Home Arrabbiature INCREDIBILE MA VERO : BEFFATI I GIUDICI DEL CONCORSO GILBERT & GAILLARD

INCREDIBILE MA VERO : BEFFATI I GIUDICI DEL CONCORSO GILBERT & GAILLARD

Le gare, osa tutto… Anche per medagliare “un piquette a 2,50 €”

Intrappolato da un programma belga per la sua apparente compiacenza nei confronti dei suoi candidati/clienti, l’International Challenge Gilbert & Gaillard dimostra soprattutto che un semplice trasferimento a Hong Kong permette di non dover più rispettare il quadro francese che regola con precisione i concorsi.

Vuoi una medaglia? Nessun problema, nel settore del vino ci sono abbastanza operatori per riuscire sempre ad ottenere un amaretto: è un vero affare. Dove le quote di iscrizione ai campioni a volte portano a una certa tolleranza nell’assegnazione dei premi. Così ha concluso il 9 maggio la trasmissione “On n’est pas des pigeons” della Radio Télévision Belge Francophone (RTBF), avendo registrato un vino rosso della comunità europea di scarsa qualità (“il peggiore: un vino a 2,50 euro acquistato in un supermercato Delhaize”) al concorso indetto dalla rivista Gilbert & Gaillard (gruppo Vinipresse). Di conseguenza, questa cuvée pipeautée sotto il nome di Château Colombier in Côtes de Sambre e Meuse (Vallonia) ha ottenuto una medaglia d’oro e un brillante commento sul sito web del concorso: “dolce, nervoso e ricco in bocca con aromi giovani e puliti che promettono un bel complessità. Evoluzione su spezie fini e un tocco di fuliggine. Molto interessante. »

Se l’esercizio della degustazione alla cieca è una scuola di modestia (sia per i grandi vini che per i piccoli), l’aver “ricevuto una medaglia d’oro per le nostre “picette” dal gusto pessimo a meno di 3 euro” testimonia la “mancanza di rigore” delle medaglie di Gilbert & Gaillard per il RTBF, che, atavismo belga obbliga, precisa che “ovviamente ci sono concorsi che fanno bene il loro lavoro, come il Concorso di Bruxelles”.

Condotto dal sommelier e editorialista Éric Boschman, questo test dei limiti di una competizione dimentica di specificare che la sfida internazionale Gilbert & Gaillard è stata chiaramente ottimizzata per superare i limiti fissati dalle normative francesi.

 

Fuori dalla Francia

È scritto nero su bianco nelle regole dell’International Challenge Gilbert & Gaillard (ICGG): “In quanto competizione internazionale organizzata da una società con sede fuori dalla Francia [NDLA: a Hong Kong], l’International Challenge Gilbert & Gaillard Gaillard non è disciplinata dal decreto del 13 febbraio 2013. Non compare quindi nell’elenco dei concorsi enologici francesi pubblicato nel bollettino ufficiale della concorrenza, del consumo e della prevenzione delle frodi. Attivo dal 1° gennaio 2018, l’ICGG subentra al defunto Concorso Internazionale Gilbert & Gaillard, che prevedeva nel suo regolamento che “durante ogni degustazione, viene presentato a ciascuna giuria un lotto di vini della stessa categoria. Un vino può essere degustato solo se il lotto comprende almeno 3 vini della stessa categoria. Potrà essere premiata una medaglia al massimo di un terzo dei campioni in relazione al numero di vini iscritti ad ogni sessione. “Chiarimenti che sono scomparsi dal nuovo regolamento del CIGG, molto leggero nella precisione sulle composizioni della giuria o sulle griglie di punteggio.

Fino al 2017, le condizioni imposte da Gilbert & Gaillard erano quelle dettate dalla Direzione Generale per i Consumatori, la Concorrenza e la Prevenzione delle Frodi (DGCCRF) per i 120 concorsi attualmente riconosciuti in Francia*. Criteri riconosciuti anche dall’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (OIV), il cui patrocinio testimonia la serietà delle competizioni in tutto il mondo.

Ricompensa, dunque sono
Ma anche i concorsi blasonati hanno le loro piccole abitudini, la loro cucinetta interna, per ottimizzare la loro attività commerciale. In particolare continuando a parlarne bene. Come viene preso ad esempio da “i piccioni”, prendiamo il Concours Mondial de Bruxelles. Quest’ultima punta sui suoi inviti tutto spesato ad assaggiatori professionisti del settore scelti tanto per la loro capacità di notare quanto di influenzare: ci sono produttori e distributori per far conoscere i loro colleghi, rappresentanti di organizzazioni professionali per convincerli a ospitare la prossima edizione e promuovere il concorso ai propri membri e, naturalmente, ai rappresentanti dei media per dare buona stampa. Come il sommelier Éric Boschman, giurato dell’edizione 2023… che si sta svolgendo proprio in questi giorni, da venerdì 12 maggio a domenica 14 maggio. L’altra faccia della medaglia del cioccolato?

*: Non medagliare “più di un terzo del numero dei campioni presentati per categoria (e per l’intera manifestazione in caso di preselezione); nessuna menzione assegnata se meno di tre concorrenti distinti in gara (per ogni categoria)” come indicato nell’elenco ufficiale per l’apposizione delle medaglie ai vini francesi.

( Fonte https://www.vitisphere.com/actualite-99374-les-concours-ca-ose-tout-meme-medailler-une-piquette-a-250-.html )

Sempre sullo stesso argomento leggi qui

 

https://www.gilbertgaillard.com/en/resultats?filters[rating_year]=2023

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Giudice degustatore ai Concorsi Enologici Mondiali più prestigiosi tra i quali:

» Il Concours Mondial de Bruxelles che ad oggi ha raggiunto un numero di campioni esaminati di circa n. 9.080, dove partecipo da 13 edizioni ( da 9 in qualità di Presidente );

>>Commissario al Berliner Wine Trophy di Berlino

>>Presidente di Giuria al Concorso Excellence Awards di Bucarest

>>Giudice accreditato al Shanghai International Wine Challenge

ed ai maggiori concorsi italiani.