Le viti Tea entrano nei vigneti europei: cosa cambia davvero per il vino

Via libera in Ue e Italia a sperimentazioni e regole sulle nuove tecniche genomiche.

 

 

L’Unione Europea e l’Italia hanno impresso una svolta storica al settore agricolo dando il via libera alla regolamentazione e alle prime sperimentazioni in campo delle Tecnologie di Evoluzione Assistita (Tea), conosciute a livello internazionale come Nuove Tecniche Genomiche (Ngt). Per l’intero comparto vitivinicolo si apre così una fase decisiva, destinata a segnare il futuro della produzione in un momento in cui l’identità dei vitigni storici e le tradizioni locali devono fare i conti con le trasformazioni ambientali.

A differenza dei tradizionali Ogm, che prevedono l’inserimento di geni provenienti da specie diverse, le Tea funzionano come un preciso correttore ortografico molecolare. Intervengono eliminando le fragilità della pianta ed emulando ciò che avverrebbe spontaneamente in natura o tramite incroci tradizionali, ma con tempi enormemente più rapidi. Questa tecnologia permette di proteggere la vite da malattie fungine insidiose come peronospora e oidio, oltre a rafforzarla contro la siccità e le gelate improvvise provocate dal cambiamento climatico.

Il punto di forza dell’innovazione risiede nella tutela dell’identità varietale: vitigni simbolo come Nebbiolo, Sangiovese o Barbera mantengono intatto il proprio profilo genetico e le qualità organolettiche che li rendono unici al palato.

Oltre a salvaguardare il patrimonio enologico, l’uso delle Tea garantisce evidenti benefici ambientali, riducendo la necessità di trattamenti chimici e la presenza di rame nei terreni, oltre a diminuire le emissioni di anidride carbonica legate ai passaggi dei trattori tra i filari. Con i primi test già affidati agli enti di ricerca pubblici e l’obbligo di tracciabilità in banche dati aperte, l’Italia si candida a guidare un modello agricolo capace di fondere la scienza con la sostenibilità.

 

( Fonte Torinocronaca.it )