Sabellico, Gambero Rosso: “La 2021 di Brunello è una grandissima annata e Montalcino brilla come una star di prima grandezza”

Montalcinonews ha intervistato Marco Sabellico, il curatore della Guida Storica del Vino Italiano, Vini d’Italia del Gambero Rosso ed è “fresco” di assaggi a Montalcino proprio per il Gambero Rosso, effettuati insieme al suo staff nei giorni scorsi. Qui il testo dell’intervista (che è possibile ascoltare a questo link):

Come è andato il Brunello di Montalcino, nel bicchiere, con l’annata 2021?

Cosa dire, abbiamo avuto dei risultati eccellenti, veramente al di sopra delle nostre aspettative, quindi mi sembra di poter affermare con una certa serenità che è una grandissima annata e Montalcino brilla come una star di prima grandezza, insomma, com’è giusto che sia con questa 2021.

Ecco, hai già anticipato un po’ il secondo tema, che è: “come trovi il territorio di Montalcino”?

Noi sappiamo che è uno dei grandi territori italiani e questo ce lo confermano anche le quotazioni dell’ettaro vitato del Brunello di Montalcino, quindi della DOCG. È logico che questo pregio attira investimenti importanti, ci sono i produttori storici ma anche quelli che sono arrivati negli ultimi vent’anni che hanno investito e stanno ottenendo dei risultati importanti perché è uno dei grandi territori dell’enologia italiana e dell’enologia internazionale. Il mondo ce lo riconosce e quindi chi arriva a Montalcino non lesina impegno e investimenti e i produttori storici per affermare la loro storicità non sono da meno.

Parlando dell’attuale situazione internazionale del vino, che riflessi può avere per uno dei territori del vino italiano che come abbiamo detto è tra i più famosi ed importanti al mondo?

Siamo in una fase complessa, delicata, anche se bisogna dire storicamente nella mia carriera ne ho viste parecchie altre. Di fondo sono ottimista, c’è un cambio generazionale, il vino si acquista quando si beve più che come investimento, come status symbol da far vedere in società. Il pubblico dei fedelissimi del Brunello un po’ si assottiglia per fattori anagrafici perché sono i baby boomers e piano piano stanno subentrando le nuove generazioni ma qui subentra anche il problema della capacità di spesa, quindi sui periodi medi o lunghi sono ottimista. In tutto questo credo che il Rosso di Montalcino possa giocare un ruolo importante perché è la chiave di accesso al territorio, è un vino più accessibile anche finanziariamente quindi può avvicinare un pubblico con minore capacità di spesa a un grande terroir, a una grande uva e ai nomi importanti della scena montalcinese.

Quindi diciamo che fondamentalmente c’è un Brunello in forma e poi c’è anche un Rosso di Montalcino che proietta una crescita…
Sicuramente, sicuramente. Come dicevo prima è la chiave di accesso al territorio, ora lo scenario internazionale è un po’ complicato però non dobbiamo fermarci all’analisi dell’ultimo anno e dei prossimi sei mesi. Siamo nel mondo dell’agricoltura, nel mondo del vino, gli investimenti hanno tempi lunghi, le tendenze, le mode sono di lungo periodo, quindi sui tempi lunghi sicuramente questi momenti difficili verranno archiviati come è successo già tante altre volte. C’è da dire che il Brunello fortunatamente se rimane un anno di più in bottiglia, un anno di più in cantina, non peggiora anzi, migliora sensibilmente! Quindi, chi non lo beve oggi, lo berrà ancora più buono fra due anni o tre anni…