Fattoria di Magliano
Località Sterpeti, 10
58051 Magliano in Toscana (Gr)
(+39) 0564 593040
[email protected]
LA STORIA

La Fattoria di Magliano è una giovane realtà vitivinicola nata nel 1997, nel cuore della Maremma. Agostino Lenci, il fondatore, dopo un’importante esperienza imprenditoriale nel settore calzaturiero, ha deciso di seguire il suo sogno: diventare produttore di vino. Affascinato da questa terra autentica, ha scelto un’area dove il lavoro dell’uomo e la natura convivono in perfetta armonia, nel rispetto di un equilibrio millenario.

Una terra sospesa tra mare e colline, custode di una storia millenaria che dagli Etruschi arriva fino ai giorni nostri.

Circondato da vigneti, oliveti e un mosaico di coltivazioni che rendono la Maremma uno dei luoghi con la più alta biodiversità in Toscana, Magliano si erge con il fascino intatto delle sue mura trecentesche. Qui, la viticoltura affonda le sue radici nei tempi più antichi, testimoniando una vocazione naturale alla produzione di grandi vini. Un paesaggio dove il tempo scorre al ritmo della natura e dell’uomo, che con sapienza e rispetto, modella questa terra selvaggia.



VINO BRISSAIA MAREMMA TOSCANA ANSONICA DOC 2024 GR.12,5
SCHEDA TECNICA
VINIFICAZIONE E AFFINAMENTO
Epoca media di vendemmia Prima decade di Settembre
Tecnica di vinificazione
Diraspatura e criomacerazione prefermentativa per circa 100 ore. Pressatura e successiva fermentazione a temperatura controllata in serbatoi di acciaio Inox termocondizionati per 20-25 giorni.
Maturazione sulle fecce fini per 3 mesi.
Affinamento 2 mesi in bottiglia
Stabilizzazione A freddo.
INZOLIA o ANSONICA
“ Inzolia, Insolia, Insora, ‘Nzolia vranca, Inselida, Ansolia, Ansonica o Irziola come piaceva a Plinio il Vecchio, sono i nomi con cui viene declinato quello che sembrerebbe il più antico vitigno siciliano a bacca bianca e oggi diffuso principalmente nell’isola del sole e in Toscana ma, in piccolissime quantità, anche in Calabria, Lazio e Sardegna.

Esistono anche un’Inzolia nera (nata da un incrocio tra Sangiovese e un altro vitigno ancora non identificato) e un’Inzolia rosa (che è un biotipo di Calabrese), ma si tratta in entrambi casi di varietà ben distinte dall’Inzolia di cui stiamo raccontando.
Nessuna certezza forte dell’origine del vitigno che sembrerebbe portato dai greci in Sicilia (recenti studi tra l’altro hanno mostrato una stretta correlazione con le varietà Rhoditis e Sideritis) ma c’è anche chi sostiene la sua origine francese risalente alla dominazione Normanna dell’isola, poi diffuso in Toscana dai romani. Oggi si può trovare, infatti, sull’Isola d’Elba dove dà vita all’Elba Ansonica passito, sulle coste della maremma toscana e sull’Isola del Giglio dove dà vini che profumano di macchia mediterranea dal finale sapido come la DOC Ansonica Costa dell’Argentario. “
( Fonte Slowfood.it )
VIDEO
( ceppi di vite inzolia/ansonica cresciuti in spiaggia in Sicilia- By Marilena Barbera )
NOTE DI DEGUSTAZIONE DI WINETASTE
Tutti i vini aziendali sono biologici certificati, come scrivo da tanti anni ben vengano questi vini bio, senza la minima sbavatura enologica e degustativa : chapeau !

Necessita di opportuna ossigenazione, almeno 20/30 minuti per esprimersi al meglio :
paglierino di buona intensità, limpido e brillante ;
al naso è intenso e pulito, con gradevoli ed eleganti note di “ ginestra “, fiori di campo, di cui la maremma pullula ;






















