La Guida Michelin crea una selezione anche per i vini: dopo le stelle e le chiavi, arrivano i «grappoli» (ma in Italia ci sono già)

Nuova classificazione internazionale nel mondo del vino: la Rossa introduce un sistema di valutazione globale che premia territori, storie e qualità

 

 

Le voci giravano da un po’, adesso c’è l’ufficialità: la Guida Michelin creerà una selezione anche nel mondo del vino, Il Grappolo Michelin. Che valuterà, sempre in base a cinque criteri – così come succede per le stelle con i ristoranti e per le chiavi con gli hotel – le cantine a livello internazionale, divise per regioni vinicole. Nel 2026 partirà la Francia con Borgogna e Bordeaux, poi l’Italia dovrebbe seguire a ruota con Chianti e Langhe, ma su questo le informazioni sono ancora poche.

Lo scopo della nuova selezione dedicata al vino, sostiene la casa madre francese della Guida, è mettere in luce le storie dei produttori: un saper fare spesso trasmesso da generazioni, ma talvolta anche frutto di investimenti recenti e innovativi. Quali saranno i criteri utilizzati dagli ispettori? Qualità agronomica, padronanza tecnica, identità, equilibrio e costanza. Le cantine verranno premiate con i grappoli, con la stessa scansione – tre grappoli, due o uno – dei ristoranti e degli hotel.

 

I tre grappoli, massimo riconoscimento, andranno ai produttori eccezionali, un po’ come le tre stelle: qualsiasi sia il vino, con i tre grappoli l’esperienza indimenticabile è assicurata. Con i due grappoli verranno premiati i produttori che si distinguono per qualità e costanza. Un grappolo andrà invece ai produttori che elaborano vini di stile e carattere. Unico problema: in Italia i «grappoli» li abbiamo già, sono quelli della Guida Bibenda, che ne assegna un massimo di cinque.

Guida Michelin: un po’ di storia
Da 125 anni, – si legge sull’omonimo sito – la Guida Michelin premia i luoghi e i talenti che incarnano l’eccellenza nella gastronomia e nell’ospitalità. E lo fa con le stelle, create nel 1926, e le Chiavi, lanciate nel 2024. Questa competenza nella selezione si estende ora anche al vino. La Rossa metteva già in risalto carte dei vini eccezionali e sommelier, grazie anche al pittogramma «vino» introdotto nel 2004 per distinguere gli abbinamenti cibo-vino di alta qualità. Nel 2019 è nato il Premio Michelin della sommellerie, volto a valorizzare i professionisti la cui expertise migliora l’esperienza degli ospiti.

Da ora in avanti i grappoli Michelin metteranno ora in evidenza i domini viticoli in diverse regioni del mondo, valutandone l’eccellenza complessiva secondo cinque criteri universali applicati in modo uniforme.

I grappoli Michelin: un punto di riferimento per celebrare i talenti

Nel mondo del vino, la Guida Michelin premierà non soltanto i domini, ma anche i professionisti: vignaioli, cooperative, associazioni… Con questa nuova distinzione, la Guida intende mettere in luce storie uniche, saperi tramandati di generazione in generazione, ma anche approcci innovativi e pratiche contemporanee, valutati con una metodologia rigorosa e indipendente.

La Guida offrirà così agli appassionati un nuovo riferimento affidabile. E se la ristorazione ha le stelle, l’universo del vino – come anticipato – ha i grappoli. Ecco che cosa indicano.

Tre grappoli
Produttori d’eccezione. Qualunque sia l’annata, gli appassionati possono affidarsi ai vini del dominio in totale sicurezza.

Due grappoli
Produttori di eccellenza, distinti per qualità e costanza straordinarie all’interno del loro terroir.

Un grappolo
Produttori di grande qualità, capaci di creare vini dal carattere definito e dallo stile riconoscibile, particolarmente riusciti nelle migliori annate.

Raccomandato
Produttori affidabili, scelti per costanza e qualità, i cui vini ben fatti garantiscono un’esperienza valida.

Una metodologia basata su 5 criteri
Guidata dai valori fondamentali di eccellenza e indipendenza, la Guida Michelin applica cinque criteri universali, validi ovunque nel mondo.

Qualità dell’agronomia
Si valuta la salute dei suoli, l’equilibrio delle piante e le cure dedicate alla vigna: elementi essenziali che influenzano direttamente la qualità del vino.

Maestria tecnica
L’analisi si concentra sulle competenze in cantina. Gli ispettori cercano vinificazioni precise e rigorose, che producano vini ben costruiti, espressivi del terroir e del vitigno, privi di difetti.

Identità
La Guida valorizza vignaioli e vignaiole che creano vini capaci di esprimere personalità, luogo e cultura che li hanno generati.

Equilibrio
Si valuta l’armonia tra acidità, tannini, legno, alcol e dolcezza.

Costanza
I vini sono giudicati su più annate per verificare la continuità qualitativa, anche negli anni difficili. La Guida premia i vini che migliorano nel tempo.

L’expertise al centro della valutazione
Le selezioni si basano sull’esperienza di ispettori specializzati nel vino, tutti professionisti del gruppo Michelin. Questa squadra internazionale, indipendente e collegiale, riunisce esperti del settore: ex sommelier, critici specializzati, tecnici della produzione. Ogni membro è scelto non solo per le sue qualifiche, ma anche per la capacità di valutare domini viticoli di tutto il mondo con rigore, integrità e autonomia.

Nel 2026, i primi capitoli in Bordolese e Borgogna
I grappoli Michelin debutteranno in due regioni emblematiche del panorama viticolo mondiale: il Bordolese e la Borgogna. Il Bordolese si è affermato nei secoli come riferimento storico del mondo del vino: grandi domini, fama internazionale, una tradizione che si intreccia con innovazione e prestigio. La Borgogna si distingue per un approccio intimo, profondamente radicato nel patrimonio. I suoi piccoli domini familiari testimoniano rigore e attenzione in ogni fase della produzione. La trasmissione dei saperi e la storia locale plasmano l’identità della regione, celebre in tutto il mondo.

( Fonte Corriere.it )