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CONSUMI: SOS TAVOLA








CONSUMI: SOS TAVOLA; DA ARANCIATA SENZA ARANCE A VINO SENZA UVA


Ma anche formaggi da caseina al posto del latte e cioccolato con grassi diversi dal cacao


Larrivo delle bibite allarancia senza arance è la pericolosa conseguenza di una deriva che ha già portato al via libera comunitario al vino senza uva realizzato dalla fermentazione di frutta, dai lamponi al ribes oltre che al formaggio prodotto a partire da caseina e caseinati invece del latte e al cioccolato con grassi diversi dal burro di cacao. E la Coldiretti ha lanciare lallarme nel sottolineare che occorre contrastare una tendenza che inganna i consumatori, danneggia i produttori, mette a rischio la qualità dellalimentazione e la salute stessa dei cittadini.


Ad essere particolarmente colpiti sono – sottolinea la Coldiretti – i prodotti base della dieta mediterranea come il vino per il quale lapprovazione della riforma di mercato comunitaria ha sancito inganni vecchi e nuovi: dal consenso allaggiunta di zucchero nei vini prodotti nel nord Europa al rosè ottenuto miscelando vini bianco e rosso anzichè dalla  tradizionale vinificazione in bianco delle uve rosse senza obbligo di indicarlo fino al via libera al vino dealcolato, dopo che era già stato autorizzato l’invecchiamento artificiale con segatura di legno (i cosiddetti trucioli) al posto delle botti senza che ciò debba essere indicato chiaramente in etichetta.


LUnione Europea ha imposto allItalia di aprire i propri mercati anche al cioccolato ottenuto con laggiunta di grassi vegetali diversi dal burro di cacao, m a cè anche la possibilità inquietante di utilizzare caseina e caseinati invece del latte per ottenere formaggi a pasta filata venduti come analoghi alla mozzarella. Un inganno favorito – sostiene la Coldiretti – dalla mancanza dellobbligo di indicare in etichetta lorigine degli alimenti che rende possibile portare in Italia stata di 9 miliardi di chili in equivalente latte nel 2008 da spacciare come Made in Italy nel latte a lunga conservazione, negli yogurt e nei formaggi.


Non mancano però le buone notizie come la recente decisione dellUnione Europea di rendere obbligatoria l indicazione dellorigine dellextravergine di oliva a partire dal mese di luglio, favorita dal pressing della Coldiretti che ha avviato una campagna per letichettatura obbligatoria di tutti gli alimenti.


La possibilità di vendere sul mercato bibite di fantasia al gusto e con il colore dallarancia senza contenere tuttavia neanche una minima percentuale del prezioso agrume è prevista invece – riferisce la Coldiretti – dal progetto di legge comunitaria già approvato dal Senato che di fatto taglia lobbligo del contenuto minimo del 12 per cento di succo di agrumi previsto fino ad ora per questo tipo di bevande. Il testo prevede infatti labrogazione dellarticolo 1 della legge n°286 del 1961 secondo il quale – spiega la Coldiretti – Le bevande analcoliche vendute con denominazioni di fantasia, il cui gusto ed aroma fondamentale deriva dal loro contenuto di essenze di agrumi, o di paste aromatizzanti di agrumi, non possono essere colorate se non contengono anche succo di agrumi in misura non inferiore al 12 per cento.


La sostituzione del succo con aromi e coloranti non è solo un inganno per i consumatori ma – sostiene la Coldiretti – pone seri dubbi sugli effetti per la salute considerato che molte di queste sostanze sono oggetto di studi e verifiche per il loro supposto effetto negativo sui bambini (iperattività). Daltra parte lelevato contenuto di  zuccheri – precisa la Coldiretti – ha sicuramente effetti negativi sul preoccupante aumento della percentuale di casi di obesità e sovrappeso tra i giovani che in Italia ha raggiunto il 30 per cento.  Peraltro si verificherebbe una drammatica riduzione del consumo di frutta poiché leliminazione totale della soglia del 12 per cento farebbe sparire dalle tavole e dai frigoriferi – stima la Coldiretti – 120 milioni di chili di arance allanno prodotti in  6.000 ettari di agrumeti, con danni evidenti per consumatori e produttori.


IL VIA LIBERA AGLI INGANNI IN TAVOLA (Fonte: Coldiretti)


Laranciata senza arancia – La possibilità di vendere sul mercato bibite di fantasia al gusto e con il colore dallarancia senza contenere tuttavia neanche una minima percentuale del prezioso agrume è prevista invece – riferisce la Coldiretti – dal progetto di legge comunitaria già approvato dal Senato che di fatto taglia lobbligo del contenuto minimo del 12 per cento di succo di agrumi previsto fino ad ora per questo tipo di bevande.


I formaggi alla caseina – Utilizzo della caseina e dei caseinati in sostituzione parziale del latte per ottenere formaggi a pasta filata venduti come analoghi alla mozzarella.


Il vino senza uva – La riforma ha dato il via libera al vino senza uva ovvero ottenuto dalla fermentazione di frutta, dai lamponi al ribes. Una pratica enologica che altera la natura stesso del vino che storicamente e tradizionalmente è solo quello interamente ottenuto dall’uva


Il cioccolato senza cacao: LUnione Europea ha imposto allItalia di aprire i propri mercati anche al cioccolato ottenuto con laggiunta id grassi vegetali diversi dal burro di cacao.


Il vino rosé ai miscugli – Diventa possibile – riferisce la Coldiretti – produrre vino rosé semplicemente mescolando vino bianco e rosso invece di produrlo secondo il metodo naturale tradizionale con la vinificazione in bianco delle uve rosse.


Il vino allo zucchero – E una pratica, utilizzata nei paesi del Nord Europa, che permette di aumentare la gradazione del vino attraverso laggiunta di zucchero. Lo zuccheraggio è sempre stato vietato nei paesi del Mediterraneo e in Italia, che ha combattuto una battaglia per impedire un trucco di cantina e per affermare definitivamente la definizione di vino quale prodotto interamente ottenuto dall’uva.


Il vino dealcolato – Viene permesso di eliminare parte dellalcol naturalmente contenuto nel vino attraverso determinate pratiche enologiche.


Il vino ai trucioli – Nel 2007 – conclude la Coldiretti – è stato dato il via libera all’invecchiamento artificiale del vino con segatura di legno (i cosiddetti trucioli) al posto delle tradizionali botti senza che ciò debba essere indicato chiaramente in etichetta.

 
( Fonte Coldiretti )