Scrittore e divulgatore enogastronomico. Omaggio con I Sodi di Veronelli, tremila bottiglie in edizione limitata

Milano– Era il 1976 quando Luigi Veronelli, passeggiando tra i vigneti di Castellare di Castellina, suggerì all’amico Paolo Panerai come fare e come chiamare quello che sarebbe diventato il vino bandiera della tenuta, uno dei primi Supertuscan: I Sodi di S. Niccolò. Cinquant’anni più tardi, nel centenario della nascita di “Gino”, un’edizione limitata di questo pregiato blend di Sangiovese e Malvasia Nera è stato ribattezzato I Sodi di Veronelli. Un omaggio al grande giornalista, scrittore e divulgatore enogastronomico nel centenario della nascita. Una tiratura di tremila bottiglie de I Sodi di San Niccolò 2021 con una speciale etichetta rossa ispirata al colore del mantello con cui Veronelli era solito avvolgersi. A impreziosire la bottiglia, un libretto che racconta la storia di un incontro importante, quello appunto tra Veronelli e Panerai, fondatore della storica cantina del Chianti Classico.
«E’stato Veronelli, oltre che mio nonno Fernando, a trasmettermi la passione per il vino e i suoi valori. Ma, cosa più importante, è stato lui il vero padre de I Sodi di S. Niccolò, e per questo abbiamo deciso di creare un’edizione speciale del vino», ricorda Panerai al tavolo del ristorante tristellato Da Vittorio a Brusaporto, nel pranzo in occasione del centenario che ha visto presenti anche le due figlie, il genero e i nipoti di Veronelli.

«Grazie a Luigi Veronelli l’enologia e la gastronomia italiana sono diventate alte, altissime, una vera filosofia di vita – sottolinea il produttore -. La scelta di rendergli omaggio Da Vittorio a Brusaporto non è stata casuale: fu lui a scoprire il talento della famiglia Cerea, di cui amava moltissimo la cucina. Dedicargli oggi un’etichetta dei suoi I Sodi di S. Niccolò rimane un omaggio modesto, ma sono sicuro che, da ateo, in Paradiso lo apprezzerà, pur essendoci centinaia di vini italiani di successo che devono tanto a lui e alla sua filosofia».

Nato a Milano, nel quartiere Isola, il 2 febbraio 1926, Veronelli aveva poi scelto Bergamo come luogo prediletto, città dove è morto nel 2004 e dove hanno oggi sede Il Veronelli, un grande spazio permanente a lui dedicato inaugurato nel 2024, e soprattutto il Seminario Permanente Luigi Veronelli, associazione senza scopo di lucro da lui creata nel 1986 e di cui quest’anno ricorrono i 40 anni dalla fondazione. «Veronelli ha segnato in modo indelebile il mondo del vino e della gastronomia in Italia – lo ricorda Angela Maculan, presidente del Seminario -. Con le sue battaglie, condotte coi vignaioli, ha portato l’eccellenza in vigna e in cantina. Ha speso una vita intera nel valorizzare le produzioni di qualità, i territori, il lavoro, l’ambiente e la cultura del vino».
( Fonte Ilgiorno.it )
ANNOTAZIONI A MARGINE
Per i tanti appassionati di vino dei primi anni ’80, Veronelli è stato un faro, colui che ha sdoganato un’altro approccio al mondo del vino, non solo da considerare bevanda/alimento, ma anche e soprattutto qualcosa di edonistico, da migliorare nella qualità, nell’affinamento dell’arte della degustazione professionale e semiprofessionale !
Eravamo ai primi anni ’90, ricordo che insieme a Veronelli, avevo invitato nel Delta anche Beppe Bigazzi , enogastronomo di rara competenza ed esperienza, per trascorrere insieme una giornata culinaria ed enogastronomica. Ma la malattia di Veronelli fece saltare questo atteso e desiderato appuntamento !
https://www.vinit.net/vini/Le_Mie_Degustazioni/Veronelli__il_ricordo_di_Roberto_Gatti_2100.html
Suo è stato il primo ” Atlante dei vini ” che acquistai all’epoca, spendendo una cifra per me esorbitante, ma di grande aiuto per avvicinarmi in punta di piedi, a questo meraviglioso mondo contadino !
Riposa in pace Maestro, il prossimo brindisi sarà a Te dedicato !
Roberto Gatti





















