Allarme Shamonda: il nuovo Orthobunyavirus che sfida gli allevamenti europei

Un nuovo ospite inatteso sta richiamando l’attenzione del comparto zootecnico europeo. Isolato la scorsa estate in diversi Paesi dell’Europa centro-occidentale, il virus Shamonda – un Orthobunyavirus appartenente al sierogruppo Simbu – si candida a diventare una delle sfide sanitarie più complesse per la gestione degli animali da reddito.

Vettori e diffusione: vecchie conoscenze, nuove minacce

 

La dinamica di trasmissione del patogeno ricalca quella di altre temibili infezioni già note agli allevatori. Il contagio avviene infatti principalmente per via vettoriale tramite i culicoidi, gli stessi minuscoli moscerini responsabili della diffusione della lingua blu (BTV) e della Malattia Emorragica Epizootica (EHDV). A complicare il quadro epidemiologico si aggiunge la documentata trasmissione verticale, ovvero il passaggio del virus da madre a feto.

Se i bovini rappresentano i principali ospiti bersaglio, la sorveglianza veterinaria ha evidenziato la presenza del virus anche in ovini, caprini, alpaca e persino nei cavalli, ampliando lo spettro delle specie potenzialmente interessate.

Il quadro clinico: dai cali produttivi ai rischi neurologici

L’impatto clinico varia sensibilmente a seconda della specie colpita:

  • Bovini: L’infezione si manifesta con febbre, episodi di diarrea, un marcato calo della produzione di latte e un concreto rischio di eventi abortivi.

  • Piccoli ruminanti: Mostrano solitamente sintomi di entità più lieve.

  • Equini: Rappresentano un capitolo a parte, caratterizzato talvolta da quadri clinici particolarmente severi associati a sintomatologia neurologica.

Sicurezza alimentare e filiera: nessun pericolo per l’uomo

Dal punto di vista della sanità pubblica e della sicurezza alimentare, il quadro è fortunatamente rassicurante. Il virus Shamonda non è trasmissibile all’uomo. La carne, il latte e i derivati continuano a essere assolutamente sicuri per il consumo, non essendovi alcun risvolto negativo per la salute dei consumatori o per la filiera agroalimentare.

Strategie di gestione e prevenzione negli allevamenti

Attualmente la malattia non rientra tra quelle soggette a obblighi di notifica a livello europeo e non è ancora disponibile un vaccino specifico. Di conseguenza, la linea di difesa più efficace per gli operatori del settore resta la protezione attiva degli allevamenti mediante disinfestazioni mirate e barriere contro gli insetti vettori.

Il Ministero della Salute ha inoltre invitato i veterinari a inserire il virus Shamonda nelle diagnosi differenziali in presenza di sintomatologie compatibili, un passo cruciale per monitorare con precisione la circolazione del patogeno sul territorio.

 

 ( A cura dott. Matteo Masciari , Direttore HACCP Villa Grandinetti )