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Degustazioni Roero e Barbaresco 2010

Da domenica 3 a giovedì 7 novembre siamo stati nelle Langhe per la nostra prima uscita con il gruppo degli IGP (I Giovani Promettenti), mancanti però di due dei componenti storici: Luciano Pignataro, assente per motivi di lavoro e Kyle Phillips, che purtroppo, una malattia che non perdona, ha stroncato in giovane età; in nostra compagnia c’era anche l’amico Pasquale Porcelli.

 

( foto di Roberto Giuliani )

Ospiti di Albeisa e del Consorzio Barolo, Barbaresco, Alba Langhe e Roero, che hanno organizzato per noi questo impegnativo ma graditissimo tour di degustazioni e visite a cantine (vedi), abbiamo assaggiato, in quattro mattinate, duecento vini (199 per l’esattezza), suddivisi tra Roero e Barbaresco 2010 e Barolo 2009, il tutto -grazie alla collaborazione del personale del Consorzio Tutela- a bottiglie rigorosamente coperte.

In questo primo articolo andiamo quindi a trattare delle degustazioni di ROERO e BARBARESCO, mentre ai Barolo (quasi centotrenta) dedicheremo uno specifico pezzo.

Vi consigliamo a tal proposito di dare un’occhiata anche a quanto scritto sui propri siti da Carlo Macchi (WineSurf), Roberto Giuliani (LaVinium) e Stefano Tesi (Alta Fedelta), in questo modo potrete fare un confronto con le diverse valutazioni e farvi un’idea più precisa in merito ai vini ed all’annata.

 

ROERO 2010

Solamente undici i campioni in degustazione, che complessivamente non abbiamo trovato molto entusiasmanti, buona parte di questi vini erano caratterizzati da tannini asciutti e dall’utilizzo a volte invadente del legno.

E’ nostra opinione personale che i produttori del Roero dovrebbero iniziare definitivamente a non scimmiottare i Nebbiolo prodotti in Langa, i loro suoli hanno caratteristiche geologiche assai differenti e difficilmente si riescono ad ottenere vini impostati sulla potenza e struttura, dovrebbero invece (sempre secondo noi) giocare maggiormente sulla finezza, levità ed eleganza dei loro Nebbiolo, caratteristiche che i suoli sabbiosi sono in grado di fornire.

 

( foto di Roberto Giuliani scattata dalla terrazza dell’azienda Guido Porro di Serralunga d’ Alba )

 

Ecco comunque i nostri migliori assaggi:

– Domenico Gallino – “Castelvej”: Granato luminoso e compatto. Buona intensità, vanigliato, caffè, note di legno, pulito. Legno dolce, tannini asciutti, tostatura, caffè, media persistenza. 83/100

– Correggia Matteo – “La Val dei Preti”: Granato compatto, leggerissima velatura. Naso pulito, frutto rosso maturo (prugna), speziato, intenso. Frutto speziato, asciutto, legno percepibile, note di rabarbaro. Meglio al naso. 83/100

– Negro – “San Bernardo”: Granato profondo e luminoso. Confettura di more, pulito, intenso. Buona struttura, note chinate, legno in evidenza, asciutto, discreta persistenza, chiude su note di legno di liquirizia. 83/100

– Negro – “Sudisfà”: Granato profondo di buona intensità, unghia mattonata. Intenso, speziato, frutto maturo (prugna), bel naso. Tannico, asciutto, legno percepibile, asciugante, discreta persistenza. 82-83/100

 

( foto tratta dal sito Vinealia )

BARBARESCO 2009:

Erano solamente due i vini di quest’annata, entrambi dello stesso produttore, ed entrambi pregevoli, soprattutto il Gaium Martinenga, un prodotto notevole, tutto giocato sull’eleganza, uno tra i migliori assaggi del nostro tour in Langa.

 

– Marchesi di Gresj – “Gaiun Martinenga”: Granato di media intensità, unghia aranciata. Bel naso, elegante, delicato, fiori appassiti, molto bello. Delicato, pulito, elegante, mediamente strutturato, lunga la persistenza. 89-90/100

– Marchesi di Gresj – “Camp Gros Martinenga”: Granato scarico, unghia aranciata. Intenso, accenni di rabarbaro, elegante, fiori secchi. Bell’equilibrio, elegante, legno percepibile ma ben amalgamato, buona la persistenza un poco asciugante. 85-86/100

 

BARBARESCO 2010:

Cinquantanove i vini assaggiati, un buon numero per capire l’annata, definita “Sorprendente” da Giancarlo Montaldo, che ha da poco editato la “Carta delle annate del Barbaresco”, e che prende in considerazione le annate dal 1966 al 2012; la valutazione assegnata al 2010, seppur ancora “non definitiva” è di 16,5/20, un valore che potrebbe sembrare elevato, ma che in realtà non lo è, se rapportato alle ultime annate, occorre infatti risalire alle non certo esaltanti annate 2003 e 2002 per trovare delle valutazioni inferiori, e tornando ulteriormente indietro nel tempo si arriva al brutto periodo intercorso tra 1991 e 1994/1995.

 

Ma veniamo alle nostre valutazione, che, ricordiamo ancora una volta, sono personali, e legate naturalmente alla singola bottiglia assaggiata; sono ventidue i vini ai quali abbiamo assegnato un punteggio pari al almeno 84/100, e che andiamo qui sotto a riportare.

 

( foto tratta dal sito Vinealia )

– Icardi – “Montubert”: Granato scarico, unghia aranciata. Bel naso, delicato, fiori appassiti, elegante. Media struttura, buona eleganza, delicato, leggere note di rabarbaro, lunga persistenza. 88-89/100

– Chiarlo – “Asili”: Granato con unghia aranciata, leggermente velato. Fiori secchi, buona intensità olfattiva, prugna secca. Bel frutto, bell’equilibrio complessivo, tannini ben fusi, buona la persistenza su sentori di liquirizia, elegante. 88/100

– Rizzi –“Nervo”: Granato di buona profondità. Intenso, leggere note chinate, pulito, buona eleganza. Elegante, delicato, tannini ben fusi, media struttura, discreta persistenza su sentori di liquirizia di legno. 87/100

– Negro – “Cascinotta”: Granato di buona profondità. Intenso, note fruttate e floreali, bel frutto. Discreta struttura, frutto ancora ben in evidenza, bella trama tannica, note balsamiche, buona persistenza. 86-87/100

– Albino Rocca – “Ronchi”: Granato di buona profondità, colore un poco sporco. Chinato, accenni di vernice, media intensità, buona eleganza. Note chinate, media struttura, lunga persistenza. Vino un poco chiuso ma elegante. 85-86/100

– Moccagatta – “Cole”: Granato molto profondo. Note di confettura, prugna secca, intenso, pulito. Buona struttura, accenni chinati, legno deciso, asciutto, lunga persistenza. Meglio al naso. 85/100

– Adriano – “Basarin”: Granato di discreta intensità. Legno balsamico, media intensità, buona eleganza, pulito. Fresco, pulito, bella trama tannica, media struttura, buona eleganza, discreta persistenza. 85/100

– Cogno Elvio – “Bordini”: Granato-aranciato di media intensità. Buona intensità, accenni di legno dolce, pulito. Legno dolce, note balsamiche, buona eleganza, pulito, un poco asciutto, buona persistenza. 85/100

– Cascina San Cristoforo – “Sassi”: Granato-aranciato scarico. Naso pulito, delicato, balsamico, note mentolate. Asciutto, tannini importanti ma ben fusi, buona persistenza. 85/100

– Albino Rocca “Duemiladieci”: Granato di media intensità, unghia mattonata. Naso leggermente chinato, di media intensità, leggere note di fiori secchi. Fresco, legno ben dosato, tannini un poco asciutto, discreta persistenza. 84-85/100

– Rivetti Massimo “Froi”: Granato di buona profondità, unghia aranciata. Evoluto, frutto rosso macerato, accenni balsamici, intenso. Asciutto, legno dolce, tannini decisi, discreta persistenza. Meglio al naso. 84-85/100

– Battaglio Mario: Granato profondo e compatto, unghia aranciata. Prugna secca, confettura, sentori di rabarbaro, buona intensità, pulito. Discreta struttura, legno importante, tannini asciutti, buona persistenza. 84-85/100

– Agricole Socrè: Granato profondo. Frutto rosso macerato, note di sottobosco, intenso, pulito, di buona eleganza. Tannini ben fusi, note di legno dolce, buona struttura, bell’equilibrio, buona persistenza. 84-85/100

– Sarotto “Gaia Principe”: Granato profondo, unghia mattonata. Alcolico, note surmature, confettura di prugna, intenso, accenni speziati e di legno dolce. Rotondo, alcolico, morbido, accenni animali (cuoio), tannini ben fusi, legno ben dosato, fin di bocca amaricante. 84/100

– Marchesi di Gresj “Martinenga” : Granato di media intensità, unghia aranciata. Intenso, frutto in evidenza (prugna secca), confettura. Asciutto, note amaricanti, legno percepibile, lunga persistenza. 84/100

– Giacosa F.lli “Basarin Vigna Gianmatè”: Granato profondo, unghia mattonata. Fiori secchi, intenso, pulito. Legno in evidenza, asciutto, tannini decisi, buona persistenza. 84/100

– Cascina Morassino “Ovello”: Granato luminoso di buona profondità. Intenso, confettura di marasche, accenni di legno dolce. Legno dolce, tannini asciutti, note vegetali, buona persistenza. 84/100

– Barale F.lli “Serraboella”: Granato luminoso di media intensità. Balsamico, intenso, sentori di smalto, frutto rosso maturo. Note di vernice, tannini leggermente vegetali, buona persistenza. 84/100

– Fontana Bianca “Bordini”: Granato di buona profondità, unghia aranciata. Note chinate, leggeri sentori di legno, accenni di fiori secchi. Asciutto, note chinate e di rabarbaro, legno in evidenza, discreta persistenza, tannico. 84/100

– Bel Colle “Roncaglie”: Granato di buona intensità, unghia aranciata. Intenso, di buona eleganza, pulito, leggere note balsamiche. Elegante, media struttura, asciutto, fresco, leggermente vegetale. Meglio al naso. 84/100

– Cantina del Nebbiolo “Meruzzano”: Granato di media intensità, unghia aranciata. Bel naso, pulito, elegante, delicato. Delicato, un poco vuoto, pulito, semplice. Meglio al naso. 84/100

– Produttori di Govone: Granato luminoso di buona profondità. Bel naso, pulito, intenso, elegante, accenni di legno. Legno dolce, un poco asciugante, discreta persistenza. 84/100

 

 

( Fonte Lorenzo Colombo sito Vinealia )

 

 

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