Il regista bianconero figura anche nel settore vinicolo
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Per gli aspiranti sommelier, amanti del vino o semplici appassionati delle cose di casa nostra, osservare la dedizione di Andrea Pirlo nella degustazione del suo Nitor non parrà cosa nuovissima. Del regista silenzioso, poco avvezzo a esternazioni o a una sovraesposizone della propria immagine, si aprendono le passioni una ad una, con la medesima calma con cui studia ogni singola palla. Così anche l’interesse per il vino.

Gli esperti leggono, nel Nitor prodotto dall’attività famigliare, un profumo sottile e delicato, una nota vegetale, un qualcosa di fresco e fruttato. Una qualità dal costo contenuto, si legge nelle rubriche dei maggiori critici e a cui la famiglia Pirlo lavora, nel bresciano, con entusiasmo e una sorta di coralità nell’azienda agricola Pratum Coller, che ha lanciato sul sito ufficiale anche la commercializzazione dei prodotti nella cascina nella campagna bresciana.
Il padre del campione juventino e della Nazionale Luigi, industriale, è nato proprio da queste parti: “Nel 1919, i Borghetti vendettero tutti i patrimoni in loro possesso – si legge sul sito ufficiale – alla famiglia Gatti di Bornato che è ancora l’attuale proprietaria della nuova dimora costruita tra il 1819 e il 1852 dai Seguito. L’originale casa padronale che è diventata anche la sede di Pratum Coller si trova accanto, alla casa natale di Luigi Pirlo. Quest’ultima venne acquistata nel 1919 del nonno di Luigi Pirlo. L’antica dimora padronale, declassata a metà Ottocento, come ricordato, a casa colonica ha avuto diversi proprietari: i Laffranchi, gli Apostoli e i Pirlo che nel 2007 (ne possedevano già una porzione) l’hanno rilevata nel suo complesso, destinandola anche a sede dell’azienda vitivinicola”.
Un’avventura che ha assunto i caratteri di una impresa in crescita: oltre al Nitor, l’offerta comprende Eos, Redeo e Arduo.
( Fonte sport.virgilio.it )
















