. Ma anche per Olbia e la Gallura, perché questa è una terra che mi ha accolto fin da subito».

Dalla filosofia al vino. Attilia Medda è ormai olbiese d’adozione. È originaria di Sassari, ma vive in città da tantissimo tempo. Infatti ha insegnato storia e filosofia in diverse scuole galluresi, in particolare al liceo classico Gramsci e allo scientifico Mossa. Dopo la pensione, la decisione di tuffarsi nel mondo dei vini. «Fu mia nipote a consigliarmi di partecipare a un corso per sommelier – spiega Attilia Medda -. Il vino mi aveva sempre intrigato, quindi decisi di mettermi in gioco. Cominciai il corso nel 2000 e lo terminai nel 2003». Lei ha subito dimostrato una certa attitudine. «Come si diventa sommelier? Serve tanto allenamento – continua -. Ma pure molta umiltà. Bisogna studiare senza mai dimenticare che c’è sempre qualcuno più bravo di te. Ai corsisti consiglio sempre di andare in campagna per sentire i profumi della natura».

Una grande famiglia. Negli anni Attilia Medda, che ha pure vinto un titolo alle Viniadi, è riuscita a costruire una bella carriera all’interno dell’Associazione italiana sommelier. Dal 2014 è la delegata della Gallura. «Sono circondata da persone di grande competenza. Un gruppo unito e che sta crescendo sempre più» sottolinea. Al momento sono circa 50 i sommelier iscritti all’Ais gallurese, tra cui molti giovani e diverse donne. Partecipano a festival, manifestazioni, convegni, degustazioni. E sono formidabili nello svelare le caratteristiche del vino e nel consigliare i migliori abbinamenti. «Non bisogna dimenticare di avere sempre un gran rispetto, perché dietro ogni vino c’è una storia – spiega -. Comunque devo dire che il livello dei vini, in Sardegna, è aumentato notevolmente. Questo grazie anche a tanti giovani, che studiano, si confrontano e che hanno voglia di crescere». Ovviamente pure lei ha il suo vino preferito. «Ma il suo nome non lo dirò mai» sorride Attilia Medda, ben contenta di tenersi il segreto per sé.

 

 

( Fonte La Nuova Sardegna )