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Cala il consumo di vino negli Usa, dovuto ai Millennials

GLI USA IL PIU’ GRANDE MERCATO MONDIALE

 

 

 

Gli Stati Uniti rimangono il piu’ grande mercato del vino nel mondo, anche se un rapporto del Wine Intelligence US Landscapes 2019, evidenzia che sta diminuendo la frequenza del consumo del vino.

 

I MOTIVI DEL CALO DEI CONSUMI

Questo calo nella frequenza dei consumi, è dovuto principalmente al cambiamento del comportamento e stile di vita dei consumatori di età inferiore ai 35 anni, i cosiddetti Millennials.

 

La società di ricerca Wine Intelligence, ha stimato che almeno 84 milioni di persone, con età superiore ai 21 anni, consumino vino , con frequenza di almeno una volta al mese, ovvero un 35% di tutta la popolazione adulta.

 

 

Le stime parlavano di almeno 88 milioni e questo è da imputarsi , al calo dei consumatori di alcol tra gli adulti, associata alla proporzionale decrescita di bevitori di vino mensili tra i consumatori abituali (coloro che bevono vino almeno una volta all’anno).

 

IN AUMENTO IL CONSUMO DEGLI OVER 55

Il calo registrato sarebbe stato ancora maggiore, se non ci fosse stato un aumento tra i consumatori over 55 anni, che sono aumentati di ben 5 milioni, mentre i bevitori abituali mensili con meno di 55 anni sono diminuiti quasi di 10 milioni.

 

Tra i Millennials, inoltre, anche la frequenza del consumo di vino e il coinvolgimento stanno diminuendo. Questo probabilmente dovuto anche alla scarsa conoscenza della materia, ma è tra i 21 ed i 34 anni di età che si è registrato il calo maggiore.

 

La ricerca ha evidenziato che i piu’ giovani sono maggiormente predisposti a nuovi prodotti innovativi, con piu’ ampia scelta di prodotti alcolici, aperti all’acquisto di vini alternativi e da scoprire, cosi’ come confezioni alternative, quali ad esempio il vino in lattina.

 

LE DICHIARAZIONI DEL CEO DI WINE INTELLIGENCE

Lulie Halstead, ceo di Wine Intelligence, commentando i risultati del rapporto, ha dichiarato: “Le informazioni provenienti dalle vendite dell’ultimo anno hanno suggerito che la categoria del vino potrebbe perdere appeal presso i consumatori più giovani e i dati del rapporto supportano questa tesi.

 

Come categoria dobbiamo renderci conto che siamo in un momento cruciale per fidelizzare la prossima generazione. I giovani stanno diventando meno connessi all’alcol in generale, per una varietà di motivi di salute e stile di vita. Quando scelgono l’alcol, ora si trovano davanti a offerte diverse e interessanti tra alcool, birra e sidro. Questo rapporto dovrebbe essere visto come un campanello d’allarme per il più grande ed entusiasmante mercato del vino del nostro settore”.