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Affidare controlli e promozione a produttori










ECO) Ocm vino, Fedagri: Affidare controlli e promozione a produttori

Roma, 6 set (Velino) – S allabolizione della pratica della zuccheraggio, no alla dotazione finanziaria, assolutamente insufficiente e un deciso no alla proposta di estendere gli obblighi di etichettatura ai vini da tavola. Sono alcuni dei punti della posizione sulla riforma dellOcm vino che Fedagri-Confcooperative presenter in occasione dellincontro con il relatore della riforma Ocm vino, leurodeputato di Forza Italia Giuseppe Castiglione, in programma a Bruxelles, il prossimo 12 e 13 settembre. Fedagri chiede alla Commissione Ue di riconoscere anche nel settore vitivinicolo, cos come gi avviene nel settore ortofrutticolo, lo strumento delle Organizzazioni di produttori (OP) alle quali affidare il controllo qualitativo delle produzioni, le azioni di informazione e promozione del consumo moderato nel mercato interno e nei Paesi terzi e la gestione delle dotazioni nazionali e dei Piani di filiera. Labolizione dello zuccheraggio – ha detto il presidente di Fedagri-Confcooperative, Paolo Bruni – un fatto sicuramente positivo ed il punto basilare della riforma in grado di annullare i vantaggi competitivi che i produttori del nord Europa avevano nei confronti dei viticoltori dellarea del Mediterraneo.

Per quanto riguarda le dotazioni finanziarie nazionali (Enveloppe), Fedagri ha evidenziato come questo sia uno degli aspetti pi controversi della riforma soprattutto se si intende gestire nellambito delle Enveloppe nazionali anche le misure quali le prestazioni viniche ed eventuali interventi distillatori di crisi e aiuti allo stoccaggio. Il budget previsto ad oggi per lItalia – ha osservato a sua volta Adriano Orsi, presidente del settore vitivinicolo di Fedagri – di gran lunga insufficiente e quindi occorre individuare nuove risorse finanziare. Estendere gli obblighi di etichettatura ai vini da tavola, secondo lorganizzazione, impossibile poich non si pu fare una tracciabilit di questi vini ed una misura che danneggerebbe in modo irreversibile i vini a Denominazione di origine. Nellipotesi che non sia possibile modificare tale decisione – ha precisato Bruni -, dovranno essere individuati vincoli chiari e fortemente condizionanti per i vini da tavola che volessero usufruire di questa possibilit. Infine Fedagri ritiene necessario prevedere un periodo di transizione di tre-cinque anni, per consentire agli operatori del settore di individuare e realizzare strategie di riorganizzazione del sistema produttivo e della commercializzazione ma soprattutto per dotare il comparto di sistemi di sicurezza alternativi.

 


( Fonte Il Velino )