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INTERVISTA A GIACOMO TACHIS

 

Maremma: nome il cui suono affascina quanto la terra che rappresenta. Questa “Marittima Toscana”, come soleva denominare Emanuele Repetti, si affaccia sul mar Tirreno discendendo dai monti dell’intorno e attraversa la vasta pianura intermedia coperta da boscaglie e una volta, da paludi, epidemie, povertà e da sporadica ricchezza. Maremma di funghi Prugnoli, “stante il soverchio colore” affermava Giovanni Targioni Tozzetti; Maremma di sughere, di querce, di olmi, di cern, di farnie, di frassini e di viti disordinatamente sparse o maritate. Questo era il paesaggio antico di una delle più belle zone della Toscana.


E tra le boscaglie, tra i frassini, le farnie e le sughere, vi era anche, in tempi remoti, la progenitrice del Sangiovese: la Vitis Silvestris. Probabilmente il Sangiovese ha origini etrusche. Sembra che, insieme al Trebbiano e al Montepulciano, il Sangiovese tragga origine da selezioni fatte all’epoca della cultura villanoviana proprio dagli Etruschi e, come ripeto, la sua madre proge-nitrice è ancora presente nei boschi della Maremma Toscana. Così afferma il professor Mario Fregoni conosciuto per la sua vasta cultura viticola.


Oggi la Maremma non è più percorsa dalla malaria e dalla povertà; i vigneti, insieme alle altre colture, conferiscono un aspetto ridente, solare, invitante, ad un paesaggio che reca con sé la storia mitica di un passato talvolta ancora presente come nella vite e nel vino.
La luminosità, il sole, il tipo di terreno, le correnti marine o di montagna: tutti questi fattori contribuiscono a portare al consumatore appassionato un’ampia gamma di vini maremmani che vanno dall’Ansonica al Vermentino, al Malvasia, al Morellino, al Ciliegiolo, all’Meatico e a tanti altri vitigni di tradizione e moderni, a completamento di una cultura vinicola fortemente storica. Per rendersene conto basti pensare che nel secolo scorso l’Associazione Agraria della Provincia di Grosseto conferiva premi, sotto forma di attestati, a quei campagnoli che avevano lavorato la vigna con correttezza morale e professionalità.


Ora non si teme più che il livello del mare si vada rialzando e le spiagge della Toscana non appaiono più inferme “a causa de lo moto dell’ottava sfera del cielo”, come intendeva il buon Villani!
Sul litorale prospera oggi un turismo appassionato di mare, di Maremma e di vino, in virtù
delle grandissime qualità di rossi da barrique che questa terra può offrire, insieme alle tipologie
più consuete e assai gradite dal consumatore-turista che trascorre le vacanze su questi pittoreschi lidi.


La Maremma grossetana è capace di produrre, dalle sue viti, vini rossi ad altissimo spessore estrattivo, sia grazie al carattere pedoclimatico della zona, sia grazie alla capacità dei produttori appassionati. Si tratta di vini che provengono da vigne studiate con competenza e seguite tecnicamente da professionisti aggiornati, che tengono conto del moderno mercato internazionale. Ricordo a tale proposito che i vini italiani di
lusso vantano, da qualche decennio, origine maremmana! Da poco tempo è nata anche una nuova denominazione di origine: il Monteregio D.O.C., nelle sue varie espressioni di vino bianco, rosso e da invecchiamento. E non si ferma qui l’opera del viticoltore e dell’enologo maremmano! C’è infatti la collaborazione con le Università di Pisa e di Firenze. Da qualche tempo il Professor Scalabrelli dell’Università di Pisa (di origine maremmana), si dedica molto alla causa viticola della Maremma grossetana. Il lavoro da svolgere è ancora tanto in quanto questa terra, ricca di risorse potenziali in fatto di viticoltura e di “enologia di lusso”, promette molto. Bisogna però sottolineare che gli sforzi valgono bene la pena e i risultati attuali parlano già positivamente.


Gli antichi traffici commerciali nel Mar Tirreno tenevano sempre di conto questa parte dell’Italia centrale per quanto riguardava il mercato del vino. I reperti archeologici etruschi teshmoniano infatti che il mercato del vino era presente fin dall’antichità.
Ed è proprio questo stesso mercato che persiste ed onora la passione e la capacità degli abitanti di queste terre.


GIACOMO TACHIS


( Fonte Provincia Grosseto )


 

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Giudice degustatore ai Concorsi Enologici Mondiali più prestigiosi tra i quali:

» Il Concours Mondial de Bruxelles che ad oggi ha raggiunto un numero di campioni esaminati di circa n. 9.080, dove partecipo da 13 edizioni ( da 9 in qualità di Presidente );

>>Commissario al Berliner Wine Trophy di Berlino

>>Presidente di Giuria al Concorso Excellence Awards di Bucarest

>>Giudice accreditato al Shanghai International Wine Challenge

ed ai maggiori concorsi italiani.