Federdoc 2016, anno d’oro per l’export del vino italiano

Secondo il report di Federdoc, la federazione nazionale dei consorzi di tutela delle denominazioni di origine, il consumo di vino in Italia continua a calare ma il vino italiano viene venduto moltissimo all’estero soprattutto negli Stati Uniti

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Il vino italiano è amatissimo all’estero, il report di Federdoc per il 2016 fa registrare un anno d’oro per il vino del Belpaese, non se ne vende molto in Italia e il consumo è basso ma l’export vola nonostante i prezzi siano bassi

 

Annata d’oro

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Il report di Federdoc per l’anno 2016 sorride al vino italiano. Il Belpaese ha fatto registrare un calo dei consumi del vino, ma l’export vola. Il vino italiano è amatissimo all’estero. I prezzi sono comunque bassi, come sostiene Marco Forte, direttore Ice New York e coordinatore Rete Usa dell’Agenzia Ita: “Il prezzo è di 2,89 dollari per una bottiglia made in Italy contro i 5,12 dollari dei vini francesi. Dobbiamo stimolare la domanda di qualità e allo stesso tempo alzare la percezione del vino come prodotto di lusso. Obiettivi del “Progetto vino” dell’agenzia Ita che punta a rafforzare in tre anni l’immagine del vino italiano sul mercato statunitense.”

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Primato produttivo mondiale

 

Stando alla Federdoc sono molti i dati positivi del Belpaese. In primis il primato produttivo mondiale con 48,5 milioni di ettolitri (fonte MIPAAF, Ismea, UIV). Lo scorso anno l’export del vino italiano ha fatto raggiunto i 5,4 miliardi di euro. Il Presidente Federdoc, Riccardo Ricci Curbastro, ha sottolineato: “L’Italia del vino si conferma un Paese orientato ad un export verso i Paesi terzi. Mentre i consumi interni pro capite continuano a calare, prosegue la scalata ai mercati esteri, confermando quelli storici come USA, Regno Unito e Germania, mantenendo salde le posizioni in Francia, Canada, Australia e Messico. Ma, soprattutto, sviluppando numeri rilevanti in Cina e Corea, target di assoluto valore. In realtà è tutto il mondo che chiede i nostri vini e non è un mistero che ormai l’80% delle etichette nazionali sono destinate a superare i confini italiani.”

 

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( Fonte cno-webtv.it )