Cantine, Edoardo Freddi compra la maggioranza di Agriment. Il vino senza alcol? «Non è la soluzione»

La società che cura l’export di oltre 60 cantine italiane archivia il 2025 con una crescita del 6% del fatturato

I punti chiave

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  • Edoardo Freddi International acquisisce la maggioranza di Agriment, creando una rete con oltre 100 cantine

  • Nonostante un 2025 positivo per Freddi (+6% fatturato, +9-10% volumi), il settore vino affronta calo export e giacenze elevate

  • L’azienda vede i vini dealcolati come integrazione dell’offerta, ma non la soluzione ai problemi del comparto

Edoardo Freddi International compra la maggioranza di Agriment. Le due società, specializzate nella gestione dell’export e del marketing di vini italiani, formano così una rete con oltre 100 cantine (di cui 66 sotto Edoardo Freddi) pur continuando a lavorare come due realtà distinte e con diversi target.

L’operazione arriva dopo un anno di incertezze, con i dazi che hanno influenzato le attività sul mercato americano, ma comunque positivo per Edoardo Freddi: nel 2025 la società ha registrato un aumento del 6% del fatturato gestito e del 9-10% dei volumi. Tuttavia, il comparto attraversa una fase di generale tensione, fotografata dai dati dell’Unione Italiana Vini (Uiv) che rappresenta più dell’85% dell’export italiano: nei primi 10 mesi del 2025 le esportazioni sono scese del 2,7% a 6,5 miliardi di euro.

I numeri di Edoardo Freddi

Nel 2025 le 66 cantine nel network di Edoardo Freddi International hanno realizzato ricavi per circa 126 milioni di euro (+6%), con un incremento di circa 2 milioni di bottiglie vendute rispetto al 2024. Il fatturato direttamente in capo alla società è stato invece intorno ai 4 milioni.

Questi numeri sono frutto di trend diversi sui vari mercati. «Il mercato americano ha avuto tre mesi di black-out dopo l’annuncio dei dazi, poi si è ripreso nell’ultima parte dell’anno e ha chiuso con una flessione tra l’1% e il 2%», spiega Edoardo Freddi, fondatore dell’azienda omonima. «La maggior parte del nostro export si dirige verso l’Europa Continentale, che da sola pesa per circa il 45%, mentre un terzo va sul mercato americano, dove il 2025 è stato un anno travagliato. Speriamo in un 2026 più stabile, pur nella nota instabilità di determinate situazioni geopolitiche».

Le prime indicazioni sull’anno in corso arriveranno dalla stagione delle grandi fiere, che parte a metà febbraio con Vinexpo Paris mentre ad aprile sarà la volta di Vinitaly.

 

( Fonte Milanofinanza.it )