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ANCHE I GRANDI VINI BIANCHI SANNO INVECCHIARE

Mi era capitato, molti anni orsono, di degustare alcuni vini di questa realtà del Collio goriziano, la quale mi era rimasta impressa, anche per il fatto di essere una delle pochissime, all’epoca forse l’unica azienda, ad indicare chiaramente nella retroetichetta i dati analitici del vino, ivi compreso il quantitativo di S02 all’atto dell’imbottigliamento.

Una sera avevo il desiderio di provare una bottiglia di bianco datata, erano già diversi anni che mi conservavo gelosamente questa bottiglia nella mia cantina finchè è arrivato il momento giusto.

 

Azienda agricola Roncus
via Mazzini 26
34070 Capriva del Friuli (Go)

Italia

tel 39 0481 809349
fax 39 0481 808535


info@roncus.it

Sito : www.roncus.it

 

 

Ho reperito alcune notizie in rete sulla proclamazione di questo vino, quale miglior vino bianco del vecchio mondo, link :

 

http://www.vinit.net/vini/__Il_miglior_vino_bianco_del_vecchio_mondo___2321.html

 

 

 

 

 

Tratto dal sito aziendale

 

PERCHE’ E’ STATO FATTO QUESTO VINO

 

RONCUS BIANCO VECCHIE VIGNE
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Questo vino bianco nasce dall’elaborazione, da parte dell’azienda, delle proprie convinzioni sul territorio Friulano. Si è cercato di dare una “personale”, ma non troppo, versione di quello che potrebbe ben esemplificare il territorio, con l’obbiettivo di fare del nostro meglio nella qualità. Abbiamo pensato che un uvaggio dovesse essere la soluzione: sia per motivi storici, di tradizione e francamente l’esistente. Una grande varietà di vitigni sparsi nella regione e molti esempi di grandi vini proprio da uvaggi che sono già presenti sul mercato, e per la convinzione che questo territorio si esprima meglio con gli uvaggi. In quest’ottica la Malvasia ci è parsa la base ideale su cui costruire il prodotto. Aroma e fresca bevibilità accanto alla sapidità del vitigno ci sono apparse ideali per combinarle con tocai e ribolla a marcare la peculiarità Friulana. 
Circa 70% di Malvasia, 20% di tocai e 10% di ribolla, con le variazioni a seconda delle annate.
La scelta dei terreni sui quali operare è caduta sulla necessità di reperire vecchi vigneti, perchè solo questi riteniamo possano conferire profondità di prodotto, in questo modo abbiamo recuperato anche aspetti ambientali di cui andiamo fieri.
La scelta delle vinificazioni: acciaio, legno,…? abbiamo ritenuto che lo sviluppo enologico adeguato per questa idea di vino potesse essere lento, ritenendolo necessario, non per ossidare il vino e ritrovare questo aspetto nel bicchiere, cosa assolutamente non desiderata, ma perchè ci possa essere complessità senza perdita di freschezza dal momento della commercializzazione e ancora possa evolversi in bottiglia per molti anni ancora. In altri termini il progetto è figlio del desiderio di fare un vino Friulano importante, ricco, complesso che sia pronto al momento della messa in vendita e abbia grandi capacità di invecchiamento senza vecchieggiare.
Non barrique, ma vinificazione e permanenza in botti di legno di Slavonia grandi da venti ettolitri per un anno, poi altri due anni in vasche d’acciaio sempre sui lieviti, per imprimere una personalità sempre più territoriale non usiamo i lieviti selezionati ma adottiamo un protocollo che valorizzi il nostro patrimonio microbiologico, per cui solo fermentazioni spontanee.
Tutto quanto detto trova riscontro in cantina perché attualmente ci troviamo quattro annate in cantina che stanno progressivamente maturando.

 

 

 

RONCUS BIANCO VECCHIE VIGNE 2000


 

 

E’ stato scritto molto su questo vino ma ci piace ricordare questo “…nel 2004 la rivista britannica Decanter lo designò “miglior bianco del vecchio mondo” e ancora oggi, con sette anni di età splendidamente portati si rivela vino di grande impatto, oro antico splendente multiriflesso di magnifica brillantezza e vivacità,…la bocca è degna di tanta fragranza, con una stoffa setosa, un frutto ancora succoso e ricco di polpa…”

 

Un’annata indimenticabile per i bianchi della zona, di grande equilibrio e con un grande potenziale per l’invecchiamento.
E’ stato raggiunto in pieno l’obbiettivo, il vino esprime tutta questa magnifica annata.

Se ben conservato prevediamo una piacevole bevuta anche oltre i 10 anni.


 

 

UN VINO FRUTTO DI SPERIMENTAZIONI

 

Un vino ottenuto in collaborazione con l’ Università di Udine, facoltà di Enologia, condotta dal caro amico e collega al Concours Mondial de Bruxelles, Dott. Prof. Roberto Zironi, leggasi al link :

http://www.roncus.it/sperimentazione.pdf

 

 

Note di degustazione Roncus Bianco Vecchie Vigne Igt- 2000- gr. 13,5

 



Questo vino è ottenuto da un blend composto da : 60% malvasia istriana – 30% friulano – 10% ribolla gialla.

Sono passati ben 11 anni dalla vendemmia ed allora l’attesa del risultato finale cresce, cosi’ come cresce la curiosità di verificarne la tenuta nel tempo . In questi casi o sono grosse delusioni, ed allora non ne scrivo mai, oppure sono grandi soddisfazioni ed esperienze sensoriali. Oggi ne scrivo in questi termini :

Giallo oro carico, dorato; al naso è intenso con note terziare in leggera ossidazione, ci ricordano da vicino i migliori riesling invecchiati, note sulfuree, zolfo e minerali, polvere pirica; in bocca è integro, perfettamente conservato, equilibrato, ritornano le npte di idrocarburi intercettate al naso, zolfo, fiammiferi, nel finale di bocca emerge una nota di pesca-noce, è intenso e lungo. Un vino dalle grandi potenzialità di invecchiamento, da classificare OTTIMO ( 88/89 ).Ricordo che in retroetichetta sono riportati tutti i dati analitici del vino :

 

2,5 ha di vigneto con piu’ di 50 anni, in zona Capriva del Friuli con sistema di allevamento capuccina, inerbimento, produzione annua circa 5400 bottiglie ;

fermentazione con lieviti indigeni a 24° in botti di legno da 20 hl;

alcool 13,40

volatile / g/l ( ac. Acetico ) 0,50

Acido Malico ( g/l ) 0,13

S02 totale ( mg/l ) 80

acidità ( g/l ) 5,10

Zuccheri ( g/l ) 1,60

Ph 3,55

 

Che aggiungere se non fare i complimenti a questo bravo viticoltore Marco Perco dell’azienda Roncus.

 

Roberto Gatti