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Il Consorzio Tutela Vini Soave contro l’Italian Sounding

Il Consorzio di tutela ha segnalato al Corpo Forestale dello Stato sette aziende straniere, impegnate nel business del “Soave-fai da te”

 

 

Sono sette le aziende, tutte straniere, impegnate nel business del “Soave-fai da te”, che il Consorzio di tutela ha immediatamente segnalato al Corpo Forestale dello Stato.

 

Si tratta di aziende situate in Canada, Stato Uniti e Gran Bretagna che hanno immesso sul mercato appositi kit, acquistabili anche on line, che permetterebbero, secondo la dicitura delle sedicenti etichette, di ottenere un vino Soave fresco, fruttato e floreale, direttamente dalla poltrona di casa, senza tanti investimenti di cantina, ma soprattutto senza uva.

Il trucco è semplice: basta acquistare confezioni di uno “sciroppo”, contenente per lo più succo d’uva concentrato, bucce d’uva, ammonio, fosfato, solfiti, bentonite ed enzimi vari, da “allungare” con la giusta dose d’acqua, e il gioco è fatto.

L’Italian Sounding, cioè tutti quei prodotti agroalimentari che imitano il vero Made in Italy, vino compreso, rappresenta la forma più eclatante di concorrenza sleale e truffa nei confronti dei consumatori, soprattutto nel settore agroalimentare. A livello mondiale, il giro d’affari annuo di questo fenomeno è stimato in circa 54 miliardi di euro, vale a dire 147 milioni di euro al giorno. Una cifra doppia rispetto all’attuale valore delle esportazioni italiane di prodotti agroalimentari, pari a 23 miliardi di euro (fonte: Ministero dello sviluppo economico).

E’ forte l’azione di tutela e difesa delle produzioni da parte di un Consorzio del Soave che primo nel Veneto è stato riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole per i servizi di vigilanza e valorizzazione non solo nei confronti dei soci ma anche di tutti gli utilizzatori della denominazione.

Il Consorzio è infatti attivo anche sul fronte della vigilanza, attraverso un monitoraggio costante del mercato per segnalare le produzioni non in linea con le rigide norme del disciplinare. Una attività, quella di controllo, concordata con l’Ispettorato Centrale Tutela Qualità Repressione Frodi, che vede operativi cinque agenti dello stesso consorzio e recentemente riconosciuti dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.

 

 

( Fonte www.ilsoave.com )